Come accogliere ed integrare i migranti nel mondo che cambia

750 422 Antonio Lovascio
  • 0

di Antonio Lovascio · Dignità della persona umana: come ci ricorda Papa Leone XIV è il cuore della Dottrina Sociale della Chiesa, che vede l’uomo come fine e mai come mezzo. Si comprende così l’allarme – accompagnato però da iniziative concrete – che gli episcopati di tutto il mondo stanno manifestando in queste settimane. Abbiamo registrato profonde preoccupazioni per un piano senza precedenti nella storia recente degli Stati Uniti, che interroga le coscienze sulle deportazioni di massa indiscriminate non meno che sulle brutali violenze e spietate esecuzioni operate dagli agenti Ice. Il presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza episcopale americana ha lanciato, sul sito ufficiale dei vescovi Usa, un richiamo durissimo contro il progetto dell’Amministrazione Trump di espandere massicciamente la detenzione degli immigrati attraverso la creazione di venti grandi strutture, veri e propri “magazzini” capaci di internare entro il 30 novembre migliaia di persone disponendo di oltre 92 mila posti letto. Almeno otto capannoni sono già stati individuati o acquisit i in Stati come Georgia, Texas, Pennsylvania e Maryland: sarebbero dei “mega-centri” in grado di detenere tra le 7mila e le 10mila persone ciascuno. Altri siti sono allo studio in Missouri, New Jersey, New Hampshire, North Carolina, Tennessee e Utah. Il progetto costerà 38,3 miliardi di dollari, finanziati attraverso la “grande, bellissima legge”, la misura di bilancio voluta dalla Casa Bianca. Una cifra che, sottolinea la Conferenza episcopale americana, equivale a quasi cinquanta volte il bilancio annuale dell’intero sistema giudiziario per l’immigrazione.

Secondo un rapporto del 2025 della Conferenza e del gruppo World Relief, sei immigrati detenuti dal governo su dieci sono cattolici, e i cristiani rappresentano l’80 per cento delle persone a rischio di detenzione e deportazione. Quasi un cattolico su cinque negli Stati Uniti vive inoltre una condizione di vulnerabilità diretta o indiretta rispetto alle politiche di deportazione, ribadite in modo sprezzante dal presidente Trump davanti al Congresso nel suo discorso-fiume sullo Stato dell’Unione.

Anche l’Europa non è esente da critiche sulla tutela dei diritti umani, sulla necessità di corridoi umanitari e la gestione solidale dei flussi. Le recenti analisi (2025-2026) evidenziano un calo degli arrivi irregolari in Europa, ma pongono l’accento sul persistere delle tragedie nel Mediterraneo e sulle criticità del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo. In Italia la Chiesa italiana si sta mobilitando contro i pregiudizi e di fronte ad evidenti difficoltà, dopo la pubblicazione del Rapporto 2025 realizzato da Caritas e Fondazione Migrantes, intitolato «Giovani, testimoni di speranza». I giovani di origine straniera, nati o cresciuti in Italia, sono di fatto i protagonisti silenziosi della trasformazione del Paese. Non solo destinatari di interventi, ma portatori di identità plurali e di un futuro da costruire insieme. Giovani che rappresentano una risorsa vitale per la società italiana, anche se molti di loro affrontano difficoltà nel riconoscimento e nella partecipazione. Ragazzi e ragazze che frequentano le stesse scuole dei loro coetanei italiani, parlano i dialetti locali, tifano per le squadre del cuore, ma spesso continuano a sentirsi – e sono pure percepiti – come “ospiti permanenti”, non pienamente parte della comunità.

In Italia, gli stranieri regolarmente residenti sono oltre 5,4 milioni, pari al 9,2% della popolazione. Nel 2024, più del 21% dei nuovi nati ha almeno un genitore straniero. Tutto questo si registra in un contesto globale in cui, nel 2025, nel mondo si contano 304 milioni di migranti internazionali, il doppio rispetto al 1990, e oltre 123 milioni di profughi e sfollati.

Sono oltre 433mila i cittadini stranieri residenti in Toscana: 11,9 per cento della popolazione totale. Un dato emerso alla presentazione a Firenze del “Rapporto Immigrazione 2025″ al Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, guidata dal vescovo di Massa Carrara Mario Vaccari, delegato della Conferenza Episcopale Toscana per il servizio la carità,e dall’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, delegato della Cet per la pastorale dei migranti. Ma non sono emersi solo numeri dal rapporto. I vescovi hanno sottolineato come le diocesi toscane siano attive per collaborare con le istituzioni nei servizi di accoglienza, e hanno invitato a guardare al fenomeno migratorio mettendo in risalto anche le esperienze positive, segnalate nel Documento di Caritas Toscana e Migrantes Toscana. Emergono purtroppo criticità, legate soprattutto alle difficoltà dei richiedenti asilo di accedere ai servizi di prima accoglienza, all’accoglienza dei profughi di Gaza, alla necessità di pensare percorsi di accompagnamento per le persone in vista di un’autonomia abitativa e lavorativa. Ed è un secco no quello delle Caritas e Migrantes toscana a Cpr e Hotspot in corrispondenza dei porti di Carrara e Livorno. Una contrarietà netta: un’ipotesi giudicata non risolutiva rispetto alla gestione dei flussi. Pongono poi il problema dell’aumento dei costi per l’assistenza sanitaria degli studenti stranieri”, ribadito dal comunicato della Conferenza episcopale della Toscana. L’aumento a 700 euro annui del contributo per l’iscrizione volontaria al Servizio sanitario nazionale viene indicato come un ostacolo economico che rischia di limitare l’accesso alle cure. Caritas e Migrantes chiedono una rimodulazione della quota e una validità effettiva di 12 mesi.

Ampio spazio è dedicato poi alla popolazione gazawi accolta in Toscana. Le associazioni chiedono il superamento della fase emergenziale e un incremento dei posti nel Sistema di Accoglienza e Integrazione, con tempi più lunghi e servizi multidisciplinari per famiglie segnate da traumi fisici e psicologici. Altro nodo è l’uscita dai percorsi di ricevimento senza un’autonomia abitativa e lavorativa consolidata. La perdita della residenza può compromettere il rinnovo del permesso di soggiorno e l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale, con il rischio di marginalità e sfruttamento. Tra le proposte: percorsi di co-housing sociale, una rete di accoglienza a bassa soglia in ogni provincia. Insomma tanti suggerimenti al Governo ed alle Istituzioni per attuare finalmente politiche migratorie credibili ed efficaci. Attuabili senza fare propaganda ostile con fakenews seminando paure sulla sicurezza.

image_pdfimage_print
Author

Antonio Lovascio

Tutte le storie di: Antonio Lovascio