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Agosto 2019

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0815-wwAndrea Drigani prende spunto dall’iniziativa della Radio Vaticana di trasmettere un notiziario settimanale in lingua latina, per riflettere sul ruolo del latino, al di là della liturgia, anche secondo gli intendimenti degli ultimi Pontefici. Giovanni Campanella illustra il manuale di Andrea Rossi sulle norme e le strategie per il gioco degli scacchi accompagnate, però, da una serie di metafore e di simboli tratti dalla Bibbia. Francesco Vermigli nella circostanza della prossima canonizzazione di John Henry Newman lo indica come colui che ha percepito la ricerca della verità della dottrina cristiana come un continuo sviluppo al modo di un organismo. Gianni Cioli col saggio di Tommaso Subini affronta il tema del rapporto con la morte nell’opera di Pier Paolo Pasolini che in qualche modo lo collega all’iconografia popolare cristiana. Mario Alexis Portella rileva che il recente incontro tra il Presidente USA Donald Trump ed il leader nordcoreano Kim Jong-un potrebbe preludere ad un avvio di un processo di pace, ma c’è il rischio di una dimensione più «economica» che «politica» delle future intese. Giovanni Pallanti nel 75° anniversario dell’eccidio di Civitella Val di Chiana, ad opera delle truppe tedesche, ricorda il parroco Don Alcide Lazzeri, che offrì la vita per il suo popolo, e del quale è cominciata la causa di beatificazione come martire. Antonio Lovascio riporta le preoccupanti analisi dell’Osservatorio «Vox» (promosso da quattro università italiane) sui twett degli ultimi mesi, che fanno emergere un’istigazione all’odio, da risolversi solo con un’educazione civica e cristiana. Francesco Romano dalla recente Nota della Penitenzieria Apostolica osserva che l’inviolabilità del sigillo sacramentale trova una sua radice anche nel diritto alla libertà religiosa, che fonda altre libertà, ivi compresa quella di coscienza di ogni cittadino, sia penitente che confessore. Dario Chiapetti con l’occasione di un soggiorno di studio a Tessalonica presenta la situazione della Chiesa Cattolica in Grecia, una realtà di minoranza che, tuttavia, può aiutare a riscoprire l’essenziale carattere comunitario della fede. Leonardo Salutati recensendo il libro di Mimmo Muolo sul patrimonio ecclesiastico italiano (con una digressione sullo IOR) rammenta le finalità dell’uso dei beni della Chiesa e delle elargizione dei fedeli allo scopo di favorire l’onesto sostentamento del clero e la promozione delle attività apostoliche e caritative. Alessandro Clemenzia muovendo dal volume curato di Tiziana Longhitano e Theo Jansen annota sul ruolo dei carismi in ordine alla funzione di orientamento e guida nella missione della Chiesa. Stefano Tarocchi richiama l’attenzione, con il Libro dell’Apocalisse (7,9-17) ed il Vangelo di Matteo (25,31-46), sul giudizio di Cristo perennemente in atto sul passato e sul presente dell’agire degli uomini. Carlo Parenti fa memoria di tre sacerdoti: Giulio Facibeni, Giacomo Lercaro, Giuseppe Dossetti, legati tra di loro da vincoli di amicizia e dalla consapevolezza dell’istanza evangelica della povertà come centro dell’annuncio della Chiesa. Stefano Liccioli con l’aiuto del Beato Pier Giorgio Frassati e di San Giovanni Paolo II svolge delle considerazioni sulla montagna e sul valore anche spirituale di questo paesaggio naturale per la vita dell’uomo. Carlo Nardi da un’attenta rilettura della «Secunda Clementis» fa emergere la constatazione che certi comportamenti di coloro che si dicono cristiani «disonorano» (ma si potrebbe tradurre anche in altro modo) il nome di Dio.