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coscienza universitaria (16)

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Siamo servi inutili

di Gaetano Mercuri · « Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». Lc 17,10.

Con l’assemblea elettiva che si è tenuta la sera del 26 maggio festa di San Filippo Neri, patrono dei giovani e della gioia, ho terminato il mio servizio biennale come presidente diocesano della F.U.C.I. di Firenze.

Approfitto del numero di giugno della nostra rubrica fucina «Coscienza universitaria» su Il Mantello della Giustizia, per porgere il mio personale saluto ai lettori.

L’impegno del gruppo con la rivista continua, il mio percorso nel gruppo diocesano degli universitari cattolici italiani volge però al termine. Toccherà ora al mio successore, una volta che egli sia nominato dal nostro cardinale arcivescovo, proseguire il bel rapporto che si è creato in quest’anno di collaborazione tra la F.U.C.I. fiorentina e la rivista.

Questi due anni di mandato sono davvero volati via. La mia vocazione al servizio al gruppo è nata in un momento di difficoltà per il ricambio generazionale mancato e l’assenza di successori alla presidenza.

Già quasi alla laurea, decisi di dedicarmi al gruppo, pur non sapendo per quanto tempo avrei potuto proseguire nel mio impegno, a causa del previsto ingresso nel mondo del lavoro. Ma si sa, l’uomo propone e Dio dispone. Il mandato biennale sono arrivato a concluderlo e ancora il traguardo di un lavoro stabile e sicuro, stanti le perduranti difficoltà causate dalla pandemia, sembra alquanto lontano.

Giunto al termine del mio servizio in questo piccolo seme nel terreno della Chiesa e dell’Università fiorentine che è il gruppo F.U.C.I., è il momento della memoria grata.

Nessuno di noi poteva immaginare cosa sarebbe accaduto. Ben quindici dei ventiquattro mesi della mia presidenza sono stati connotati dalla pandemia. Ho cercato di non abbattermi ma è stato importantissimo l’aiuto del nostro assistente ecclesiastico.

Senza la sua presenza, il suo aiuto e il suo impegno costante probabilmente nemmeno mi sarei candidato, figurarsi reggere le difficoltà che il covid ha causato.

È nel dolce ricordo del mio gruppo storico con cui ho passato centinaia di ore liete e dei tanti amici fraterni con cui ho fatto un tratto di strada insieme, che due anni fa presi la decisione che a Firenze la F.U.C.I. non poteva e non doveva morire!

Ho solo provato a seminare qualcosa, e spero che presto verrà per altri il tempo della gioia e della mietitura. A me non resta altro che dire, con il Vangelo, «Sono un servo inutile» e, con San Paolo, «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la Fede» .

Affido al Signore e ai fucini quel poco che sono riuscito a fare, perché porti frutti per la nostra Chiesa in Università.