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Posted on 1dic, 2019

Perché l’Immacolata Concezione?

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Immacolata Concezionedi Francesco Vermigli • La solennità liturgica dell’8 dicembre si approssima e ci chiediamo: qual è il significato del fatto che Maria è stata preservata dal peccato? In modo particolare, ci chiediamo: quale immagine di Dio svela tale fatto? Ancor prima di provare a capirne il senso teologico profondo, pare opportuno affrontare un po’ più nel dettaglio l’oggetto della nostra discussione; ricordando le parole della definizione dogmatica di Pio IX.

L’Immacolata Concezione – parafrasando la bolla Ineffabilis Deus del 1854 – è la dottrina secondo la quale Maria:

  • è stata preservata fin dal suo concepimento da ogni macchia di peccato;
  • per grazia e privilegio divino;
  • e in vista della missione salvifica di Cristo.

Già qui si apprezzano alcuni passaggi decisivi.

  1. Innanzitutto, Maria è senza peccato nell’atto stesso della sua esistenza; vale a dire che non esiste un solo attimo, anche fosse infinitesimale, in cui ella non sia stata immune dal peccato. In Maria essere (esistere) ed essere senza peccato (esistere senza peccato) coesistono e coincidono.
  2. Inoltre, questo avviene per divina benevolenza: se essere ed essere senza peccato coesistono e coincidono in Maria, significa che Maria non ha potuto meritare la propria condizione priva di peccato. Questo perché – anche solo se consideriamo banalmente la questione – non può meritare qualcosa fin dall’inizio della sua esistenza colui (colei in questo caso) che, non esistendo prima, non ha potuto mai operare niente che possa meritare qualcosa.
  3. Dunque, il motivo della condizione di Maria priva del peccato dal primo istante del suo stesso esistere deve essere cercato al di fuori di lei. L’unica ragione possibile per la quale Maria è stata preservata dal peccato deve essere cercata in Colui che è venuto a salvare il genere umano dal peccato medesimo. In quest’ottica deve essere dunque intesa la formula “in vista dei meriti di Cristo” (intuitu meritorum Christi Iesu Salvatoris humani generis, nel testo della definizione dogmatica).

Già se ci fermiamo sulle parole del dogma scopriamo di poter dare almeno in parte risposta alla domanda con cui si intitola questo articolo. Dunque, quale il senso profondo di un dogma come quello dell’Immacolata Concezione? Quale immagine di Dio rivela la fede nella preservazione di Maria da ogni macchia di peccato fin dal suo stesso esistere?md12440465426

L’Immacolata Concezione di Maria è segno luminosissimo della pre-destinazione dell’uomo alla salvezza. Parlare di predestinazione dell’uomo è fatto che non deve scandalizzare, dal momento che tale termine e tale categoria vengono usati da san Paolo a più riprese: a Rm 8,29 («quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo») o a Ef 1,3-4 («In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo»). Si tratta – come si può vedere facilmente – di una predestinazione al bene; nell’orizzonte misteriosissimo della volontà eterna di Dio che vuole la salvezza dell’uomo, prima di ogni suo possibile merito.

La predestinazione dell’uomo svela dunque il carattere prioritario dell’azione di Dio rispetto a quello che può compiere l’uomo. Si potrebbe dire che la salvezza è pienamente nelle mani di Dio: solo se Dio vuole salvare, l’uomo può essere salvato. Un’affermazione forse scontata, forse saputa, ma che la condizione esistenziale di Maria rivela con una forza e una chiarezza eccezionali. Dio è sempre avanti a noi, sempre ci precede; secondo il termine primerear che papa Francesco ha reso familiare alla Chiesa. Come accade in Maria, che prima ancora di essere (esistere), è già pensata e voluta da Dio come sanata dal peccato (esistere senza peccato).

Ma c’è un ultimo punto su cui è opportuno fermarsi: l’inserimento – si direbbe il radicamento e l’incardinamento del mistero di Maria Immacolata – nella missione e nella persona di Cristo. Ella, come Madre, porta in grembo Colui che le dà la grazia della salvezza prima di ogni suo atto meritorio: prima che ella esistesse, essa era stata già predestinata a godere dei frutti di salvezza ridondanti dalla missione di Cristo. La frase “in vista dei meriti di Cristo” coglie in pieno come la condizione immacolata di Maria si radichi negli stessi atti meritori compiuti da Cristo per la salvezza dell’uomo.

Tutto questo, a ben vedere, dice della relazione specialissima che Maria ha con Cristo; relazione imparagonabile ad ogni altra relazione che qualsivoglia creatura ha avuto, abbia o mai avrà con Cristo. Proprio perché non è possibile pensare Maria al di fuori del rapporto con Gesù, in tanto in quanto Madre sua, ella gode di un privilegio specialissimo. Tali ultime considerazioni mostrano infine per transennam come non possa esistere alcuna possibile mariologia che sia distaccata dalla cristologia; a meno che la mariologia non voglia ridursi ad una riflessione soltanto esangue e devota, priva di profondità e di densità teologica.