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	<title>Coscienza Universitaria 2021 - Il Mantello della Giustizia</title>
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	<description>Rivista per l&#039;approfondimento culturale cristiano</description>
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		<title>In ricordo di un padre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 14:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[dicembre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-8311" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download.jpeg" alt="download" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-184x184.jpeg 184w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a></p>
<p class="western" align="justify">di Gaetano Mercuri · Nel tardo pomeriggio di sabato 20 novembre ci è giunta una notizia tristissima. Don Andrea Lombardi, già nostro amatissimo assistente regionale della F.U.C.I. Toscana per circa un trentennio, alla vigilia della festa di Cristo Re, è venuto a mancare per le conseguenze di un male inguaribile ripresentatosi e contro il quale aveva lottato con grande forza per molti anni. La sua morte ci ha colto tutti impreparati. Davvero difficile esprimere i sentimenti che, come fucini, abbiamo provato nei confronti di colui che ci ha accompagnato nel cammino universitario e di fede per tutti questi anni.</p>
<p class="western" align="justify">Don Andrea era un sacerdote innamorato di Cristo e della sua Chiesa, sempre pronto a effondere forze per il sempre più gravoso impegno del suo ministero. Canonico del duomo di Fiesole, già rettore del seminario diocesano, è sempre stato pronto a rispondere alla chiamata da parte dei vescovi toscani. Infatti, non solo la F.U.C.I. toscana lascia orfana. Ma anche il M.E.I.C. e l’Azione Cattolica regionali: associazioni laicali che amava profondamente e per le quali era sempre a disposizione, anche negli anni in cui fu pur necessario per lui diradare la sua presenza per motivi di salute.</p>
<p class="western" align="justify">Don Andrea era un sacerdote d’altri tempi. La sua cultura teologico-filosofica e la grande, costante attenzione ai problemi sociali trasparivano sempre nelle lunghe, avvincenti conferenze spirituali che era chiamato a tenere a noi fucini prima delle Assemblee regionali.</p>
<p class="western" align="justify">Uomo di preghiera, non si stancava di additarci quello che è fondamentale per ogni buon fucino: lo spirito della contemplazione. Il quale deve sempre essere unito allo spirito di azione. La “contemplattività”: ecco a cosa era<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-12150" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/12/Fiesole-morto-mons.-Andrea-Lombardi.-I-funerali-a-Montevarchi-mercoledi-24-novembre_articleimage-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/12/Fiesole-morto-mons.-Andrea-Lombardi.-I-funerali-a-Montevarchi-mercoledi-24-novembre_articleimage-242x300.jpg 242w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/12/Fiesole-morto-mons.-Andrea-Lombardi.-I-funerali-a-Montevarchi-mercoledi-24-novembre_articleimage.jpg 351w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /> legatissimo don Andrea, sulle orme del suo amatissimo Giorgio La Pira, di cui ci parlava molto spesso. Dette sprone continuo alla “contemplattività”: sostanziatosi nell’iniziativa da lui fortemente voluta degli Esercizi Spirituali regionali di Quaresima, organizzati ogni anno dalla F.U.C.I. regionale insieme a settore giovani di A.C., M.S.A.C., M.E.I.C. giovani ogni anno dal 2009 presso la comunità dei monaci di Camaldoli. Ma anche nel contributo dato in tutti questi anni senza risparmio da tanti fucini toscani nei vari livelli della Federazione e dell’Azione Cattolica, nella carriera universitaria e politica.</p>
<p class="western" align="justify">Lo ricorderemo sempre così, in quelle lunghe chiacchierate a margine dei suoi interventi alle assemblee regionali o agli Esercizi Spirituali in quel di Camaldoli quando sollecitavamo una sua opinione sulla più varie questioni: spirituali, sociali, politiche. E soprattutto per queste ultime che, gesticolando animatamente, si riassettava continuamente con l’indice della mano destra quegli occhialoni troppo grandi, da vero intellettuale d’altri tempi, per quel suo volto acceso di fede e vera passione per ciò che diceva e sosteneva! Tutti abbiamo avuto in lui una guida e un padre vicino, sincero e amabile. Sempre pronto a essere presente per dare una mano o un consiglio, a fare un tratto di strada insieme, nei momenti di maggiore difficoltà. Severo quando c’era da riprenderci per errori e mancanze, ma prontissimo sempre ad accettare lo scherzo goliardico, a ridere e scherzare con noi e ad amarci per questo, da vero assistente fucino, sulle orme del suo amatissimo papa san Paolo VI.</p>
<p class="western" align="justify">Ciao caro don Andrea, il tuo ricordo sia per tutti noi di benedizione!</p>
<div id="sdfootnote5"></div>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/coscienza-universitaria-2021/in-ricordo-di-un-padre">In ricordo di un padre</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione?</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/coscienza-universitaria-2021/la-ripartenza-delluniversita-il-ritorno-alla-normalita-e-una-grande-e-pia-illusione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 18:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[novembre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riforma della Giustizia, tra qualche luce e molte ombre. di Gaetano Mercuri · Lo scorso 19 ottobre si è concluso l’iter parlamentare della legge delega sulla riforma del sistema di giustizia penale proposta dal ministro Marta Cartabia. La delega al governo per l’assunzione dei provvedimenti legislativi in merito presenta termini ben chiari e tassativi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12304" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2022/01/download.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2022/01/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2022/01/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2022/01/download-80x80.jpeg 80w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" />La riforma della Giustizia, tra qualche luce e molte ombre.</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Gaetano Mercuri · Lo scorso 19 ottobre si è concluso l’iter parlamentare della legge delega sulla riforma del sistema di giustizia penale proposta dal ministro Marta Cartabia.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La delega al governo per l’assunzione dei provvedimenti legislativi in merito presenta termini ben chiari e tassativi della durata di un solo anno. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Di una riforma della giustizia penale in Italia si sente il bisogno da decenni. Il sistema è notorio quanto faccia acqua da tutte le parti. Ma ci voleva un’emergenza delle tragiche proporzioni del Covid 19, per riaccendervi sopra i fari e accelerare i tempi della discussione.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le richieste dell’U.E. da soddisfare e ottenere in cambio i fondi per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, forse la più importante e invasiva è quella che obbliga il nostro Paese a tagliare di almeno il 25% la durata media dei processi siano essi civili o penali.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le polemiche si sono concentrate in particolare sulle novità che verranno introdotte riguardo quest’ultimi. Si comprende bene il perché, vista l’incidenza maggiore sui diritti e le libertà, almeno dal punto di vista di percezione del cittadino medio.