Ancora sul patrimonio della Santa Sede

500 500 Andrea Drigani
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di Andrea Drigani · Già in passato ho scritto su questa rivista intorno alla situazione economica della Santa Sede («IOR: una storia che continua e si rinnova», settembre 2019; «L’obolo di San Pietro. Usi e abusi», novembre 2020), ho ritenuto opportuno ritornare sull’argomento nella circostanza della diffusione del bilancio reso pubblico, nei giorni scorsi, dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).

L’APSA, com’è noto, è l’organismo istituito nel 1967 da San Paolo VI per gestire i beni mobiliari e immobiliari della Santa Sede. L’APSA provvede al sostentamento della Santa Sede e della Curia Romana, nonché di altri enti che servono alla missione della Chiesa.

Tra l’altro l’APSA garantisce l’erogazione finanziaria per le paghe e l’acquisto di beni e servizi alla Curia Romana, e per la contabilità e la manutenzione della Nunziature Apostoliche.

L’arcivescovo Giordano Piccinotti, Presidente dell’APSA, nel presentare il bilancio del 2024, ha rilevato un utile straordinario (62,2 milioni di euro) e anche un contributo straordinario (46, 1 milioni di euro) per la copertura delle necessità della Santa Sede e del deficit della Curia Romana.

Per quanto riguarda la gestione mobiliare, monsignor Piccinotti ha ricordato che sono state pienamente attuate le direttive del Comitato per gli investimenti della Santa Sede.

Circa il patrimonio immobiliare gestito dall’APSA (in Italia si tratta di 4234 unità), il Presidente ha notato che si è sempre operato unendo efficienza ed etica, ha poi dichiarato, anche alla luce di false narrazioni, che l’APSA versa in forma diretta e indiretta imposte relative agli immobili nel territorio italiano. Nel 2024 sono stati versati 6 milioni per l’IMU e 3,19 milioni per l’IRES.

Il Presidente ha altresì fatto presente che l’APSA ha preso in carico il patrimonio del Dicastero per le Chiese Orientali, ha proceduto ad una accordo col Vicariato di Roma per la donazione degli edifici di culto, come pure ha intrapreso iniziative di riqualificazione edilizia, gare per la gestione delle manutenzioni, revisioni contrattuali.

Tra i punti importanti nel Bilancio dell’APSA c’è anche quello dei servizi erogati che impegnano il 40 % delle risorse. Un lavoro per altri – dice monsignor Piccinotti – infatti l’APSA non solo contribuisce alla Santa Sede con il suo utile, ma contribuisce alla missione della Chiesa dando servizi usufruiti da altri enti.

L’ultima parte del bilancio traccia infine i progetti avviati e proseguiti nel 2024 e guarda al futuro che idee e proposte per le quali si stanno impegnando tempo ed energie. Spicca tra queste il progetto «Fratello Sole», la costruzione di un impianto agri-voltaico a Santa Maria di Galeria (sito visitato il 19 giugno da Papa Leone XIV) per giungere ad esempi di transizione energetica attraverso il sostengo di energie rinnovabili.

L’arcivescovo Piccinnotti ha concluso auspicando che i progetti da realizzare nel 2025 portino al miglioramento della copertura del deficit della Santa Sede e della Curia Romana.

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