Solennità dell’Assunzione a La Goulette a Tunisi

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di Giovanni Campanella · Già nel numero di luglio 2026 di questa rivista, avevo ragguagliato riguardo alla situazione della Chiesa in Tunisia (vedi). L’articolo aveva un respiro generale e non si soffermava su realtà specifiche della chiesa tunisina.

Stavolta, cogliendo l’occasione della passata Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo in anima e corpo, porgo all’attenzione dei lettori i sentiti festeggiamenti che ogni anno si tengono nel quartiere “Petit Sicile” (“Piccola Sicilia”) a La Goulette, cittadina avamporto di di Tunisi.

La Piccola Sicilia a La Goulette sorse intorno a una chiesa costruita in onore della Madonna di Trapani. Dal 1868, a seguito del Trattato della Goletta che incoraggiò l’emigrazione in Tunisia, vi si stabilirono molti immigrati italiani e maltesi. Nacquero anche altre zone fuori Tunisi denominate ugualmente “Petit Sicile”; una anche a Sousse, «dove addirittura c’erano due quartieri “Capaci grande” e “Capaci piccolo”, così chiamati per la forte presenza di emigrati provenienti dalla cittadina in provincia di Palermo» (vedi).

La processione della statua della Madonna di Trapani a La Goulette è diventata ormai una tradizione, lanciata tanti anni or sono dalla storica comunità italiana, ed esprime i profondi legami culturali tra Tunisia e Italia (cfr). Mons. Nicolas Lhernould, Arcivescovo di Tunisi e che abbiamo già incontrato in precedenti miei articoli, ha presieduto la celebrazione nella chiesa dedicata ai santi Agostino e Fedele. Nell’omelia ha messo al centro la dignità della persona e del suo diritto a vivere in un ambiente sano, pacifico, tutelato dal diritto internazionale, toccando anche il tema della libertà di partire o restare.

Dopo la Messa, la statua della Vergine è stata portata a spalla attraverso un breve percorso nella Piccola Sicilia, fino ad arrivare all’enorme murales, sulla facciata di un edificio, dedicato all’attrice Claudia Cardinale, che trascorse la sua infanzia proprio a La Goulette. Fino al 1962 la processione arrivava fino al mare.

La ricorrenza è caratterizzata da una forte impronta popolare. La partecipazione trasversale dei residenti del quartiere testimonia i legami tra Italia e Tunisia, in un’area dove un tempo coabitavano pescatori tunisini e siciliani. La festività richiama anche osservanti di altre religioni ed è così divenuta un grande evento multiculturale.

In un tempo in cui alcuni politici soffiano sul vento della xenofobia, è importante notare come le diverse sponde del Mediterraneo siano tanto interconnesse dal punto di vista culturale, storico e religioso. Proprio nel giorno in cui scrivo iniziano i Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto, tanto incoraggiati da Papa Leone. Queste realtà ci aiutino a valorizzare ciò che unisce i vari popoli che sia affacciano sul Mare Mediterraneo e a scommettere sulla solidarietà nei confronti di chi cerca aiuto.

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Giovanni Campanella

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