Raccontare Maria. Una biografia teologica

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di Francesco Vermigli · È uscito negli scorsi mesi per i tipi delle Edizioni Dehoniane un libro scritto da suor Linda Pocher, dal titolo: Maria di Nazaret. Una biografia teologica (Bologna 2025, pp. 256, € 23,00). Il presente articolo si volge alla presentazione di questo volume, di cui fin dall’inizio si apprezzano uno sguardo rinnovato su Maria e una vasta conoscenza della bibliografia mariologica anche recente. Articoliamo questa presentazione in tre passaggi fondamentali: 1) attualità della mariologia; 2) rinnovamento dell’approccio teologico a Maria; 3) densità spirituale della vicenda storica di Maria.

1) Attualità della mariologia. Il libro si pone innanzitutto come un tentativo di mostrare l’attualità di Maria per la Chiesa di oggi. Scrive Pocher nell’«Introduzione»: «il concilio Vaticano II si proponeva due obbiettivi: riportare Maria all’interno della Chiesa; rendere la Chiesa più simile a Maria […] se il primo obbiettivo si può ritenere raggiunto, per quanto riguarda il secondo, ancora molto cammino rimane da fare» (p. 19). Il primo obbiettivo, come noto, fu raggiunto a seguito del dibattito conciliare circa la scelta se promulgare un documento a sé su Maria o se inserire il tema della Madre di Dio all’interno della Costituzione dogmatica sulla Chiesa; cosa che poi avvenne – diventando l’VIII capitolo della Lumen gentium – con soli 40 voti di differenza su oltre 2000 votanti il 29 ottobre 1963. Ma per raggiungere il secondo obbiettivo, a giudizio dell’autrice, è necessario trovare un equilibrio tra due posizioni estreme che hanno caratterizzato e forse caratterizzano ancora il panorama ecclesiale: da un lato quella posizione che riconosce a Maria prerogative che la isolano rispetto al complesso della dottrina cristiana (contro questo rischio degenerativo della devozione mariana va la recente Nota dottrinale Mater Populi fidelis del Dicastero per la Dottrina della Fede, di cui abbiamo parlato anche in questa rivista online); dall’altro la percezione di una sorta di indifferenza nei confronti della mariologia che ha connotato larghi tratti della teologia post-conciliare, che ritiene irrilevante Maria per una fede che si pretende “adulta” e “moderna” (ad esempio, il cosiddetto “inverno mariano” degli anni ‘70).

2) Rinnovamento dell’approccio teologico a Maria. Il riconoscimento di un nuovo spazio di attualità ecclesiale a Maria passa, a giudizio dell’autrice, attraverso il superamento della mariologia speculativa, che – forte della sua ragionevolezza e degli addentellati con il complesso della dottrina cristiana – ha costituito il modo prevalente dell’approccio della teologia a Maria. Il superamento consiste, secondo suor Linda, nel riconoscere alla storia di Maria una storia capace di parlare al credente di oggi. La strada che suor Linda percorre è quella della teologia narrativa, che recentemente ha trovato nel gesuita Christoph Theobald uno dei migliori rappresentanti; ma applicata al caso specifico della narrazione di una vita come quella di Maria. In cosa consiste la teologia narrativa e in specie la “biografia teologica”, come recita il sottotitolo del libro? Così risponde l’autrice: «la biografia teologica si distingue perché mette al centro dell’attenzione l’esperienza di un personaggio storico che viene riconosciuto come testimone privilegiato della manifestazione di Dio» (p. 50). Ebbene, scopo di questa biografia teologica di Maria è quello di intrecciare narrazione e argomentazione, attenzione alle fonti e apertura al portato dogmatico che nella storia ha rappresentato il modo in cui la Chiesa ha espresso la propria fede circa Maria. È per questo che, dopo la prima parte dedicata alla narrazione della vita di Maria, segue la seconda parte del libro, che rilegge i dogmi mariani alla luce di quella prima parte narrativa.

3) Densità spirituale della vicenda storica di Maria. Un elemento ricorrente nel tessuto del libro – spesso esplicitato nella formula peregrinatio fidei – è la presentazione della vicenda di Maria come modello del cammino che il credente compie su questa terra. La formula, in verità, non è nuova, risultando presente a Lumen gentium, 58 (nella sezione mariologica del documento conciliare, dunque): soltanto possiamo dire che suor Linda abbia preso sul serio tutte le implicazioni connesse con un passaggio che solo ad occhio distratto potrà sembrare incidentale. Si può ritenere che questa formula – e ancora più ciò che quella formula intende trasmettere – costituisca il contributo più alto del libro della Pocher per quanto riguarda l’attualità della mariologia. Leggere la storia di Maria (biografia teologica) come la vicenda della giovane credente galilea che accoglie la vocazione altissima d’essere la Madre del Salvatore nell’affidamento, nel desiderio, nell’attesa, nella libertà, in una certa oscurità, traccia anche la strada per la vita del fedele di oggi.

Ecco, nel libro di suor Linda Pocher, Maria non appare più umana (come un significato un po’ polemico contro alcune degenerazioni passate della mariologia vorrebbe intendere sotto la locuzione “più umana”): Maria appare più vera. Appare più vera, sì, ma di quella verità che nasce non dall’astrazione della riflessione teologica, ma dall’esistenza di colei che ha accolto la Parola di Dio e l’ha riaccolta continuamente; camminando sulle orme di colui, il Figlio suo, che è venuto a portare la salvezza nel mondo.

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Francesco Vermigli

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