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Gennaio 2020

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timthumbAndrea Drigani riguardo alla memoria liturgica del Santissimo Nome di Gesù, che si celebra all’inizio di gennaio, rammenta la predicazione e il triagramma di San Bernardino da Siena. Giovanni Campanella recensisce un volume con tre saggi di Werner Jaeger, Massimo Cacciari e Natalino Irti, sull’antica e sempre nuova questione del fondamento del diritto, che l’uomo d’oggi non può più eludere prendendo coscienza che esso esiste e deve trovare una soluzione. Mario Alexis Portella a fronte, soprattutto in Occidente, della mancanza di un acuto nutrimento etico e culturale, nonchè dell’oscuramento della legge del Signore, richiama la lezione di San Paolo VI sulla missione della Chiesa di illuminare gli uomini con la luce di Cristo. Francesco Romano annota sul nuovo senso ecclesiale da attribuire, tenendo conto delle disposizioni del Vaticano II e del «Codex» del 1983, all’istituto giuridico-canonico circa l’esenzione dei Religiosi nei confronti dei Vescovi diocesani. Dario Chiapetti prendendo spunto dal discorso del Papa alla Curia Romana per gli auguri natalizi, svolge, anche secondo la prospettiva della teologia orientale, alcune considerazioni sul significato della «memoria dinamica» che da un lato è connessa alla Tradizione e dall’altro richiama la vita. Carlo Parenti propone alcune osservazioni scaturite dall’incontro con gli altri nella giornata della raccolta alimentare, che fanno vedere la generosità dei bisognosi nei confronti di coloro che sono ancor più bisognosi. Antonio Lovascio illustra il Rapporto Censis 2019 con riferimento alla predilezione degli italiani per l’«uomo forte al potere», segno, secondo il Rapporto, dell’inefficacia della politica che provoca incertezza, da qui l’importanza di una rinnovata riflessione sui principi fondanti dell’azione politica, anche per evitare di cadere nelle tragiche esperienze europee del secolo sorso. Alessandro Clemenzia nel 50° anniversario dell’istituzione della Commissione Teologica Internazionale, con gli interventi di Benedetto XVI e di Francesco, fa emergere la dimensione dell’umiltà nell’opera del teologo, umiltà intesa come rispetto della Verità e del Popolo di Dio, cioè sentire nella e con la Chiesa. Gianni Cioli presenta lo studio di Elena Gurrieri e di Cristina Acidini sull’orafo fiorentino Marco Rustici (1392-1457) autore del celebre Codice della Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Firenze, che contiene, oltre a delle immagini, espressione di una grande arte grafica, delle digressioni bibliche, teologiche, morali e agiografiche. Stefano Liccioli dalla pubblicazione della Lettera Apostolica «Admirabile signum» esorta ad un approfondimento del segno religioso (cioè in ordine alla fede) del presepe, al di la delle censure laiciste o delle strumentalizzazioni folkloristiche. Francesco Vermigli con i due interventi del Papa alla Federazione Internazionale delle Università Cattoliche e alla Lumsa si sofferma sulla missione che deve assumere la comunità accademica per superare un intellettualismo arido e promuovere un’educazione integrale della persona. Leonardo Salutati circa il presunto conflitto tra «interesse nazionale» e «diritti umani», che ha cagionato anche situazioni gravissime, rileva, invece, che è proprio compito dello Stato quello della protezione e dell’adempimento dei diritti umani. Stefano Tarocchi col volume di Roberta Collu su Jean Carmignac, lo studioso che puntigliosamente aveva ricercato le origini aramaiche al Vangelo e ai Vangeli, riporta l’attenzione sulle questioni circa la traduzione del «Pater Noster». Carlo Nardi dall’opera del cardinale Jean Daniélou ripensa al rapporto tra «filologia» e «teologia», due discipline distinte e unite, la prima studia la «parola», la seconda la «parola fattasi uomo». Giovanni Pallanti invita alla lettura del libro di Sandra Passerotti che descrive un’esperienza pedagogica di Don Lorenzo Milani, poco conosciuta, quella dei corsi di Barbiana per le ragazze: un avviamento al lavoro con nozioni di cultura generale e una scuola di sartoria.