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non è immaginabile in queste poche righe affrontare una riforma così complessa come quella proposta dal ministro Cartabia. Ciascun singolo punto di essa richiederebbe ben più di un articolo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, è possibile fare qui qualche breve riflessione sistematica a mo’ d’introduzione al testo, tenendo ben<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-12305" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2022/01/variant-med_1200x630-obj25363207-690x362-1-300x157-1.jpg" alt="" width="300" height="157" /> presente che quanto qui detto si basa sulla legge delega approvata negli scorsi giorni dal senato, che comunque dà al governo ampi spazi di manovra. Gli interventi potrebbero alla fine essere almeno in parte ben diversi da quel che ad ora ci si aspetta.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una delle novità positive e fondamentali è l’introduzione del c.d. «processo telematico», una serie di norme tese a favorire la veloce soluzione dei procedimenti grazie all’estensione dell’uso delle migliori risorse tecnologiche a disposizione. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La riforma punta poi all’istituzione di un «ufficio del processo» i cui dipendenti, preparati e selezionati per via concorsuale, affiancheranno i magistrati proprio per accelerare i tempi di risoluzione delle controversie e di decisione.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Negli ultimi mesi però le critiche di parte della magistratura più attiva nel contrasto alla criminalità organizzata ha però denunciato che un’altra novità introdotta dalla riforma, l’improcedibilità dei processi qualora le indagini non rispettino determinati e molto stringenti termini di tempo a compenso del mantenimento del blocco della prescrizione qualsiasi sia l’esito del processo penale, sia nient’altro che una vera e propria tagliola su oltre il 50% dei procedimenti pendenti di fronte alle corti d’appello. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Timore che a chi scrive, che da sempre sostiene che la vera, unica soluzione sia invece, innanzitutto la messa a disposizione di risorse in particolare per l’aumento dei posti in organico della magistratura, appare ben fondato. L’ufficio del processo non appare essere altro che una foglia di fico che ben poco per di più riuscirà a coprire.</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/coscienza-universitaria-2021/la-ripartenza-delluniversita-il-ritorno-alla-normalita-e-una-grande-e-pia-illusione">La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione?</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/ottobre-2021/ottobre-2021-coscienza-universitaria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 23:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione? di Alessandro Caccavale · Nel contesto universitario i mesi di settembre e ottobre sono da sempre caratterizzati dall’apertura del nuovo anno accademico. Anche quest’anno a causa della Pandemia Sars-Covid 19 viviamo un inizio ben lontano dai passati momenti a cui eravamo abituati. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-8311 size-full" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2020/02/download-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" />La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione?</strong></p>
<p align="justify">di Alessandro Caccavale · Nel contesto universitario i mesi di settembre e ottobre sono da sempre caratterizzati dall’apertura del nuovo anno accademico. Anche quest’anno a causa della Pandemia Sars-Covid 19 viviamo un inizio ben lontano dai passati momenti a cui eravamo abituati. Fra indicazioni discordanti e innovazioni utilissime, questo Anno Accademico 2021/2022 è iniziato anche nella nostra Università, e finalmente, si inizia a respirare quello che per quasi due anni è stato un tabù: il riaffollarsi delle sedi universitarie.</p>
<p align="justify">L’ingresso nelle suddette sedi è già oggi possibile solo per chi detiene la “Certificazione Verde”; ma, nonostante ciò, come nei teatri, cinema e stadi, la capienza è ancora ridotta. Per garantire una eguale opportunità di seguire le lezioni, è stata rinnovata la possibilità di farlo da remoto ed in seguito di poterle rivedere attraverso le registrazioni. Una modalità, questa, che permette a tutti gli studenti di mantenersi in pari con i corsi, ma che non potrà mai sostituire l’esperienza di frequentare “dal vivo” le lezioni. Dunque, con l’adozione degli strumenti come il&nbsp;<i>Green Pass&nbsp;</i>ed una campagna vaccinale in stadio avanzato, per quale motivo non siamo ancora tornati alla capienza piena e alla normalità?<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-10963 size-medium" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-300x200.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-750x500.jpg 750w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-768x512.jpg 768w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-640x427.jpg 640w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/10/174237289-cff7151a-a3bd-4e45-a43f-c2ba8a9b13ab-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p align="justify">La risposta a questa domanda è ardua da trovare. Di primo istinto si potrebbe rispondere: “Perché da remoto si possono espletare quasi tutti i compiti richiesti” oppure “Perché vi è ancora una situazione di emergenza pandemica e dunque è presto per delineare scenari futuri”. Da Roma sembrano arrivare segnali positivi inerenti all’estensione della capienza nelle aule e negli spazi universitari; ciò favorirebbe un graduale ritorno alla “normale vita” universitaria, che è fatta sì da lezioni, ma soprattutto da momenti conviviali fra compagni e compagne di corso. Perché è proprio da questi momenti che l’universitario arricchisce il proprio bagaglio di esperienze. Una delle poche cose che uno studente universitario non abbandona in questo momento storico è la speranza di tornare a vivere la “vita universitaria” dal vivo, nella pienezza delle relazioni umane e della condivisione del sapere.</p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/ottobre-2021/ottobre-2021-coscienza-universitaria">La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dove eravamo rimasti? Un discorso da cui ripartire</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/agosto-2021/dove-eravamo-rimasti-un-discorso-da-cui-ripartire-agosto-2021</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2021 12:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p class="western" style="text-align: center;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10253 alignleft" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><strong>Dove eravamo rimasti? Un discorso da cui ripartire.</strong></span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Marco Tarallo • Il 20 luglio l’ex presidente della regione Toscana Enrico Rossi ha pubblicato, sulla propria pagina Facebook, il video del discorso degli allievi della classe di lettere alla cerimonia dei diplomi alla Scuola Normale Superiore. Da allora il discorso, fortemente critico della direzione in cui l’università italiana e con lei la Normale stia andando, ha ricevuto un’attenzione clamorosa quanto inattesa dagli stessi umanisti neodiplomati. In effetti il discorso era stato pronunciato il 9 luglio, e fino all’iniziativa casuale di Rossi non erano registrabili reazioni all’esterno della Scuola pisana. Dal 20 luglio, invece, il discorso è stato visualizzato, letto, commentato, criticato, citato e i redattori intervistati per giornali, riviste, radio e anche il telegiornale. <i>Open </i>di Mentana, <i>Internazionale</i>, <i>Il Mulino</i>, Tg3, <i>Il Post</i>, <i>Domani</i>: è tutto lì, sul web, e continua a circolare.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I redattori allora hanno deciso che questo potesse essere l’inizio di uno sforzo più esteso, per riportare nel dibattito pubblico questioni tanto importanti quanto disattese, seppure, come loro stessi non si stancano di ricordare, le loro parole non siano state particolarmente originali, ma abbiano semplicemente ripreso, in una forma chiara e comprensibile, rilievi sollevati ripetutamente da più parti, da singoli studiosi, addetti del settore e associazioni.