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aprile 2021

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Andrea Drigani espone la lettera di Papa Francesco su Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787) nel 150° anniversario del conferimento del titolo di Dottore della Chiesa, ad opera di Pio IX. Carlo Nardi propone una noterella sulla questione, di cui molti hanno scritto e molto è stato scritto, sul testo del Padre nostro, inserito, nella terza edizione italiana del Messale Romano. Antonio Lovascio anche in questo tempo di pandemia rileva il significativo ruolo del volontariato, che ha rafforzato una rete di solidarietà, in aiuto alle strutture pubbliche. Alessandro Clemenzia con la Lettera Apostolica «Candor Lucis aeternae» osserva che la drammatica ed ingiusta esperienza dell’esilio, conduce Dante nelle braccia della misericordia divina, fino a diventarne, poi, un testimone. Giovanni Campanella illustra il volume, con la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi, che raccoglie gli atti di due convegni di studio sul prete bolognese Luciano Gherardi (1919-1999) una figura che racchiude in se interessi pastorali, teologici, storici, liturgici di notevole valore. Francesco Romano dalla domanda di Pilato a Gesù sulla «verità» sviluppa un percorso sulle varie accezioni, incomplete, di questo termine per giungere alla Verità: Gesù Cristo. Stefano Liccioli annota che dalla crisi della famiglia e del matrimonio si è passati alla crisi demografica, per respingere le paure occorre guadare all’autentica felicità: la donazione di noi stessi. Dario Chiapetti presenta il saggio «Verba scripta», introdotto dall’arcivescovo Felice Accrocca, per favorire e divulgare San Francesco con San Francesco, cioè con i suoi scritti. Stefano Tarocchi prende spunto dai trecento anni dalla nascita di Antonio Martini (1720-1809), arcivescovo di Firenze e autore della prima traduzione italiana della Bibbia, per ripercorre la storia complessa delle versioni della Scrittura nelle lingue parlate. Leonardo Salutati ritorna a tre discorsi di Benedetto XVI sul dialogo tra fede e ragione, anche in riferimento alla vita culturale europea, riscontrando che l’impegno per la ricerca delle «cose ultime» passa attraverso la relativizzazione di quelle «penultime». Gianni Cioli da un opera pittorica del Trecento fiorentino: il Trittico delle immagini dominicane, compie una catechesi pasquale dalla quale emerge che l’dea della nostra morte va considerata attraverso la morte e la resurrezione del Signore. Carlo Parenti introduce al concetto di responsabilità sociale dell’impresa, sostenuto da una parte consistente di economisti e sociologi statunitensi, che converge con diverse indicazioni del magistero pontificio. Francesco Vermigli nella circostanza del bicentenario della morte di Napoleone, con l’aiuto dell’ode di Alessandro Manzoni, svolge alcune considerazioni sulla glorie umane, che pur avendo una loro consistenza, sono destinate a scomparire dinanzi alla gloria di Dio. Giovanni Pallanti recensisce il volume degli storici Marco Pietro e Pietro Domenico Giovannoni e del domenicano Alessandro Cortesi sul rapporto, in Giorgio La Pira, tra l’annuncio evangelico e l’impegno politico. La rubrica «Coscienza universitaria» prende le mosse dal verso dantesco: «E quindi uscimmo a riveder le stelle» per pensare intorno al rapporto tra scienza e fede.