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Posted on 1Nov, 2015

“Firenze e la sua Chiesa: due millenni di fede e storia”. Un libro di Mauro Bonciani

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mauro_boncianidi Francesco Vita Stiamo attraversando un periodo nel quale la questione della Chiesa locale torna in un certo modo alla ribalta. Da più parti si invoca una maggior autonomia, liturgica e amministrativa ma per alcuni anche dottrinale delle Chiese locali, vedendo nell’attuale Pontefice un possibile realizzatore di tutto ciò, in quanto proveniente proprio da quella “fine del mondo” che più si pensa abbia bisogno di tali riforme.

Senza entrare nel merito della questione riteniamo che comunque la si pensi, non sia possibile esercitare questo genere di autonomie senza le necessarie responsabilità e conoscenza della storia. Il processo di centralizzazione che ha interessato la Chiesa Latina nel secondo millennio ha infatti comportato anche un parallelo processo di deresponsabilizzazione di quelle periferie che oggi invocano autonomia; un ritrovato maggior peso di quelle entità periferiche non può non esser accompagnato da una maggiore consapevolezza e responsabilità delle entità stesse.

Un ingrediente determinate, anche se non certamente l’unico, per formarsi una coscienza è lo studio della storia. Il libro preso in esame, edito nel 2015 dalla casa editrice Le Lettere, aiuta certamente in questo senso, benché come è naturale che sia vista la natura specifica della materia, soltanto per la Chiesa fiorentina.

L’opera tratta, come ben s’intende dal titolo, della vita della Chiesa in Firenze dal suo sorgere fino ai giorni nostri. Attraverso capitoli corti e scorrevoli si assiste al primo annuncio del Vangelo fatto dai mercanti siriaci che abitavano nella zona dell’attuale chiesa di Santa Felicita, alle invasioni barbariche, all’arrivo degli ordini monastici prima e di quelli mendicanti poi, alla peste nera, al Rinascimento, alla decadenza barocca, al dramma delle soppressioni in età moderna, alla secolarizzazione e alle nuove effervescenze della contemporaneità. Si segue da vicino la nascita, la costruzione e se vogliamo anche il concepimento di molte delle grandi chiese che oggi vediamo come le basiliche di Santa Maria del Fiore, Santa Maria Novella o Santa Croce e delle chiese piccole ma comunque piene di storia come Santi Apostoli o San Giovannino dei Cavalieri; si conoscono chiese e monumenti che oggi non ci sono più come San Pietro Scheraggio o san Pier Maggiore; si incontrano da vicino personaggi storici come Lorenzo il Magnifico, Giulio de’ Medici, Pietro Leopoldo o Bettino Ricasoli; si impara a conoscere meglio alcuni dei Vescovi della diocesi come il vescovo Felice o il Cardinale Elia dalla Costa; si fa conoscenza con i santi di tutti i tempi che sono stati adottati dai fiorentini come santa Reparata, san Zanobi, san Miniato, san Cresci e san Cerbone o che sono nati e cresciuti in città come san Giovanni Gualberto, sant’Antonino, san Pietro Igneo o santa Maria Maddalena de’ Pazzi o che ancora la Chiesa deve riconoscere tali come don Giulio Facibeni o Giorgio La Pira. Si coglie l’attenzione e l’amore della città in tutti i tempi per i poveri e gli emarginati quando si sente narrare della nascita della Misericordia, della costruzione dello Spedale di Santa Maria Nova o del complesso degli Innocenti.

Si impara in altre parole ad avere maggior confidenza con la Chiesa locale, capendone meglio i pregi e i difetti che spesso provengono da lontano.

Se vogliamo trovare dei limiti al libro li possiamo riassumere sostanzialmente in due aspetti; il primo riguarda la via privilegiata che viene data all’aspetto politico. È chiaro che siamo di fronte ad un’opera di tipo divulgativo, di appena duecento pagine e che ovviamente non può trattare di tutto e quindi è una via del tutto legittima, ma è altrettanto chiaro che il filo conduttore soddisfa di certo chi vuole approcciarsi al problema conoscendo la storia della Chiesa fiorentina attraverso gli eventi politici ma non chi volesse farlo attraverso la spiritualità o altri aspetti. Il secondo aspetto riguarda principalmente alcuni termini canonici e teologici non precisi ed in alcuni casi proprio inesatti, che incontriamo nella lettura. Se ne capisce chiaramente il senso, ma all’occhio esperto in materia non possono piacere.

Il libro comunque ci sentiamo di consigliarlo a fiorentini e non, ma non solo: ci auguriamo che anche altrove nascano progetti simili. Se in tutte le realtà locali si sviluppassero o si divulgassero maggiormente in quanto sicuramente già ci sono, opere del genere, si potrebbe cominciare ad avere una coscienza un poco più articolata di Chiesa locale, che male certamente non farebbe, né alla buona riuscita di certi progetti di decentramento né alla Chiesa universale.