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Posted on 2set, 2020

Adamo e Eva nel Sesto Cajo Baccelli.

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unnamed (2)di Carlo Nardi · Con la Bibbia si apre la Genesi, ossia l’origine e le nascite, che sbocciano in storie ora pietose ora gioiose. Dapprima è il mondo (Gen 1,1-2,4). Quindi l’umanità (Gen 2,4-11,32). Infine il popolo di Dio con Abramo, Isacco e Giacobbe, e Giuseppe, giovane buono come il pane, che sapeva il fatto suo, felice e contento nella fiducia in Dio (Gen 12,1-50,26).

Da bambino a scuola e a dottrina imparavo tante storie. Più grande, ebbi dai miei la Bibbia del Ricciotti. Non solo. Il nonno usava comprare in ottobre il Sesto Cajo Baccelli, detto Strolago di Brozzi, specialmente le sestine in poesia, e più tardi ne divorai alcune del 1962. Ora, in questi giorni, ritrovai in un baule una specie di teodicea, ma un po’ sorniona.

Dunque da: Il vero Sesto Cajo Baccelli guida dell’agricoltore Fratello Maggiore di Settimo Cajo Baccelli nipote del celebre Rutilio Benincasa astronomo-cabalista soprannominato lo Strolago di Brozzi. Lunario per l’anno 1962, Firenze 1962, p. 4 con strofe in sestine. Se il mondo va male (e quando va bene?) …

Di chi la colpa? Forse del buon Dio
che felici ha creato Adamo ed Eva?
Non crederlo neppur, lettore mio,
ché Lui buoni e felici li voleva,
e con loro volea lieti e contenti
figli, nipoti e tutti i discendenti.
Ma Adamo ed Eva cominciaron male
con la storiella del famoso pomo;
il gesto di Cain fu poi fatale,
ché insegnò all’uomo ad ammazzare l’uomo.
E da quel giorno pomo ed omicidio
sono per noi l’eterno stillicidio.


Figuriamoci, per una immaginativa d’un ragazzo in crescita coi miei quattordici anni finiti da poco! Di fatti …

Per Eva e Adamo tutto era sorriso,
quand’eran nel terrestre paradiso.
Avevan fame? C’eran frutti a iosa;
avevan sete? L’acqua era sorgiva;
e avevan sonno, morbida e odorosa
tra i fior la cuccia che la terra offriva;
e potevan d’amor saziar le voglie
senza saper d’esser marito e moglie.
Quello che avvenne poi lo sanno tutti:
Eva tentata fu dal rio serpente
e gustar volle fra cotanti frutti
quello proibito più severamente.
Eva, tentata dal serpente rio,
al diavolo mandò quel ben di Dio.


Quel al diavolo mandò quel ben di Dio è tutta una chicca d’italiano in bocca a un fiorentino. Infatti questi versi inducono a sorridere con un po’ di buon umore. Non solo. Lo Strolago di Brozzi mi fa pensare al padre Dante, che si trovò nel più alto Purgatorio, in una specie di Paradiso terrestre. È il cocuzzolo del Monte purgatorio con una “melodia dolce” “per l’aere luminoso”, tant’è che l’Alighieri, … “mi fe’ riprender l’ardimento d’Eva” (Purgatorio xxix,22-24). Ma: Ah, quella donna! Come la Pandora dei greci secondo l’antico poeta Esiodo (Opere e giorni 41-105).

E quante volte è rammentata Eva e con che modi! Non ci fa una bella figura Tertulliano, cattolicissimo che finì per farsi una chiesa da sé. E sua moglie? Si può capire dal marito? Infatti Tertulliano che scrisse un libretto: L’eleganza delle donne (De cultu feminarum). Secondo lui, le donne … tutte casa e chiesa! Altrimenti, son tutte sciccherie pericolose. E che pensare del nostro Tertulliano circa la donna in quanto tale? Che ci dice di lei? “Tu sei la porta del diavolo”, come dire “Sei tu che fai entrare il diavolo in casa” (Tu es diaboli ianua I,1,1,2). Il diavolo … o il ganzo?!

Stando a Tertulliano, ogni donna è una Eva, e di sempre e di ora, deve farsi vedova inconsolabilmente come nel rimpianto del Paradiso perduto. Quindi, altro che grilli pe’ i’ capo! Lacrime di penitenza! Tertulliano sbotta in modo truce col suo De cultu feminarum (I,1,1-3). Per lui tutte le donne son bollate di donnine, baiadere o sciantose, d’un tempo che fu.1200px-Tizian_091

D’altra parte Roberto Benigni si presenta con sua ‘benedetta’ mela: Già all’inizio Adamo ed Eva gli presero addirittura al Padreterno … una mela. Per una mela! Il vispo Benigni sbotta e fa sbottare. Che vuoi che sia? Pinzillacchere alla Totò. Ma il buon Dio volle ricorrere ai ripari, per così dire, e il Figlio di Dio venne a noi, non a inventate la rappresentazione di Grassina, seppur pia e bella, ma la sua vita e vera con la croce, la morte e la risurrezione. E ben grande è il motivo! Anzi, il più grande che sia.

Fin dai tempi più remoti e il brulicar di vite è ancora la strana costola di Adamo ed Eva in presenza al subdolo Biscione. Gli umani, seppur sbadigliando e peccando, ci accompagnano, c’inquietano e ci rassicurano. Non solo. Ci stuzzicano circa dell’origine del male e il bene, e del dolore e della gioia. Vale la pena di abbraccia una storia, il cui senso cerca il capire, perché è l’origine della vita, vita umana, vissuta e con quel che comporta. Infine, e da prima, è la storia della salvezza, misteriosa e sensata.

Riferimenti:

C. Nardi, Il profeta Adamo nel nozze umane e divine, in Il mantello della giustizia in rete settembre 2018.

E tra i nostri grati dotti:

La Sacra Bibbia. Traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mazzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Introduzione di Giuseppe Ricciotti, Salani, Firenze MCMLIII. MCMLXII.

Arturo Graf, Il mito del Paradiso terrestre, in Miti, leggende e superstizioni del Medio Evo, I, Torino 1893 e Carlo Lapucci, Il Paradiso terrestre, in La Bibbia dei poveri. Storia popolare del mondo, Firenze, Polistampa – Sarnus 2013, pp. 22-26.

Il tremendo Tertulliano, L’eleganza delle donne (De culto feminarum), a cura di Sandra Isetta (Biblioteca Patristica 6), Nardini – Centro internazionale del libro, Firenze 1986.

Il birboncello Roberto Benigni, Tuttobenigni, col film di Giuseppe Bertolucci (1986).