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In effetti non è difficile trovare, non appena si cerca, dati e studi di storici, sociologi, pedagoghi e altri profili, che dimostrino abbondantemente la coerenza in ormai lunghi anni, da parte della politica pubblica universitaria e scolastica, nel sottrarre risorse e instaurare meccanismi premiali e standardizzanti. Gli esiti sono evidenti sul piano della ricerca scientifica, della condizione sociale e professionale degli studiosi ma, soprattutto, della cultura diffusa nel paese il quale, fondandosi costituzionalmente sui principi repubblicani di compartecipazione e condivisione della sfera pubblica in tutti i suoi aspetti, non può che risentire di questo arretramento, nella qualità del confronto espresso e fondamentalmente nell’affezione ai valori della ragione. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sono problemi sollevati in questa rubrica già a giugno 2020, nel numero dal titolo <i>Note urgenti di università, di fede e di cittadinanza (da decenni)</i>, dove si rendeva conto anche di una minima bibliografia scientifica tra quella più facilmente reperibile. Anche la Fuci come federazione, l’anno scorso e quest’anno, si è impegnata a riflettere in questo senso nei suoi documenti assembleari.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto non sia elegante autocitarsi, è interessante dimostrare la presenza coerente di <i>voces clamantes in deserto</i>, a fronte di un’indifferenza se non di un’ostilità da parte dei detentori finali e anche intermedi delle responsabilità di governo. All’interno della Scuola Normale discorsi critici occupano la cerimonia dei diplomi ormai da anni, in un climax che invito ad ascoltare dal canale Youtube della Scuola. Al di fuori, istituti autorevoli come Istat, Almalaurea e OCSE-PISA affiancano studiosi e associazioni nell’affastellare analisi e dati. Perché allora nessuno ascolta?</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Claudio Giunta, nell’articolo <i>Non sono in credito</i> per <i>Il Post </i>del 28 luglio, riassume buona parte delle critiche mosse al discorso dei normalisti, da quelle più istintive a quelle più riflessive. Riconoscendo il valore del discorso nei suoi rilievi più puntuali, numerosi, Giunta principalmente si muove su tre assi: uno paternalista, di sfiducia si potrebbe dire culturale verso i giovani e i loro apporti; uno morale, che muove dubbi sulla coesistenza di una critica a un sistema con l’ingresso in esso degli stessi critici, i normalisti appunto che ne sarebbero parte integrante; l’ultimo culturale, sulla possibilità di una lettura «neoliberista/neoliberale» della crisi universitaria.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non si può sorvolare sul fatto che, nel tentativo di coniugare onestà e antipatia, Giunta accenni ai punti su cui non<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10784" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/08/0005BEA6-la-scuola-normale-di-pisa-m-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/08/0005BEA6-la-scuola-normale-di-pisa-m-300x176.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/08/0005BEA6-la-scuola-normale-di-pisa-m.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> può non essere d’accordo passandoli velocemente in rassegna, e sono quelli che colgono passo per passo gli elementi negativi del sistema vigente; ma questa rassegna, per quanto tenti di renderla rapida, si dimostra paradossalmente corposa (quote premiali, tagli lineari, sistema di valutazione, precarizzazione etc.). Questo a dimostrazione che se si va nel concreto i nodi sono più in comune di quanto si voglia ammettere. Sulla critica all’uso di una categorizzazione specifica &#8211; perché è questo un tratto saliente, divisivo e pregnante del discorso dei normalisti, l’indicazione ostentata e cosciente del «neoliberalismo» come il processo negativo generale entro cui inserire la questione universitaria – non si può che rimandare alle risposte, a mio avviso lucide e tempestive, di <i>Domani</i> del 28 luglio, <i>Dalla Normale di Pisa riparte la battaglia contro l’università elitaria</i>, e dell’<i>Internazionale</i> del 3 agosto, <i>Un discorso che ricorda l’importanza dell’istruzione</i>. Questi articoli, anche con le letture cui rimandano, rivelano come l’accusa al «neoliberalismo» non possa più essere considerata un ideologismo, il quale tenta di inventare un nemico omogeneo che incarni tutti i problemi (è l’opinione di Giunta, sulla falsariga di molti altri); bensì ormai una galassia intellettuale sviluppata, matura (sì anche all’interno delle istituzioni messe in discussione), e che attraversa le discipline nell’articolare una ricostruzione diacronica e impegnata di scelte politiche globali e riflessioni intellettuali generali riassumibili in un orizzonte comune.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Infine lo slancio antigiovanile, in realtà è quello che apre l’intervento di Giunta. Citando il Larkin del <i>The nearer you are to being born, the worse you are</i>, su questa linea giustifica prima di tutto a sé stesso l’antipatia subitanea provata davanti ad un intervento così radicale da parte di un gruppo di giovani. Credo che meriti lo sforzo di superare il naturale sdegno morale davanti a posizioni del genere, e anche le risposte, più riflesse, sul valore pratico e etico della gioventù (passando anche per le mere citazioni di capisaldi profondi della cultura occidentale, come il <i>The Child is the father of the Man </i>di Wordsworth). Il punto è interessante perché non è Giunta ma tutta una stagione a dimostrare diffidenza verso le generazioni nuove.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Già accennavo a questo nel numero di aprile 2020 per questa rubrica, <i>I vostri giovani avranno visioni</i>. D’altra parte il ben più autorevole <i>Mulino</i> toccava queste note con <i>Tutte le colpe del divano di casa </i>del 22 settembre 2020, e così via. Voglio dire, sono più di venti anni – almeno – ormai che periodicamente, per convinzione, per posa o per mezzo, si osservano veri e propri assalti culturali e simbolici alla figura del giovane. Il giovane è mammone, pantofolaio &#8211; bamboccione, barrocciaio &#8211; poltrone, guerrafondaio. E ovviamente <i>choosy</i>, per non dimenticare. Sembra di sentire il buon Mousqueton, quando nei <i>Tre moschettieri</i> enumera le “virtù” in rima del padrone Porthos. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La gioventù italiana, che pure si è dimostrata ancora capace di attivare movimenti innovativi per il paese (Friday for future, Sardine, Noglobal, Onda, in parte anche il Movimento 5 Stelle) e mantenere in vita la rete di associazionismo e volontariato nazionale, è presa all’ingrosso e considerata lo specchio negativo del paese in maniera più metodica e più incisiva che per quei gruppi sociali che alle negatività del paese hanno contribuito davvero nel tempo. Non dimentichiamo che anche il discorso dei normalisti è venuto alla ribalta non per sé, ma perché oggetto dell’attenzione di un ex uomo delle istituzioni ancora seguito e influente. Bisogna allora porsi una domanda, la cui risposta determinerà il posizionamento di ciascuno nel prossimo futuro: è utile eccitare la contrapposizione tra gruppi generazionali, al fianco di altre contrapposizioni già presenti nel paese, nel tenere i legami di solidarietà che fanno della nostra una comunità nazionale, repubblicana e democratica? La risposta, si è visto nel passato più o meno recente, non è scontata.</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/agosto-2021/dove-eravamo-rimasti-un-discorso-da-cui-ripartire-agosto-2021">Dove eravamo rimasti? Un discorso da cui ripartire</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il ritiro dall’Afghanistan: l’Italia che non abbandona nessuno</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/luglio-2021/il-ritiro-dallafghanistan-litalia-che-non-abbandona-nessuno-luglio-2021</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 23:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[luglio 2021]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p style="text-align: left;" align="justify"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10253 alignleft" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" />Il ritiro dall’Afghanistan: l’Italia che non abbandona nessuno<br />
