I Salmi: preghiera e vita. Recensione e commento al testo di Ludwig Monti.
di Filippo Meli · Ad ogni celebrazione eucaristica, feriale o festiva che sia, preghiamo con un salmo, ogni giorno mentre recitiamo l’ufficio preghiamo con salmi, Gesù stesso nella sua predicazione usava pregare con i salmi; tutto ciò sembra suggerirci che la Chiesa da sempre ha scelto il libro dei salmi come un testo fondante della nostra vita di preghiera. Difficile però che durante un’omelia media il sacerdote parta da questo piuttosto che dal Vangelo o dalle altre letture. Difficile anche che nel mezzo della meditazione mattutina delle lodi, magari un po’ assonnata, viviamo con trasporto il sentimento e le parole non sempre facile dei salmi che siamo chiamati a recitare. Risulta quindi spontanea una domanda: perché la Chiesa ci chiede di pregare con queste parole? Parole talvolta talmente difficili che la Chiesa stessa ha deciso di “censurarle”, ossia di ometterle dalla preghiera standard della chiesa. Non avrebbe potuto sceglierne altre proprie e più vicine al nostro tempo e nostro linguaggio?
Il libro in analisi, edito da Qiqajon, non si muove esplicitamente su queste domande, ma sicuramente è un buon aiuto per poterne dare un senso. L’autore, Ludwig Monti, è monaco di Bose e biblista, collabora con le riviste Parole, Spirito e Vita, Ricerche storico bibliche e Rivista Biblica, in questo suo lavoro compie un’opera di grande importanza, ossia quella di fare sintesi della sconfinata bibliografia riguardante il libro dei salmi, dandone corpo e accessibilità al lettore più o meno formato.
La struttura è semplice, dopo una lunga e articolata introduzione, segue l’analisi uno per uno di ciascun salmo con testo, breve contestualizzazione e commento ben articolato. Questo stile molto lineare permette un accesso facile e a più livelli per ciascun lettore. Per cui il semplice curioso di approfondire un passaggio o delle parole difficili si troverà a leggere il commento al salmo in questione, mentre lo studioso potrà avvalersi anche delle note di traduzione dove sono riportati anche i riferimenti alla LXX. Il libro si chiude così col commento al salmo 150, non ha bisogno di conclusioni o altri spunti, perché questo vuole essere: uno strumento di interpretazione e comprensione a questo libro così ricco per la vita di fede.
A tal proposito invece è molto interessante l’inquadramento che Monti fa nella sua introduzione, che di fatto pone una linea di risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio di questo articolo. Non ci troviamo quindi davanti ad una lunga introduzione scientifica con autore, contesto, genere letterario eccetera (che comunque non mancano), quanto piuttosto una possibile spiegazione del perché e del senso di questo libro. Tuttu ciò viene fatto con una divisione in cinque livelli: i salmi preghiera di Israele; i salmi preghiera di Cristo; i salmi preghiera della chiesa; i salmi preghiera del cristiano; i salmi preghiera dell’essere umano.
Questa struttura a cerchi sempre più ampi ci dà la dimensione dell’importanza per la vita di fede che ha questo libro, da preghiera storica di un popolo alla parola rivolta a Dio di ogni essere umano, passando imprescindibilmente dalla vita di Gesù. Un libro di preghiere fatto di parole umane ricche di tutta la complessità e incoerenza dell’essere umano all’interno del libro che diciamo essere Parola di Dio. Forse è proprio per questo che la Chiesa compie la scelta di dedicare così tanto spazio al libro dei salmi: credere che la Bibbia sia parola di Dio non vuol dire credere che sia una dettatura punto per punto di ciò che dice il Signore, ma credere in un dialogo tra Dio e l’uomo e in questo senso i salmi ne sono la sintesi perfetta.
Concludendo il libro di Monti è un ottimo aiuto per chi si pone domande o per chi fa ricerca, facile e accessibile, dove emerge in modo spiccato anche la dimensione imprescindibile di preghiera propria di questo testo, frutto anche della spiritualità monastica dell’autore.