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Posted on 1ott, 2018

Concordismo e Disegno Intelligente

downloaddi Giovanni Campanella • Nel mese di marzo 2018, la casa editrice Castelvecchi ha pubblicato, all’interno della collana “Irruzioni”, un piccolo saggio, intitolato La genetica di Dio. L’autore è il genetista statunitense Francis Collins, classe 1950.

«E’ celebre per essere stato direttore dello Human Genome Research Institute, che ha elaborato l’ambizioso Progetto Genoma Umano. Nel 2009 è stato nominato da Papa Benedetto XVI membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Dallo stesso anno è direttore dei National Institutes of Health negli Usa. In italiano è tradotto Il linguaggio di Dio, in cui Collins ha proposto il concetto di BioLogos» (copertina).

Di fronte a un testo del genere – per di più di uno scrittore statunitense – si è colti dal timore di imbattersi in tesi concordiste o da “Disegno Intelligente”.

«Il concordismo è la tendenza ad interpretare il testo biblico sulla creazione del mondo in modo tale da mostrare la sua concordia fondamentale con i risultati delle moderne indagini scientifiche; in senso più ampio è il tentativo di convalidare il credo religioso mediante affermazioni scientifiche oppure di trovare pieno accordo fra l’uno e le altre. Le continue scoperte di questi ultimi secoli crearono in diversi esegeti entusiasmo e fiducia indiscussa nella scienza. Costoro cercarono perciò di accordare la Bibbia con le nuove scoperte scientifiche e pretesero di affermarne l’ispirazione con la pretesa che essa avrebbe precorso, perché ispirata, le scoperte della scienza moderna. (…).» Ma la scienza «va continuamente mutando, per cui non sarebbe mai possibile avere l’interpretazione esatta di alcuni passi biblici che muterebbero sempre di senso con il progresso scientifico. Non saremmo mai sicuri di intendere bene la Sacra Scrittura, poiché potrebbe essere oggi interpretata secondo gli errori degli scienziati odierni, poiché le verità di oggi potrebbero divenire errori domani. Di più, anche se si potesse intendere qualche passo biblico in accordo con le moderne scoperte scientifiche, tutto il complesso scientifico supposto dalla Bibbia è pur sempre in stridente contrasto con l’odierna presentazione scientifica del cosmo. Si tratta quindi di accordi più apparenti che reali, che per di più comportano il pericolo di screditare maggiormente la Bibbia con affermazioni del tutto gratuite» (http://www.biblistica.it/wordpress/?page_id=1308).

Fortunatamente non è il caso di Collins, che anzi prende le distanze sia dal concordismo che dai sostenitori del cosiddetto “Disegno Intelligente”, secondo cui Dio progetta qualsiasi avvenimento con la precisione di un orologiaio. Addirittura già sant’Agostino aveva detto la sua riguardo alla nostra questione:

«Riguardo poi a realtà oscure e assai lontane dai nostri occhi, ci potrebbe capitare di leggere nella Sacra Scrittura passi che, salvando la fede in cui siamo istruiti, possono dar luogo a interpretazioni diverse l’una dall’altra; in tal caso dobbiamo stare attenti a non precipitarci a sostenere alcuna di esse, per evitare di andare in rovina qualora un esame della verità più attento la demolisse mediante sicuri argomenti» (Agostino d’Ippona, La Genesi alla lettera, Nuova Biblioteca Agostiniana. Libro I, 18.37 come citato da Collins a p. 41)

Collins parla degli ultimi grandi progressi della ricerca scientifica. E i suoi studi confermano Darwin, con grande scandalo di creazionisti, concordisti e compagnia bella (che particolarmente negli Stati Uniti ancora pullulano). Ma la principale tesi di Collins è che si possano conciliare evoluzione e fede. Il caso va riconosciuto? L’intelligenza di Dio sovrasta grandemente le nostre infinitesime intelligenze. In un bell’articolo del 27 marzo 2016 su “Avvenire” (intitolato “E’ troppo umano il disegno intelligente”), il filosofo Fabrice Hadjadj ebbe a scrivere:

«per l’apparizione delle forme variegate della natura, sono del parere di dare importanza particolare al caso, e perfino di radicalizzare l’idea con un’evoluzione realizzata attraverso il caso e le catastrofi. Dio è creatore di un certo ordine, ma non è l’ordine di un meccanico o un informatico. Quest’ordine è il fondamento di un’avventura. È aperto al vento dell’imprevisto. Soprattutto, il Creatore è il solo – ed è proprio ciò che lo distingue infinitamente da ogni intelligenza creata – a potere agire attraverso il caso, perché ciò che è caso agli occhi del mondo è ancora sotto la guida della sua provvidenza. (…). L’evoluzione non si è realizzata in modo lineare. È un dramma, pieno di rumore e di furore. Le prime stelle esplodono ed ecco che la distruzione permette la formazione del carbonio e dei metalli necessari alla vita. Anche i viventi subiscono estinzioni di massa. Si manifesta qui un movimento che somiglia a quello della morte e risurrezione, come se il mistero pasquale apparisse in filigrana nello sviluppo della vita… Comunque sia, è più degno di Colui che trascende il mondo agire attraverso le sue contingenze più catastrofiche. Cosicché e proprio là dove le scienze fisiche non possono più vedere altro che un puro caso, che la sua mano specialmente agisce».