di Carlo Parenti · SPESE MILITARI MONDIALI NEL 2024
Ad oggi abbiamo i dati definitivi delle spese militari mondiali solo per il 2024. Li fornisce il STOCKHOLM INTERNATIONAL PEACE RESEARCH INSTITUTE. Il SIPRI è un istituto indipendente svedese impegnato in ricerche su conflitti, armi, controllo delle armi e disarmo. Creato nel 1966, il SIPRI fornisce dati, analisi e raccomandazioni basati su fonti aperte a politici, ricercatori, media e pubblico interessato.
Per approfondimento si veda il Il SIPRI Yearbook 2025 (QUI) dove consiglio di leggere sul tema almeno le prime 10 pagine da cui traggo la tabella relativa ai dati della spesa militare mondiale del 2024:
Analisi regionale della spesa militare
|
Regione |
Spesa (miliardi US$) |
Variazione (%) 2023–24 |
|
Africa |
52,1 |
3,0 |
|
Nord Africa |
30,2 |
8,8 |
|
Africa subsahariana |
21,9 |
-3,2 |
|
Americhe |
1.100 |
5,8 |
|
Caraibi e America centrale |
19,8 |
31 |
|
Nord America |
1.027 |
5,7 |
|
Sud America |
53,6 |
-0,1 |
|
Asia e Oceania |
629 |
6,3 |
|
Asia centrale |
1,9 |
-5,5 |
|
Asia orientale |
433 |
7,8 |
|
Oceania |
37,0 |
1,5 |
|
Asia meridionale |
102 |
1,0 |
|
Sud-est Asiatico |
54,9 |
7,5 |
|
Europa |
693 |
17 |
|
Europa centrale e occidentale |
472 |
14 |
|
Europa orientale |
221 |
24 |
|
Medio Oriente |
243 |
15 |
|
Totale mondiale |
2.718 |
9,4 |
I valori sono espressi in miliardi di dollari statunitensi ai prezzi e tassi di cambio correnti del 2024. Le variazioni percentuali sono calcolate in termini reali, in valuta costante del 2023. Alcuni dati, come quelli relativi al Medio Oriente, sono stime soggette a incertezza.
Previsioni di spesa per i principali paesi e allenaze nel 2026
Le proiezioni indicano che nel 2026 la spesa militare globale continuerà a crescere, con i principali paesi che manterranno o aumenteranno gli investimenti nella difesa. Di seguito una panoramica delle stime per alcune delle principali potenze:
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Stati Uniti: confermano la loro posizione di leader mondiale, con un budget per la difesa approvato dal Senato pari a 900 miliardi di dollari; considerando anche le spese accessorie, si arriva a una spesa totale di oltre 1.000 miliardi di dollari. Trump vuole portare la cifra a 1500 miliardi nel 2027.
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Cina: continuerà ad aumentare le proprie spese militari, che raggiungeranno circa 330 miliardi di dollari.
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Russia: manterrà un livello di spesa elevato, stimato in almeno 175 miliardi di dollari.
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Unione Europea: i 27 paesi membri prevedono una spesa di almeno 400 miliardi di euro. Si segnala che la Presidente della Commissione Europea ha stabilito un piano di riarmo di circa 800 miliardi in 4 anni, mentre la sola Germania ha previsto un investimento nazionale di 1.000 miliardi di euro per i prossimi 10 anni. Già oggi, la spesa militare degli Stati membri europei della NATO supera quella russa del 56%.
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India: continuerà a rafforzare le proprie capacità militari, con una spesa prevista superiore a 75 miliardi di dollari.
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NATO: Le spese previste per il 2026 sono in aumento, trainate dagli obiettivi di riarmo e dagli impegni per la sicurezza internazionale. Il budget comune della NATO salirà a 2,4 miliardi di euro; escludendo la quota statunitense di 1.000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni; la spesa degli altri paesi membri, compreso il Regno Unito, si attesterà a circa 1.500 miliardi.
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Altri paesi: Giappone, Arabia Saudita e Corea del Sud continueranno a investire ingenti risorse nel settore militare, puntando su tecnologie avanzate e difesa missilistica.
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Spesa mondiale totale: Nel 2025 la spesa militare globale ha raggiunto quantomeno i 2.718 miliardi di dollari, cifra paragonabile al Pil dell’intera Africa.
Sono tutte cifre indicative, tratte da diverse fonti e soggette a variazioni in base agli sviluppi politici, economici nonché alle dinamiche internazionali nel corso del 2026.
Il mondo nel 2025 registra oltre 100 conflitti armati, secondo i dati dell’Uppsala Conflict Data Program. Altre fonti registrano più di 130 conflitti. Alcuni sono internazionali, altri interni ma con implicazioni globali. Oltre a Ucraina e Gaza, sono attivi conflitti in Yemen, Siria, Etiopia, Somalia, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger e Sudan del Sud. Molti di questi conflitti sono classificati come guerre civili o insurrezioni armate. Oltre a guerre tra stati vi sono conflitti interni agli stati per l’indipendenza, per lotte tra regioni o etnie, per terrorismo, o insurrezioni.
Impatto sociale ed economico delle spese militari:
«Siamo circondati dal caos e dall’incertezza – così il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nella sua dichiarazione in vista del Capodanno – Divisione. Violenza. Crisi climatica. E violazioni sistemiche del diritto internazionale. Un allontanamento dai principi stessi che ci uniscono come famiglia umana». Che ha un termometro ben preciso: la continua corsa degli investimenti sulle spese militari.
Va detto che oggi oltre un quarto dell’umanità vive oggi in aree colpite da conflitti armati (si veda il dettaglio dei conflitti in corso QUI). Si prevede che la spesa militare globale raddoppierà, passando da 2,7 trilioni di dollari nel 2024 (+10% sull’anno) a ben 6,6 trilioni di dollari entro il 2035, se le tendenze attuali persisteranno. Già oggi si tratta di una cifra pari all’intero Pil dell’Africa, e ne basterebbe il 4% per porre fine alla fame nel mondo. Per non parlare dell’impatto climalterante: ogni punto percentuale del Pil in più per le armi fa aumentare le emissioni nazionali tra lo 0,9% e il 2%.
Per Guterres: «È chiaro che il mondo ha le risorse per migliorare le vite, guarire il pianeta e garantire un futuro di pace e nel 2026, invito i leader di tutto il mondo a impegnarsi seriamente. Scegliete le persone e il pianeta invece del dolore»
Papa Leone XIV invita a una “pace disarmata e disarmante”, a superare l’utopia della guerra attraverso la mitezza, il dialogo e la diplomazia, costruendo “istituzioni di pace” e disarmando anzitutto il linguaggio. Il Papa condanna il riarmo crescente, promuovendo una cultura della cura e della riconciliazione.