</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Alessandro Caccavale · Il 30 giugno, con il ritorno dell’ultima aliquota della Brigata Folgore a Pisa, si conclude ufficialmente la missione italiana in Afghanistan; in coerenza con il piano di ritiro della Coalizione NATO a guida USA dal suolo afghano, a seguito dell’accordo firmato dagli Stati Uniti con i Talebani. Dopo quasi 20 anni dall’inizio dell’asperrimo conflitto, tutti i contingenti internazionali dovranno ritirarsi per cedere alle Forze di Sicurezza Afghane il controllo delle loro basi. La decisione degli Stati Uniti di ritirarsi entro la data simbolica dell’11 settembre, data poi anticipata al 4 luglio, ha obbligato tutti i contingenti a rivedere le proprie strategie di ripiego per assicurare una cornice di sicurezza adeguata.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La situazione dopo il ritiro NATO è sempre più incerta: da una speranza di pace nel Paese si è arrivati a temere una nuova guerra civile, dovuta al proliferare degli attacchi talebani nonostante gli accordi presi. Una guerra che in venti anni è costata notevoli cifre miliardarie, ma che di più è costata a livello umano: la stima più bassa delle perdite civili ammonta a circa 47,246; 65,596 caduti sono invece registrati nelle Forze di Sicurezza Afghane, mentre il numero delle perdite militari della Coalizione al 18 maggio 2020 ammontava a 3502 caduti. Il conto più salato l’hanno pagato gli USA con 2355 caduti; il contingente italiano in questi venti anni ha avuto 53 caduti.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10499" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/07/herat-400x200-1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/07/herat-400x200-1-300x150.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/07/herat-400x200-1.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Fra chi vede questo ritiro come un abbandono del popolo afghano vi sono gli interpreti locali, che durante il conflitto hanno svolto un ruolo insostituibile nella mediazione fra l’alleanza NATO e la popolazione locale. Alla notizia del ritiro essi si sono sentiti abbandonati, temendo estreme ripercussioni da parte talebana sulle loro vite e su quelle dei loro cari. L’Italia è fra i paesi che per primi hanno deciso di non abbandonare questi collaboratori, ma di accoglierli nel proprio territorio. “L’Operazione Aquila” è iniziata il 14 giugno con l’arrivo a Fiumicino dei primi 82 collaboratori, su un totale di 670 civili afghani. Con l’“Operazione Aquila”, l’Italia testimonia la vicinanza e la gratitudine a chi ha svolto un servizio per il ristabilimento di condizioni di pace in una terra martoriata.</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/luglio-2021/il-ritiro-dallafghanistan-litalia-che-non-abbandona-nessuno-luglio-2021">Il ritiro dall’Afghanistan: l’Italia che non abbandona nessuno</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Siamo servi inutili</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/giugno-2021/siamo-servi-inutili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 23:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[giugno 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10253 alignleft" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><strong>Siamo servi inutili</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Gaetano Mercuri · <i>« Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». </i>Lc 17,10.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Con l’assemblea elettiva che si è tenuta la sera del 26 maggio festa di San Filippo Neri, patrono dei giovani e della gioia, ho terminato il mio servizio biennale come presidente diocesano della F.U.C.I. di Firenze.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Approfitto del numero di giugno della nostra rubrica fucina «Coscienza universitaria» su <i>Il Mantello della Giustizia</i>, per porgere il mio personale saluto ai lettori. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’impegno del gruppo con la rivista continua, il mio percorso nel gruppo diocesano degli universitari cattolici italiani volge però al termine. Toccherà ora al mio successore, una volta che egli sia nominato dal nostro cardinale arcivescovo, proseguire il bel rapporto che si è creato in quest’anno di collaborazione tra la F.U.C.I. fiorentina e la rivista.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questi due anni di mandato sono davvero volati via. La mia vocazione al servizio al gruppo è nata in un momento di difficoltà per il ricambio generazionale mancato e l’assenza di successori alla presidenza. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Già quasi alla laurea, decisi di dedicarmi al gruppo, pur non sapendo per quanto tempo avrei potuto proseguire nel mio impegno, a causa del previsto ingresso nel mondo del lavoro. Ma si sa, l’uomo propone e Dio dispone. Il mandato biennale sono arrivato a concluderlo e ancora il traguardo di un lavoro stabile e sicuro, stanti le perduranti difficoltà causate dalla pandemia, sembra alquanto lontano.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-10373 alignright" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/06/CL-LbtWWEAA9tR8-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/06/CL-LbtWWEAA9tR8-300x225.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/06/CL-LbtWWEAA9tR8-667x500.jpg 667w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/06/CL-LbtWWEAA9tR8-768x576.jpg 768w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/06/CL-LbtWWEAA9tR8-640x480.jpg 640w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/06/CL-LbtWWEAA9tR8.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Giunto al termine del mio servizio in questo piccolo seme nel terreno della Chiesa e dell’Università fiorentine che è il gruppo F.U.C.I., è il momento della memoria grata.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nessuno di noi poteva immaginare cosa sarebbe accaduto. Ben quindici dei ventiquattro mesi della mia presidenza sono stati connotati dalla pandemia. Ho cercato di non abbattermi ma è stato importantissimo l’aiuto del nostro assistente ecclesiastico. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Senza la sua presenza, il suo aiuto e il suo impegno costante probabilmente nemmeno mi sarei candidato, figurarsi reggere le difficoltà che il covid ha causato. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">È nel dolce ricordo del mio gruppo storico con cui ho passato centinaia di ore liete e dei tanti amici fraterni con cui ho fatto un tratto di strada insieme, che due anni fa presi la decisione che a Firenze la F.U.C.I. non poteva e non doveva morire! </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ho solo provato a seminare qualcosa, e spero che presto verrà per altri il tempo della gioia e della mietitura. A me non resta altro che dire, con il Vangelo, «Sono un servo inutile» e, con San Paolo, «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la Fede» .</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Affido al Signore e ai fucini quel poco che sono riuscito a fare, perché porti frutti per la nostra Chiesa in Università.