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Giugno 2022

Andrea Drigani rileva che l’istituzione del nuovo Dicastero della Curia Romana per i Testi Legislativi è un contributo per la conoscenza e l’accoglienza del diritto canonico nella Chiesa. Giovanni Campanella illustra la storia della prima congregazione religiosa femminile cinese, fondata centocinquant’anni fa, che continua la sua testimonianza cristiana anche in contesto difficile. Francesco Vermigli con l’esempio di Cesare de Bus (1544-1607), fondatore dei Padri Dottrinari e recentemente canonizzato, richiama all’esigenza della solidità della dottrina, della catechesi popolare e della semplicità dell’annuncio. Gianni Cioli presenta alcune considerazioni su un’allocuzione di Papa Francesco intorno alla teologia morale, da fondarsi sull’intelligenza della fede, unitamente all’esperienza viva, con qualche postilla sulla casistica. Giovanni Pallanti fa memoria di Ciriaco De Mita, già Segretario Nazionale della DC e Presidente del Consiglio dei Ministri, un protagonista della vita della Repubblica. Stefano Tarocchi introduce alla visione della nuova Gerusalemme, descritta dal Libro dell’Apocalisse, la cui simbologia rileva che quando sembra eclissarsi la presenza di Dio, è perennemente all’opera in attesa del ritorno di Cristo. Carlo Parenti con l’aiuto di Papa Francesco annota sull’accidia, un vizio capitale e assai pericoloso, che può sorgere anche davanti alle pesantezze esistenziali. Antonio Lovascio invita alla lettura del romanzo di Don Vincenzo Arnone, un affascinante viaggio che va dal VI secolo a.C. ai giorni nostri, contrassegnato dell’ascolto col cuore. Leonardo Salutati svolge alcune considerazioni, anche tenendo conto delle indicazioni del Magistero della Chiesa, circa la liceità dell’uso privato delle armi da fuoco. Francesco Romano affronta la questione della eventuale presenza di un Superiore laico negli Istituti religiosi e nelle Società di vita apostolica clericali di diritto pontificio. Alessandro Clemenzia recensisce il volume di Giuseppe Liberto sul profondo rapporto in Dante tra musica e poesia all’interno di una grande visione teologica. Stefano Liccioli incentra la sua attenzione sui cosiddetti «anni di piombo» che sono stati contrassegnati dal terrorismo, dalle stragi e dagli attentati, originati da un «odio ideologico» non del tutto finito. Nella rubrica «Coscienza universitaria» si analizza il commercio degli armamenti bellici, che oltre ad ingenti guadagni, favorisce l’allargamento dei conflitti.