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Posted on 2Nov, 2015

dicembre 2015

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commemorazione-dei-defuntiAndrea Drigani ricorda lo scrittore Giovannino Guareschi, autore del personaggio di don Camillo, in coppia con Peppone, rammentato da Papa Francesco. Don Camillo può essere anche oggi un segno di un umanesimo cristiano, popolare, generoso e lieto. Giovanni Campanella presenta il libro-intervista del cardinale Péter Erdö, arcivescovo di Esztergom-Budapest, relatore generale del XIV Sinodo dei Vescovi, che affronta diverse questioni d’ordine teologico e canonico, insieme a considerazioni pastorali sull’Europa. Gianni Cioli, all’inizio dell’Anno Santo, riflette sulle opere di misericordia, corporali e spirituali, che non sono semplici imperativi etici, ma vie per entrare e rimanere nell’amore della Trinità. Francesco Romano espone lo statuto del catecumeno, cioè di colui che si prepara a ricevere il Sacramento del Battesimo, ma che già prima di riceverlo ha un suo ruolo per il diritto canonico. Francesco Vermigli annota sulle conclusioni del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze, tenendo conto del discorso di Papa Francesco e della relazione finale del cardinale Angelo Bagnasco. Dario Chiapetti recensendo una biografia del teologo cardinale Yves Congar, ripropone il suo pensiero, di grande attualità, per l’interpretazione del Vaticano II. Carlo Nardi partendo da una citazione di Tertulliano, un antico scrittore cristiano, africano, di lingua latina, tratta dal libro «La carne di Cristo», aiuta a comprendere il significato reale e concreto del Natale di Gesù. Stefano Tarocchi muovendosi dall’omelia di Papa Francesco allo Stadio di Firenze, incentrata su due domande di Gesù (Mt 16,13.15), svolge alcune osservazioni sull’essere discepoli di Cristo, ai nostri giorni. Antonio Lovascio illustra la missione di Papa Francesco, in un contesto planetario complesso e complicato («la terza guerra mondiale a pezzetti»), come una guida fondata sull’autorità, il coraggio e la misericordia. Stefano Liccioli sottolinea alcuni aspetti delle conclusioni del recente Sinodo dei Vescovi, che ha dato realmente al mondo l’impressione che la Chiesa si è voluta chinare sulle ferite e sulle gioie della famiglia. Francesco Vita prende l’occasione dall’uscita di un volume di Alberto Maria Banti, per indicare nello studio serio e rigoroso della storia europea un modo per essere più consapevoli della nostra memoria e per affrontare serenamente il confronto con altre culture. Leonardo Salutati nella circostanza del 50° anniversario della Costituzione «Gaudium et Spes» ribadisce che, con questo documento, il Concilio Vaticano II ha intenso illustrare, alla luce di Cristo, il mistero dell’uomo, e indicare un metodo per leggere i segni dei tempi ed accettare le sfide che essi rappresentano. Alessandro Clemenzia dalla visita fiorentina e toscana del Patriarca Bartolomeo I, fa scaturire delle considerazioni teologiche in ordine alla promozione dell’unione dei cristiani, per diventare – come dice Bartolomeo I – icone di Cristo nel mondo e come Lui nell’unità anche essere diversità.