</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/giugno-2021/siamo-servi-inutili">Siamo servi inutili</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il ritorno di un vecchio amico: l’etico-politico in una prolusione di Vincenzo Paglia</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/maggio-2021/il-ritorno-di-un-vecchio-amico-letico-politico-in-una-prolusione-di-vincenzo-paglia-maggio-2021</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 23:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[maggio 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10253" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/download-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><strong>Il ritorno di un vecchio amico: l’etico-politico in una prolusione di Vincenzo Paglia</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Marco Tarallo · Il 29 aprile, nel corso dei lavori del congresso annuale della Federazione Universitaria dei Cattolici Italiani, si è tenuta la prolusione dell’arcivescovo Vincenzo Paglia sul tema congressuale dell’innovazione digitale. Questa riflessione si è svolta in maniera che chi scrive divide in due momenti. Il primo si è soffermato sul rapporto propriamente etico del rapporto tra umano e digitale. Inserita in un più lungo corso di svalutazione o riduzione dell’umano, che ha tra le sue tappe le svolte di Copernico, Darwin e Freud, il digitale pone le sfide di reti e processi di estensione vertiginosa, così come l’accesso a informazioni in nuovi ordini di grandezza, infine la difficoltà di distinguo tra virtuale e reale. Per esplicita espressione di Paglia, la sfida dunque è etica, e la fede religiosa deve trasformarvisi in cultura, cioè elaborazione di linguaggi contemporanei adeguati. La tecnologizzazione dell’uomo invece che l’umanizzazione del tecnologico è per Paglia un rischio reale, la riduzione cioè ad una dimensione, espressa oggi dai sistemi di algoritmi, modellizzante, matematica e che per ciò stesso depaupera della complessità del reale, percepibile invece solo nel pieno dispiegamento dell’umano. Ascoltato fin qui, chi scrive ha avuta l’impressione di ritrovarsi davanti a un vizio antico del cattolicesimo, cioè la lettura di problemi anche collettivi in chiave esclusivamente morale, nel senso più proprio della parola, cioè di riflessione sul rapporto tra individui e problemi in chiave spirituale e di conversione personale alla ricerca di una verità più autentica. Una lettura in qualche modo difensiva, che vedrebbe l’umano assediato da una forza spersonalizzante davanti alla quale la reazione è affidata alla coscienza. E’ stata una benedizione constatare invece la propria superficialità e impazienza. Paglia ha aperto il secondo momento della sua riflessione con la constatazione che non basti l’educazione all’utilizzo responsabile, perché il digitale è molto più che uno strumento, esso plasma il mondo e le coscienze. Il senso è proprio che alla riflessione etica, che mantiene la sua importanza fondamentale e che ha le sue sfide, va affiancato un altro ordine di sforzo. L’educazione alla conoscenza non tecnica e all’amore per il bene disinteressato della comunità, per Paglia, non può essere sufficiente. Esiste quindi &#8211; ecco la parola che connota il secondo momento </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«una questione politica, relativa al potere di legittimazione comunitaria dell’eros dell’intelligenza artificiale, che non va confuso con il potere di distribuzione dei suoi vantaggi individuali e astrattamente funzionali. In altre parole, non basta limitarsi all’educazione a un consumo individuale critico o all’educazione di chi pensa e progetta algoritmi, affidandoci a essa. Occorre invece occuparsi di corpi sociali che assicurino la rappresentanza della sensibilità etica della comunità che rappresentano, in ogni fase del processo […] Si tratta quindi di non affidare un ruolo dirigistico né al totalitarismo politico né al liberismo tecnocratico. Stiamo vedendo lo sviluppo di una nuova disciplina del pensiero degli algoritmi, l’algoretica. Rimane aperto il come raggiungere tale obiettivo».<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10255" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC00818-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC00818-225x300.jpg 225w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC00818.jpg 270w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In effetti, Paglia ha utilizzato «etica» in accezioni differenti, di qui un’ambiguità del discorso che va risolta. Da una parte, etica è nel suo senso più proprio la riflessione sull’individuo, in quanto portatore di bisogni, allo scopo di rispondere alle questioni sulla sua condotta e sulle relazioni tra di esso e il mondo. Poi questa accezione non basta più:</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«Non basta sul piano etico circoscrivere l’attenzione al controllo dei singoli dispositivi, una visione ristretta e parziale ci porterebbe a un richiamo astratto e generico diritti e della dignità della persona».</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Etica diventa qualcosa di molto simile alla politica. Una riflessione sui bisogni della comunità alla ricerca di soluzioni, in direzione di un orizzonte, di un mondo mentale nuovi rispetto a quelli diffusi, da offrire al senso comune. Nell’auspicabile coloritura data da Paglia, in direzione dell’inclusione, del pluralismo, della difesa delle minoranze, della priorità ai deboli e ai poveri.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«Ma il mondo contemporaneo ci chiede uno scatto creativo, un’interpretazione che sia abbastanza precisa e dall’altra parte possa essere incisiva nella concretezza delle situazioni: cosa vogliamo concretamente potere? E tutto quello che vogliamo è possibile e dobbiamo farlo? Prima di tutto la libertà delle persone».</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Paglia ha evidenziato come la gestione attuale degli algoritmi, i dispositivi su cui si innesta il digitale così come lo conosciamo, salti il momento decisionale dell’individuo, e come il digitale stesso plasmi l’utente come degno e libero di farne uso. Siamo davanti a una forma sottile e evanescente di sofisticazione sociale, che assoggetta e determina chi la utilizza. La legittimazione ideologica proviene dalla proclamazione liberistica, Paglia dice neoliberale, della libertà di autodeterminazione. Paglia ha colto come questa pretesa, condivisibile nel principio, in realtà non tenga conto delle differenze sociali, etniche, di classe, cui il sistema digitale fa riferimento solo per la propria ottimizzazione. Ecco giungere Paglia, dalla riflessione “difensiva” dell’umano da cui era partito, e, da sola, in definitiva, da considerare perdente o quantomeno di retroguardia, a una vertiginosamente propositiva. Per l’arcivescovo, «è indispensabile garantire che sia il soggetto umano a mantenere il controllo sulla macchina, dando al processo la propria impronta di significato», senza delegare questo ruolo indiscriminatamente alla tecnologia e ai pochi che ne supervisionano la gestione. Questo obiettivo si trasforma operativamente in «vere e proprie forme di controllo e orientamento delle abitudini mentali e relazionali, e non solo di potenziamento delle funzioni collettive e operative» da parte delle comunità che al contempo ne sono utenti. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’esigenza di una formazione etica è giunta anche dagli stessi <i>Ingegneri senza frontiere</i>, con l’idea di creare anche nelle università percorsi culturali ampi, che permettano di comprendere le implicazioni degli artefatti tecnici nella sfera relazionale e politico-culturale. Accogliendo favorevolmente questa richiesta, Paglia ha ribadito come però non basti: difendendo la libertà individuale, di fatto va garantito lo spazio d’intervento perché i soggetti comunitari possano determinare essi stessi gli effetti collettivi di una automazione che sia autogestita dei prodotti, delle funzioni e dei servizi. In conclusione, se non si rimane nell’ambito concreto delle differenze che ci sono nella realtà tra gruppi, «si rischia di relegare la riflessione etica e politica a una pericolosa astrattezza».