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coscienza universitaria (13)

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Leggere i classici in D.A.D.

di Rossana Russo · “Il tempo con il suo trascorrere insegna tutte le cose” (Eschilo, Prometeo incatenato 981)

Durante questi tempi molto difficili, credo che non ci sia cosa più bella del poter continuare a portare avanti il proprio lavoro, seppur con un po’ di fatica in più e con modalità che mai ci saremmo aspettati di utilizzare: ad esempio, per quello che mi riguarda, ritrovarsi ad insegnare letteratura greca in didattica a distanza. Come in ogni disciplina umanistica, non vi è altro modo per capire a fondo un autore se non leggere direttamente ampi estratti delle sue opere e inoltre altri testi che possono rivelarci qualcosa in più del suo pensiero, dei suoi contatti con il resto del mondo, del contesto storico e sociale da lui vissuto. È imprescindibile poi che i ragazzi acquisiscano negli anni gli strumenti utili per orientarsi in un testo di qualsiasi tipo, che maturino un pensiero critico per approcciarsi facilmente ai vari argomenti, intervenendo il più possibile personalmente. Come rinunciare allora a leggere insieme Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Platone e tutti gli altri? Di certo non risulta affatto semplice, in tempi di D.A.D., provare a spezzare la noiosa routine della lezione in cui parla per lo più solo il docente (e neanche ben sicuro di essere sempre ascoltato): ad alcuni la linea va e viene, ad altri la tua voce o quella dei compagni arriva dopo, molti si distraggono, ed è un continuo interrompersi e riprendere. “Dove siamo rimasti, prof?”, “mi sentite, ragazzi?”, “spegnete i microfoni se non parlate!”. Per non parlare poi quando si tenta di leggere anche un dialogo a più voci: bisogna davvero avere fortuna, ché la linea dei prescelti lettori sia in quello stesso momento affidabile! Volendo cogliere un lato positivo di questa situazione che solo in parte (per il rientro in presenza al 50%) oggi viviamo, mi piace pensare che sia stato e sia un piccolo esercizio per ascoltare meglio l’altro…ancora con più attenzione rispetto a quando si trova davvero davanti a me. Se, normalmente, è importante saper lavorare in modo da attendere e rispettare i tempi degli altri, per una classe in D.A.D. diventa più difficile e allo stesso tempo essenziale per continuare a camminare insieme…nella speranza che questo schermo sia presto solo un lontano ricordo per tutti!