Mezzo miliardo di minorenni vivono in zone con la guerra in corso, uno su cinque nel mondo. Nel mondo fortunato invece….

di Carlo Parenti · Nel 2024 (ultimi dati disponibili al 4 Novembre 2025) è stato registrato il numero record di 520 milioni di bambini e adolescenti presenti in zone di conflitto attivo, ovvero oltre uno su cinque a livello globale, con un aumento del 60% rispetto al 2010. NEL 2024 si è registrato anche il maggior numero di conflitti tra Stati dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e un aumento del 30% delle gravi violazioni contro i minori nei conflitti accertate: uccisioni, mutilazioni, rapimenti, violenze sessuali, reclutamento forzato in gruppi armati, attacchi a scuole e ospedali, e negazione dell’accesso agli aiuti umanitari con numeri record.

Lo dichiara il rapporto ‘Stop the war on children: Security for Whom?’ (QUI) di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Sono state 41.763 le gravi violazioni contro bambini e adolescenti nei conflitti lo scorso anno, e se l’aumento rispetto al 2023 è del 30% , arriva al 70% con riferimento al 2022 e al 373% rispetto al 2010.

Dall’inizio delle rilevazioni nel 2005, sono state accertate oltre 400.000 gravi violazioni contro i minori nei conflitti in 33 Paesi nel mondo, quasi 160.000 minori uccisi o mutilati e oltre 100.000 reclutati e impiegati da forze e gruppi armati. Territori palestinesi occupati, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria e Somalia sono i luoghi con più crimini.

Nel 2024 oltre l’11% della superficie terrestre si trovava entro un raggio di 50 km da un evento di conflitto – la percentuale più alta mai registrata – e il numero di eventi legati ai conflitti registrati a livello globale è passato a quasi 27.000 dai 24.000 del 2023. L’Africa ora ha sia il numero che la percentuale più elevati di minori che vivono in zone di conflitto, 218 milioni colpiti – il 32,6% della popolazione infantile del continente – una percentuale che supera quella del Medio Oriente per la prima volta dal 2007.

“Questo rapporto non si limita a snocciolare dati e percentuali: racconta storie di vite spezzate. Parla di Ali, costretto a fuggire dal nord di Gaza con i suoi sette fratelli, così gravemente malnutrito da aver sviluppato l’osteomalacia – la “malattia delle ossa molli” – e ora non può più camminare. Parla di Bahati, 12 anni, la cui scuola nell’est della Repubblica Democratica del Congo è stata attaccata, e che ha dovuto camminare per due giorni sotto il

Parla di milioni di bambini e bambine nel mondo che vivono immersi nel terrore, nel dolore, nel lutto, nella fame e nella sofferenza- ha dichiarato Inger Ashing, direttrice generale di Save the Children International – Il mondo è a un bivio. I conflitti armati aumentano, le gravi violazioni contro i minori raggiungono livelli record, mentre il sistema umanitario e le Nazioni Unite vacillano. Gli Stati devono agire con decisione per prevenire i conflitti, promuovere la pace, proteggere l’infanzia, garantire giustizia, coinvolgere ed ascoltare davvero bambini e adolescenti.”

Il rapporto mette in discussione l’approccio mondiale alla sicurezza, evidenziando che meno del 2% della spesa globale in questo ambito sia destinato al peacebuilding o al peacekeeping, nonostante i budget militari record. Ma i dati schiaccianti del rapporto dimostrano che l’attenzione globale alla sicurezza militare e statale non è riuscita a proteggere i bambini dai danni più gravi. ad aumentare i finanziamenti mirati per i bambini nelle emergenze e ad approvare e attuare trattati e dichiarazioni chiave che tutelino i minori e l’istruzione nelle zone di guerra. La vera sicurezza non riguarda le armi o i muri. Si tratta di sapere se i bambini sono al sicuro, imparano e sono liberi dalla paura.

La Santa Sede e Papa Leone XIV sono le voci più forti che si levano contro le guerre e le sofferenze dei Minori.