</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Paglia ha tratto, come esito del suo ragionamento, l’ammissione che la chiesa è ad ora assente da questa dimensione, perché la teologia non ha parole da usare non avendo ancora un linguaggio di riferimento. Nel suo sviluppo, non si potrà concedere di appiattirsi sul livello tecnico operativo e funzionale, che pure tende a prendere il sopravvento: bisognerà mantenere viva un’elaborazione antropologica e umanistica che faccia valere il richiamo alla dignità umana in quanto dignità trascendente. La riflessione teologica potrà contribuire a una riflessione sul limite e sulla passività, non solo come ostacoli da abbattere ma anche come elementi costitutivi della dimensione interpersonale. Su questi temi, ha concluso Paglia, sarà necessario un accordo internazionale comune, come sul nucleare e come sull’ambiente, altrimenti il rischio sarà una nuova forma di oppressione distorsiva dell’umano.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Poche considerazioni in merito. Paglia ha sottoposto un orizzonte pienamente politico, proponendo una vera e propria redistribuzione del potere digitale a favore delle comunità reali. A fronte di questo, risalta ancora di più la sproporzione tra l’uso del lessico legato all’etica e quello legato alla politica. Sicuramente questo è dovuto alla prospettiva dell’arcivescovo, di moralizzazione del politico nel tentativo di renderlo accogliente e inclusivo. La domanda è se altra concausa non sia l’esitazione a lanciarsi in un agone che inevitabilmente porta a uno schierarsi, a un farsi partito, e quindi a dover almeno in parte abbandonare quell’immagine <i>super partes</i> che la gerarchia ecclesiastica ha assunto in altri tempi storici, e che, per motivi psicologici e culturali, può far fatica ad abbandonare. In effetti siamo davanti a un ritorno di un vecchio amico: l’etico-politico, il metodo di riflessione per il quale i due universi della scelta individuale e della scelta collettiva non sono separati e pienamente autonomi. Nei totalitarismi ha generato lo stato etico, nel mondo liberale ha generato la democrazia, il fenomeno progressivo di immissione di grandi numeri nella gestione e nel dibattito pubblico. Le forme di gestione comunitaria disegnate da Paglia sono state, in Italia, tipiche di frange avanzate del pensiero democratico, riconducibili alle galassie del socialismo e del socialismo liberale. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Alla domanda posta sul tavolo da Paglia, di quali strade siano da adottarsi per il raggiungimento di obiettivi di questo tipo, chi scrive non può che riprendere le parole di Filippo Turati al Congresso di Livorno:</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«il vile riformismo, il marcio riformismo, per alcuni, il socialismo vero per altri, immortale, invincibile, inesorabile, che può essere minoranza oggi, maggioranza domani, ma che salva […] che non fa miracoli, che non si culla nelle illusioni delle cose precipitate, che crea oggi una cooperativa, domani fa un sindacato di resistenza, posdomani si occupa della cultura operaia, senza della quale non usciremo mai da questi dolorosi anfratti, che si impossessa dei Comuni, del Parlamento, di tutti gli organi, a poco a poco, giorno per giorno, che crea lentamente ma sicuramente la maturità delle cose e degli animi, crea lo Stato di domani e gli uomini capaci di manovrare il timone.»</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una domanda infine però vuole porla chi scrive: davanti alla realizzazione degli obiettivi luminosi proposti, della libertà dell’individuo, dell’autonomia del soggetto, della gestione comunitaria del potere, la Chiesa, che non è democratica, si fa detentrice della Verità e si propone di guidare pastoralmente il gregge, saprà rispettarne la storicità imprevedibile degli esiti?</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/maggio-2021/il-ritorno-di-un-vecchio-amico-letico-politico-in-una-prolusione-di-vincenzo-paglia-maggio-2021">Il ritorno di un vecchio amico: l’etico-politico in una prolusione di Vincenzo Paglia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>«E quindi uscimmo a riveder le stelle» L’uomo tra fede e scienza alla conquista dello spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 23:39:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p align="justify"><span style="color: #000000;"> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-9840" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«E quindi uscimmo a riveder le stelle»</span></span></strong></span><strong><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’uomo tra fede e scienza alla conquista dello spazio</span></span></span></strong></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Alessandro Caccavale · Come noto, Dante Alighieri decise di concludere il proprio viaggio attraverso l’Inferno con queste parole: «E quindi uscimmo a riveder le stelle». Questa celebre frase non è solamente una “conclusione ad effetto” per la prima parte della propria opera, ma è anche un messaggio di fede e speranza, per il futuro svolgimento del suo cammino spirituale, tanto quanto per il futuro dell’umanità. Nei tempi moderni noi siamo usi ad abbinare esclusivamente alla parola “spazio” le parole “scienza / tecnica”, trascurando il fatto che da millenni l’uomo guarda affascinato il manto stellato, trovando in esso un ponte che lo colleghi al Divino. Tuttavia, in tempi relativamente moderni, troviamo traccia di questo (per alcuni assurdo) accostamento di questi due mondi. Basta tornare indietro di 53 anni quando il 24 Dicembre 1968, al termine di un anno segnato da guerre nel mondo e dalla recrudescenza di disuguaglianze razziali e sociali in America, gli astronauti della missione <i>Apollo 8</i> (la prima missione a portare esseri umani nell’orbita di un corpo celeste diverso dalla Terra) Frank Borman, Jim Lovell (futuro comandante della miracolosa missione <i>Apollo 13</i>) e<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10103" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/04/buzzaldrin-1200x900-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/04/buzzaldrin-1200x900-1-300x225.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/04/buzzaldrin-1200x900-1-667x500.jpg 667w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/04/buzzaldrin-1200x900-1-768x576.jpg 768w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/04/buzzaldrin-1200x900-1-640x480.jpg 640w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/04/buzzaldrin-1200x900-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> William Anders, ormai in orbita lunare da più di un giorno, per congedarsi dalla diretta televisiva decisero di congedarsi dal collegamento leggendo a turno l’inizio della Genesi, ed infine augurando a tutto il pianeta un felice Vigilia di Natale. Naturalmente questo inconsueto gesto spontaneo da parte degli astronauti suscitò clamore ed attirò non poche critiche da parte dell’associazione <i>American Atheists</i>. Altro incontro storico tra la fede e lo spazio lo troviamo otto mesi più tardi, il 20 Luglio 1969: dopo l’esperienza acquisita con le precedenti missioni, il programma spaziale americano finalmente riesce nella epocale impresa di far sbarcare l’uomo sul nostro satellite. A tre ore dalla storica passeggiata spaziale, Buzz Aldrin decise di condividere un “generico” momento di riflessione e di ringraziamento per il riuscito atterraggio di <i>Eagle</i> per evitare di generare polemiche come avvenuto per l’<i>Apollo 8</i>. In realtà Aldrin (a microfono spento) lesse Giovanni 15,5 e successivamente fece memoria della cena del Signore secondo il rito riformato. Questi due eventi rappresentano il culmine del rapporto fede-scienza in relazione alla conquista dell’ultima frontiera, lo spazio: a testimonianza del cammino compiuto nella storia da questi due “mondi”.