Messaggio di papa Leone XIV ai giovani per la XL Giornata Mondiale della Gioventù. Commento e riflessione.

201 251 Filippo Meli
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di Filippo Meli · Come ogni anno il papa lascia un breve messaggio rivolto ai giovani in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù diocesana che si svolge la domenica di Cristo Re. Questa ovviamente è la prima di papa Leone ed è sicuramente interessante vedere che slancio ha cercato di dare ai giovani nelle varie diocesi del mondo. Per chi si occupa di pastorale giovanile, infatti, non è mai un messaggio banale, ma spesso costituisce un punto di partenza su cui progettare le linee e la direzione da prendere nella propria programmazione.

Come ormai siamo abituati ci saremmo tutti aspettati come tema centrale quello della pace, tema evidentemente molto caro a papa Leone e così è stato. Ciò che però non ci saremmo aspettati è la direzione scelta dal santo padre: la pace non è il tema centrale del suo messaggio, ma quasi la conclusione di un percorso che nasce dall’amicizia.

Fin dal titolo il papa ci stupisce e sceglie le parole dell’evangelista Giovanni come punto di partenza: «Anche voi date testimonianza, perché siete con me» (Gv 15,27).

Ecco allora che il concetto di amicizia da cui papa Leone vuole partire non è un’amicizia banale, ma quella con il Signore e ciò risulta chiaro nella prima delle tre sezioni in cui divide il suo messaggio “Amici, perciò testimoni”.

«La testimonianza cristiana nasce dall’amicizia con il Signore, crocifisso e risorto per la salvezza di tutti. […] Gesù ha voluto chiamare “amici” i discepoli ai quali ha fatto conoscere il Regno di Dio e ha chiesto di rimanere con Lui, per formare la sua comunità e per inviarli a proclamare il Vangelo (cfr Gv 15,15.27). Quando dunque Gesù ci dice: “Date testimonianza”, ci sta assicurando che ci considera suoi amici».

Può forse risultare scontato, ma sicuramente non è banale riprendere il tema del rapporto con il Signore come punto di partenza di un annuncio concreto. Specie nel rapporto e nella pastorale con i giovani può risultare quasi una tentazione quella di non avere al centro la dimensione della preghiera, per esempio. Nonostante il messaggio sia direttamente rivolto ai giovani, sembra quasi parlare di più a noi educatori e accompagnatori pastorali: perché la nostra testimonianza sia credibile ha bisogno di partire da un’amicizia che ha come centro l’amicizia e il rapporto con Dio.

Già questo potrebbe essere un tema molto interessante da sviluppare, ma come detto, in realtà è solo l’inizio e il punto di partenza di un percorso che attraversa un altro dei temi cari a papa Leone, ossia quello della missione e missionarietà della Chiesa: “Testimoni, perciò missionari”.

«In questo modo voi giovani, con l’aiuto dello Spirito Santo, potete diventare missionari di Cristo nel mondo. Tanti vostri coetanei sono esposti alla violenza, costretti ad usare le armi, obbligati alla separazione dai propri cari, alla migrazione e alla fuga. […] Tutti condividono con voi la ricerca di senso e l’insicurezza che l’accompagna, il disagio per le crescenti pressioni sociali o lavorative, la difficoltà di affrontare le crisi familiari, la sensazione dolorosa della mancanza di opportunità, il rimorso per gli errori commessi. Voi stessi potete mettervi al fianco di altri giovani, camminare con loro e mostrare che Dio, in Gesù, si è fatto vicino ad ogni persona. Come amava dire Papa Francesco: «Cristo mostra che Dio è vicinanza, compassione e tenerezza» (Lett. enc. Dilexit nos, 35)».

Non stupisce la citazione alla Dilexit nos di papa Francesco, la vocazione missionaria della Chiesa è forse uno dei suoi tempi più cari. Molto bello e significativo questo piccolo segno di continuità che passa anche da un invito ad un agire pratico e concreto.

Ultima parte del messaggio è quindi affidata al tema della pace: “La fraternità come legame di pace”.

«Dall’amicizia con Cristo, che è dono dello Spirito Santo in noi, nasce un modo di vivere che porta in sé il carattere della fraternità. […] Lo Spirito Santo ci fa vedere il prossimo con occhi nuovi: nell’altro c’è un fratello, una sorella! La testimonianza della fraternità e della pace, che l’amicizia con Cristo suscita in noi, ci solleva dall’indifferenza e dalla pigrizia spirituale, facendoci superare chiusure e sospetti».

Come già detto, la scelta di collocare questa dimensione come conclusione di un percorso è forse uno degli aspetti più interessanti di questo messaggio. L’invito alla pace e all’essere costruttori e testimoni di pace, ha bisogno di un lavoro e di un cammino ben preciso che parte da un rapporto di amicizia con Gesù, cresce nel riconoscere i bisogni dell’altro e invitandoci ad agire e arriva a quel cuore disarmato e disarmante che spesso ricorre nelle parole del sommo pontefice.

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