Disillusione in Siria

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di Giovanni Campanella · Il mio primissimo articolo di questo anno 2025 su questa rivista riguarda proprio la Siria (Cristiani nel dopo-Assad – Il Mantello della Giustizia). Era stato scritto alla fine di dicembre e pubblicato a gennaio, poco meno di un mese dopo la caduta del pluridecennale regime di Assad e la fuga del presidente in Russia (8 dicembre 2024). Avevo raccolto alcuni pareri di responsabili di varie comunità cristiane riguardo al nuovo scenario: questi non erano unanimi, anche se tra le righe era possibile intravedere un filo comune di cauto ottimismo. Il vescovo Mourad, che dieci anni prima era stato fatto prigioniero da jihadisti per lunghi mesi, era tra i più scettici. Invece, il vescovo Audo, forte delle esplicite rassicurazioni del nuovo gruppo al potere che ha voluto riunire e parlare con i rappresentanti dei cristiani, si definiva soddisfatto del nuovo corso degli eventi e riteneva positivo quanto emerso dall’incontro con i capi politici. Questi ultimi, più volte e chiaramente, hanno assicurato che avrebbero protetto l’autonomia dei cristiani, considerandoli una componente preziosa della comunità siriana. Così, all’inizio del capoverso conclusivo dell’articolo, avevo scritto: «diciamo con cautela che le premesse di questa nuova fase sembrano confortanti».

Purtroppo, in questo articolo, devo decisamente cancellare il barlume positivo che emergeva dalle premesse del nuovo corso. Si dice che la speranza è l’ultima a morire; per un cristiano non muore mai perché sa che Gesù è risorto e che quindi è sempre presente continuando a orientare la storia verso il Regno di Dio, nonostante i venti contrari. Tuttavia, ciò non esime dall’ammettere che questi ultimi mesi in Siria hanno evidentemente disatteso gli iniziali pronostici positivi.

I primi mesi di questo anno sono stati segnati da massacri di membri della comunità alawita, minoranza scita a cui appartiene anche la famiglia Assad (cfr. ASIA/SIRIA – Massacri su base settaria, i Patriarchi delle Chiese: uscire dalla logica della vendetta – Agenzia Fides). All’inizio di giugno sono stati esplosi alcuni spari contro la croce della cattedrale siro-ortodossa di Homs (cfr. ASIA/SIRIA – Homs, spari contro la croce della cattedrale siro-ortodossa – Agenzia Fides). Alla fine di giugno si è consumata una vera e propria strage di cristiani a Damasco ad opera di un terrorista kamikaze: 25 cristiani sono morti mentre partecipavano alla Messa nella chiesa greco-ortodossa di Sant’Elias (cfr. ASIA/SIRIA – Un nuovo tempo di incognite e martirio. L’Arcivescovo Tobji racconta il presente dei cristiani siriani – Agenzia Fides).

L’Arcivescovo Jacques Mourad, già menzionato sopra, intervistato pochi giorni fa dall’Agenzia Fides, è netto: secondo lui, il governo porta la responsabilità della strage. Egli continua:

«Perché ogni governo è responsabile della sicurezza del popolo. E non parlo solo dei cristiani. Anche tanti sunniti, tanti alawiti sono stati uccisi, tanti sono spariti. Se una squadra mandata da qualche organismo internazionale venisse a ispezionare le carceri, adesso ci troverebbe tanta gente che non ha nulla a che fare con i crimini del regime passato. Credo si possa dire che questo governo sta perseguitando il popolo. Tutto il popolo. (…). Ogni volta che sento parlare della “protezione” dei cristiani, sento che siamo messi sotto accusa. E sotto minaccia. Sono formule usate non per manifestare benevolenza, ma per incriminare. Quello che devo dire è che questo governo fa le stesse cose fatte dal regime di Assad contro il popolo. Ambedue i regimi, quello di Assad e quello di adesso, non hanno alcun rispetto per il popolo siriano e la sua storia» (ASIA/SIRIA – L’Arcivescovo Jacques Mourad: Gesù vuole che la Sua Chiesa rimanga in Siria – Agenzia Fides)

Il fatto che Israele abbia invaso il Golan peggiora ulteriormente le cose perché l’acqua che arriva a Damasco proviene dalle alture del Golan e questo espone la città al ricatto della sete.

Speriamo che la Siria tragga la forza di sostenersi. Per Mourad, la Chiesa è l’unico riferimento di speranza per tutto il popolo siriano, non solo per i cristiani. È coinvolta nella ricostruzione di ospedali, di scuole e del tessuto educativo. Papa Leone ha chiesto ai vescovi siro cattolici di tenere a Roma il loro sinodo ordinario e là si è effettivamente svolto dal 3 al 6 luglio. Questo ha permesso al pontefice di abbracciare questi fratelli in grave difficoltà esprimendo loro sostegno e vicinanza.

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Giovanni Campanella

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