</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/aprile-2021/e-quindi-uscimmo-a-riveder-le-stelle-luomo-tra-fede-e-scienza-alla-conquista-dello-spazio-aprile-2021">«E quindi uscimmo a riveder le stelle» L’uomo tra fede e scienza alla conquista dello spazio</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Leggere i classici in D.A.D.</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/marzo-2021/leggere-i-classici-in-d-a-d-marzo-2021</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 00:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[marzo 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-9840" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" />Leggere i classici in D.A.D</strong>.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Rossana Russo · “Il tempo con il suo trascorrere insegna tutte le cose” (Eschilo, <i>Prometeo incatenato</i> 981)</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Durante questi tempi molto difficili, credo che non ci sia cosa più bella del poter continuare a portare avanti il proprio lavoro, seppur con un po’ di fatica in più e con modalità che mai ci saremmo aspettati di utilizzare: ad esempio, per quello che mi riguarda, ritrovarsi ad insegnare letteratura greca in <i>didattica a distanza</i>. Come in ogni disciplina umanistica, non vi è altro modo per capire a fondo un autore se non leggere direttamente ampi estratti delle sue opere e inoltre altri testi che possono rivelarci qualcosa in più del suo pensiero, dei suoi contatti con il resto del mondo, del contesto storico e sociale da lui vissuto. È imprescindibile poi che i ragazzi acquisiscano negli anni gli strumenti utili per orientarsi in un testo di qualsiasi tipo, che maturino un pensiero critico per approcciarsi facilmente ai vari argomenti, intervenendo il più possibile personalmente. Come rinunciare allora a leggere insieme Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Platone e tutti gli altri? Di certo non risulta affatto semplice, in tempi di D.A.D., provare a spezzare la noiosa routine della lezione in cui parla per lo più solo il docente (e neanche ben sicuro di essere sempre ascoltato): ad alcuni la linea va e viene, ad altri la tua voce o<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10011" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/03/prometeo-incatenato-300x291.jpg" alt="" width="300" height="291" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/03/prometeo-incatenato-300x291.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/03/prometeo-incatenato-516x500.jpg 516w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/03/prometeo-incatenato-37x37.jpg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/03/prometeo-incatenato.jpg 590w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> quella dei compagni arriva dopo, molti si distraggono, ed è un continuo interrompersi e riprendere. “Dove siamo rimasti, prof?”, “mi sentite, ragazzi?”, “spegnete i microfoni se non parlate!”. Per non parlare poi quando si tenta di leggere anche un dialogo a più voci: bisogna davvero avere fortuna, ché la linea dei prescelti lettori sia in quello stesso momento affidabile! Volendo cogliere un lato positivo di questa situazione che solo in parte (per il rientro in presenza al 50%) oggi viviamo, mi piace pensare che sia stato e sia un piccolo esercizio per ascoltare meglio l’altro&#8230;ancora con più attenzione rispetto a quando si trova davvero davanti a me. Se, normalmente, è importante saper lavorare in modo da attendere e rispettare i tempi degli altri, per una classe in D.A.D. diventa più difficile e allo stesso tempo essenziale per continuare a camminare insieme&#8230;nella speranza che questo schermo sia presto solo un lontano ricordo per tutti!</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/marzo-2021/leggere-i-classici-in-d-a-d-marzo-2021">Leggere i classici in D.A.D.</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un gennaio molto caldo</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/febbraio-2021/un-gennaio-molto-caldo-febbraio-2021</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 00:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[febbraio 2021]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-9840" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/download-2-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><strong>Un gennaio molto caldo</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Gaetano Mercuri · I fedeli napoletani credono fermamente che qualora la reliquia del sangue di San Gennaro non si dovesse sciogliere in una delle tre date annuali in cui il prodigio accade, ciò sarebbe foriero di sventura.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Lungi dal voler sostenere credenze che, sia detto sempre con il massimo rispetto, sembrano sconfinare nella superstizione, il mancato miracolo di metà dicembre sembra davvero abbia annunciato mesi «molto caldi». </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Difatti in meno di un mese è accaduto di tutto, a livello nazionale e internazionale. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’anno 2021 si è aperto con un fatto che definire storico è ben poco: il 6 gennaio una nutrita folla di facinorosi ha provato ad assaltare <i>Capitol Hill</i>, il palazzo del Congresso degli Stati Uniti d’America, palesemente incitata da un presidente uscente, asserragliato alla Casa Bianca e che sembrava pronto a tutto pur di non rimettere ordinatamente il mandato al successore democraticamente eletto. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Quella che è la sede della democrazia più longeva ed importante del mondo, non riceveva un oltraggio simile dall’incendio subito nel 1814 durante la guerra anglo- americana. Con la notevole differenza però che se lì si trattò di un attacco da parte del nemico straniero nell’adempimento di una ben pensata strategia militare, qui abbiamo visto un pessimo esempio del peggior folklore americano. Spettacolo di pessimo gusto che però ha causato cinque vittime e tredici feriti. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La cosa ha suscitato clamore, apprensione e disgusto in tutto il mondo. La popolarità di Donald Trump ne è risultata duramente messa alla prova. Il Senato americano ha avviato la procedura di impeachement che, stranamente, andrà avanti ben oltre il termine del mandato del 45° Presidente U.S.A., con il palese obiettivo di riuscire ad escluderlo da un’eventuale nuova corsa alla Casa Bianca nel 2024, grazie a una delle conseguenze più importanti dell’esito positivo dell’inchiesta sull’operato del già capo dell’amministrazione federale: l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Attualmente non sembra che i democratici abbiano i numeri per questo e che tutto si concluda quindi con un nulla di fatto. Ma comunque è chiaro che, qualora anche Trump fosse finito, i disvalori da lui incarnati nel trumpismo non avranno certo vita breve.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-9842" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/5686281_1601_assalto_al_parlamento_washington_trump-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/5686281_1601_assalto_al_parlamento_washington_trump-300x165.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/02/5686281_1601_assalto_al_parlamento_washington_trump.jpg 620w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nonostante tutto, la transizione è avvenuta comunque ordinatamente, il 20 gennaio, con il giuramento del nuovo presidente Joe Biden. Senza precedenti e scortese dal punto di vista istituzionale, l’assenza del suo predecessore; eloquente invece la presenza di tutti i predecessori, in primis del repubblicano G.W. Bush, che in più di un’occasione ha reso noto di trovarsi in totale disaccordo con il leader del suo partito.