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Posted on 1mar, 2020

Combattere la disoccupazione quando l’inflazione è lontana

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41Syq17vL0L._SX355_BO1,204,203,200_di Giovanni Campanella • Nel mese di dicembre 2019, la casa editrice Arianna ha pubblicato un libro, intitolato L’altra moneta. Womanesimo e natura (dall’avere all’essere). Un nuovo rapporto tra religione, economia e scienza?, all’interno della collana “Free writers”. L’autore è Antonino (talvolta chiamato Nino) Galloni.

Antonino Galloni è figlio del noto avvocato, politico, vicepresidente del CSM e professore di diritto Giovanni Galloni. Quest’ultimo, al tempo in cui era ordinario di Diritto Agrario a Firenze, insegnò anche al direttore di questa rivista. Nel mese di maggio 2018, il nostro Giovanni Pallanti scrisse un articolo in memoria dell’esimio professore (vedi).

Quasi un anno fa mi ero già cimentato nella recensione di un suo libro: il relativo articolo è nel numero di aprile 2019 de “Il mantello della giustizia” (vedi).

Nino si è molto distinto nello studio dell’altra grande branca delle scienze sociali, l’economia. Nato a Roma nel 1953, è stato funzionario di ruolo del Ministero del Bilancio, direttore generale del Ministero del Lavoro e ha svolto controlli contabili all’INPDAP, all’INPS ed all’INAIL. È stato tra i più stretti collaboratori del celebre economista Federico Caffè.

Comprensibilmente, questo nuovo libro riprende molti temi già sviscerati nel libro scritto nell’anno precedente. Cerca poi di spingersi su questioni metafisiche, che forse lasciano un po’ il tempo che trovano. La vera novità però sta nell’analisi della “moneta non a debito”.

Si sa che ormai da diversi decenni la moneta non è più agganciata all’oro o a qualcosa di prettamente fisico. È un credito nei confronti della Banca Centrale, controbilanciato a sua volta da crediti che la Banca Centrale vanta nei confronti di altri. Fondamento della circolazione della moneta è il fatto che sia riconosciuta dallo Stato come mezzo di pagamento e il fatto che tutti si fidino che qualsiasi creditore la accetterà come mezzo di pagamento in forza di tale riconoscimento pubblico. D’altra parte, lo stesso Stato richiede quella moneta nel momento dell’imposizione fiscale.

La moneta sembrerebbe così un’entità molto “eterea”. Essa però è di fondamentale importanza per un sistema economico: molti hanno associato tale importanza alla stessa che ha il sangue nell’organismo umano. È infatti essenziale affinché i beni e i servizi circolino all’interno di una economia.Galloni (Conflitto di maiuscole o minuscole)

Sappiamo poi che l’aumento di moneta non accompagnato da un corrispondente aumento di beni e servizi genera inflazione ossia perdita di potere di acquisto nelle tasche di tutti (con danno maggiore per coloro che vedono contrarre il proprio potere di acquisto sotto la soglia di sopravvivenza ossia per i più poveri).

Ciò che sostiene Galloni è che, siccome dagli anni ’60 dello scorso secolo c’è una grande abbondanza di beni, risorse e capacità produttive ferma e bloccata, sarebbe assai utile che lo Stato emetta temporaneamente una moneta parallela e svincolata non solo dall’oro ma anche dal debito in modo da “far scorrere” la grande massa di tecnologia e risorse non impiegata. Così scrive:

«la condizione basilare per emettere questo tipo di moneta è che essa non si traduca, tutta e immediatamente, in inflazione: abbiamo visto in precedenza, accennando ad alcuni casi storici, che ciò avveniva perché – a fronte di una maggiore immissione di moneta (ancorché aurea, argentea, ecc.) – le capacità produttive non erano in grado di fornire altri beni oltre quelli correnti. (…) l’effetto sarà immediato e importante nella risposta ai bisogni di cura (delle persone, dell’ambiente, del patrimonio esistente) e nel relativo aumento di occupazione necessaria» (pp. 88-89)

È un’idea sfruttabile nei paesi più avanzati dove c’è abbondanza di beni e grande capacità produttiva non impiegata. È spendibile solo nel breve termine. Farebbe storcere il naso a grandi speculatori che tesaurizzano grandi masse di denaro per lungo tempo ma darebbe respiro a chi cerca occupazione.