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coscienza universitaria (7)

image_pdfimage_print

downloadL’Università affronta il Covid 19. Il nuovo anno accademico ai nastri di partenza.

di Gaetano Mercuri · Mancano ormai appena due settimane alla riapertura delle aule universitarie. Già si segnalano, come ogni anno in questo periodo post vacanziero, movimenti di studenti fuorisede verso i principali atenei: per le iscrizioni certo, ma soprattutto per dare la caccia a un posto letto in stanza, doppia o singola che sia, in appartamenti privati o in convitti e collegi.

Le conseguenze della pandemia Covid 19 si fanno però ancora sentire. Non sono in pochi anzi, a paventare una ripresa della pandemia in autunno, per via del forte aumento di casi in molte nazioni e alla stabilità di numeri troppo alti, per quanto riguarda i positivi asintomatici, in Italia. Ciò dovuto ai movimenti e alla poca prudenza dei vacanzieri, ad un (spesso e volentieri) quasi nullo rispetto delle normative sanitarie e alle minime effettuazione di controlli e irrogazione di sanzioni.

Ma se i movimenti di studenti fuorisede sembrano già essere in flessione, ciò è certo dovuto innanzitutto alle decisioni riguardanti l’apertura degli atenei. Come ribadito dal ministro per l’Università Gaetano Manfredi in recenti interviste, per i corsi a «numero chiuso» gli studenti dovranno seguire quanto singolarmente previsto da ciascun bando di concorso per l’assegnazione dei posti. Le lezioni saranno integralmente in presenza solo per le «matricole» e si cercherà invece di limitare la frequenza delle aule agli iscritti agli anni successivi al primo attraverso l’uso della didattica online, già sperimentata durante i mesi di lockdown.download (6)

Tale prudenza mette a rischio l’economia legata al mondo dell’università. A crollare non saranno probabilmente solo gli affitti, con centinaia di stanze lasciate vuote. A soffrire una quasi certa, nuova crisi saranno anche tutte le attività commerciali attive nei dintorni dei poli universitari, che saranno frequentati tutti i giorni dal numero più basso possibile di studenti, docenti e ricercatori.

Per quanto riguarda però le sessioni d’esame, il ministro ha invece garantito che verrà data la possibilità in tutto il Paese e fino almeno al 31 dicembre 2020, di sostenere le prove non solo online ma anche in presenza, a scelta del candidato.

Una parziale apertura, questa, che induce noi studenti a sperare fermamente che l’Università torni presto ad essere il luogo di autentici confronto e fermento culturale, qual è sempre stata!