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Joe Biden è il primo presidente cattolico degli U.S.A. da sessant’anni, il secondo in assoluto nella storia dopo J.F. Kennedy. Ha giurato su una Bibbia cattolica appartenente alla sua famiglia da oltre centotrent’anni, dai tempi dei suoi avi irlandesi immigrati in America alla ricerca di una vita migliore. Ha giurato di fronte a un sacerdote della compagnia di Gesù. Sono stati citati dai vari interventi Sant’Agostino, Papa Francesco, il primo arcivescovo cattolico degli Stati Uniti Carroll. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non scontato tutto questo in una società e una politica come quelle americane, da sempre generalmente parecchio ostili nei confronti del cattolicesimo militante!</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Joe Biden suscita grandi speranze nel mondo ed insieme lacera la stessa comunità cattolica statunitense per alcune sue scelte. Ma vedremo presto le evoluzioni e i risultati del suo pensiero e della sua azione.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Intanto in casa nostra, la crisi di governo annunciata da uno dei partiti della maggioranza ha portato alle dimissioni del II governo Conte, sebbene questi abbia di fatto ottenuto la maggioranza relativa e la fiducia al Senato. Cosa gravissima in tempi come quelli che il nostro Paese sta vivendo. Tutto è ora affidato alla saggezza del nostro capo dello Stato, che, mentre esce questo articolo, ha già incaricato di un mandato esplorativo il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Vedremo anche qui le evoluzioni, ma per intanto è possibile notare qualcosa di finora inaudito: l’assenza dell’Italia al <i>World Economic Forum</i> di Davos, nell’anno in cui il nostro paese per la prima volta presiede il G20!</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Conte non poteva certo presentarsi in Svizzera da dimissionario, avendo comunque ben altro per la testa in questo momento. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma tutto ciò fa capire quanto ormai contiamo poco nello scenario internazionale, proprio nel momento in cui maggiormente avremmo gli strumenti per farlo e, soprattutto, quanto gli affari esteri contino poco per la nostra provinciale politica «politicante».</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/febbraio-2021/un-gennaio-molto-caldo-febbraio-2021">Un gennaio molto caldo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>2021. Un anno di promesse per un governo e un Paese appesi ad un filo</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/gennaio-2020/2021-un-anno-di-promesse-per-un-governo-e-un-paese-appesi-ad-un-filo-gennaio-2021</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 22:33:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2021]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio 2020]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="grve-section" data-section-title="" data-section-type="fullwidth-background" data-image-type="none" data-full-height="no"><div class="grve-row grve-bookmark"><div class="wpb_column grve-column grve-bookmark grve-column-1"><div class="grve-element grve-text"><p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-9681" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/download-1.jpeg" alt="" width="224" height="224" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/download-1.jpeg 224w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/download-1-150x150.jpeg 150w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/download-1-37x37.jpeg 37w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/download-1-128x128.jpeg 128w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/download-1-184x184.jpeg 184w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /><strong>2021. Un anno di promesse per un governo e un Paese appesi ad un filo</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Gaetano Mercuri. · Giorno trenta dicembre, giusto in tempo per evitare il ricorso all’esercizio provvisorio di bilancio, è stata approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica la legge finanziaria per il 2021 da quaranta miliardi. Sebbene l’esercizio provvisorio non sia poi tutto quel guaio che molti paventano, perché previsto direttamente dalla Costituzione e perché nella storia repubblicana si è già fatto ricorso ad esso già per ben trentatré volte, è sempre comunque una grossa pietra d’inciampo sul cammino sempre accidentato dei deboli governi che connotano il nostro sistema politico- istituzionale.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non si fa mai certo una gran bella figura istituzionale se una “manovra” finanziaria di tali proporzioni (o meglio, una manovra finanziaria di qualsiasi entità) giunga in un ramo del parlamento senza lasciare a questi la minima possibilità anche solo temporale di poterne analizzare e approfondire i contenuti, dopo le modifiche apportate dall’altra Camera. Si tratta in ogni caso sia d’un pessimo esempio di rapporti tra Istituzioni sia, soprattutto, delle grandi difficoltà in cui si dimenano l’esecutivo e la maggioranza parlamentare che lo sostiene.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nella conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio Conte non ha fatto certo mistero di tali difficoltà e non ha esitato a rispondere puntualmente alle domande in proposito postegli dai giornalisti presenti. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle ultime settimane non si è fatto altro che parlare di caduta o quantomeno rimpasto di governo, di uscita dalla maggioranza e di sfiducia di una forza politica in disaccordo su quello che sembra essere il piano del governo (ad oggi, al dire il vero, alquanto fumoso se non oscuro) per la gestione dell’enorme mole di fondi europei che ci giungeranno entro fine 2021 grazie ai c.d. <i>recovery plan</i> e<i> Next generation EU</i>.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sicuramente i dissidi interni alla maggioranza pongono dei seri, necessari interrogativi all’esecutivo, la cui gestione dell’emergenza pandemica è stata, ormai è chiaro a oltre dieci mesi dal suo inizio, se non insufficiente, quantomeno non lungimirante ed inefficace.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-9722" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/parlamento-italiano-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/parlamento-italiano-300x172.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/parlamento-italiano-640x367.jpg 640w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/parlamento-italiano-136x77.jpg 136w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2021/01/parlamento-italiano.jpg 660w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia rimane greve il dubbio che la crisi di governo, in un momento come questo, sia la panacea di tutti i mali e non quell’irrichiesto, non necessario, pesante veneficio in grado solo di porre fine alle immani sofferenze del cavallo Italia, ma creando le condizioni per infierire sul cadavere. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le prossime settimane saranno in grado, forse, di darci qualche chiarimento in merito.</span></span></span></p>
</div></div> </div><div class="grve-background-wrapper"></div></div><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/gennaio-2020/2021-un-anno-di-promesse-per-un-governo-e-un-paese-appesi-ad-un-filo-gennaio-2021">2021. Un anno di promesse per un governo e un Paese appesi ad un filo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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