Per il Papa: “La pace è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa. Oggi ben 103 Stati sono coinvolti in qualche maniera in una guerra sulla Terra. Le armi rimbombano e uccidono in Ucraina, in Medio Oriente, in Sudan, in Myanmar, nello Yemen, in Congo e in tante altre situazioni. Il mio amato predecessore Papa Francesco coniò a suo tempo l’espressione «Terza guerra mondiale a pezzi» per descrivere una situazione di diffusa conflittualità, senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale”.

Rinvio al nuovo libro antologia di Papa Leone XIV intitolato “Disarmata e disarmante. La pace è un dono” (Libreria Editrice Vaticana, 192 pagine, 16 euro) uscito il 21 luglio 2026. Il volume, curato da Alessandro Banfi, raccoglie i principali interventi del Pontefice contro le guerre dal giorno della sua elezione (8 maggio 2025)

Importante poi la presa di posizione della Santa Sede all’ONU (QUI) affinché nei conflitti siano sempre protette la vita e il futuro dei minori.

La Missione dell’Osservatore Permanente della Santa Sede ha infatti esortato tutte le parti in conflitto a garantire il rispetto delle speciali protezioni riconosciute ai bambini. E ha espresso preoccupazione per i tragici effetti dell’uso dei sistemi d’arma senza equipaggio e supportati dall’intelligenza artificiale.

Vatican News, il 23 giugno 2026,ha a sua volta evidenziato un rapporto della “Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territori Palestinesi Occupati, inclusa Gerusalemme Est e Israele” -istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu- dal titolo ‘L’essenza dell’infanzia è stata distrutta. Per l’ONU, visto il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese occupato dal 7 ottobre 2023, vi sono “ragionevoli motivi” per affermare che le autorità e le forze di sicurezza israeliane “hanno continuato a commettere il crimine di genocidio” a Gaza. Gli investigatori delle Nazioni Unite osservano che l’intensità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane ha provocato un numero “senza precedenti” di morti, feriti e traumi tra i minori palestinesi.

Infine, Vatican News, il 16 giugno 2026, ha dato notizia di un ulteriore dramma desunto da un rapporto UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia): I Rischi Climatici mettono n pericolo la metà dei bambini del mondo. Vi sono esposti 1,1 miliardi di minori a livello globale. Il Rapporto, da leggere (QUI), mappa le condizioni che aumentano la vulnerabilità dei più indifesi.

In questo quadro preoccupante, leggo però sul Sole 24 Ore del 16 luglio 2026 quale è il sentire del nostro occidente e resto afflitto:

Cosmeticoressia: quando i bambini hanno paura di invecchiare. Di Giulia Riva’

Cos’è la cosmeticoressia? L’ossessione per una pelle perfetta che nasce dai social e che colpisce, in Italia, almeno un minore su dieci tra gli 8 e i 14 anni. «Sono terrorizzata dall’idea di invecchiare». A dirlo è una bambina di 8 anni, che ogni giorno – prima di uscire di casa – affronta una routine di skincare da 12 passaggi. Dodici diversi prodotti sulla pelle ogni mattina, in terza elementare, per sentirsi pronta a mostrarsi al mondo. Potrebbe sembrare un caso isolato, ma il prof. Giovanni Damiani assicura che non è così. «Si tratta di cosmeticoressia, cioè la ricerca ossessiva di una pelle “perfetta”, secondo i canoni proposti dalla cultura contemporanea, che porta a dipendere dai cosmetici: a farne un uso eccessivo, compulsivo o non adeguato all’età […] sono i social media a proporre la maggior parte dei canoni di bellezza». Con insistenza, in modo capillare. »

I dati raccolti in Italia da Damiani e dal collega Alberto Stefana non sono ancora definitivi, ma fotografano un Paese dove almeno un minore su dieci soffre di cosmeticoressia. Tutte femmine? «È un falso mito», assicura Damiani. «Le ragazzine sono la maggioranza dei pazienti, diciamo un 70%, ma c’è anche un buon 30% di ragazzi. Non ha senso legare questa patologia al genere o alle preferenze sessuali», assicura.”