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coscienza universitaria (19)

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La ripartenza dell’Università. Il ritorno alla normalità è una grande e pia illusione?

di Alessandro Caccavale · Nel contesto universitario i mesi di settembre e ottobre sono da sempre caratterizzati dall’apertura del nuovo anno accademico. Anche quest’anno a causa della Pandemia Sars-Covid 19 viviamo un inizio ben lontano dai passati momenti a cui eravamo abituati. Fra indicazioni discordanti e innovazioni utilissime, questo Anno Accademico 2021/2022 è iniziato anche nella nostra Università, e finalmente, si inizia a respirare quello che per quasi due anni è stato un tabù: il riaffollarsi delle sedi universitarie.

L’ingresso nelle suddette sedi è già oggi possibile solo per chi detiene la “Certificazione Verde”; ma, nonostante ciò, come nei teatri, cinema e stadi, la capienza è ancora ridotta. Per garantire una eguale opportunità di seguire le lezioni, è stata rinnovata la possibilità di farlo da remoto ed in seguito di poterle rivedere attraverso le registrazioni. Una modalità, questa, che permette a tutti gli studenti di mantenersi in pari con i corsi, ma che non potrà mai sostituire l’esperienza di frequentare “dal vivo” le lezioni. Dunque, con l’adozione degli strumenti come il Green Pass ed una campagna vaccinale in stadio avanzato, per quale motivo non siamo ancora tornati alla capienza piena e alla normalità?

La risposta a questa domanda è ardua da trovare. Di primo istinto si potrebbe rispondere: “Perché da remoto si possono espletare quasi tutti i compiti richiesti” oppure “Perché vi è ancora una situazione di emergenza pandemica e dunque è presto per delineare scenari futuri”. Da Roma sembrano arrivare segnali positivi inerenti all’estensione della capienza nelle aule e negli spazi universitari; ciò favorirebbe un graduale ritorno alla “normale vita” universitaria, che è fatta sì da lezioni, ma soprattutto da momenti conviviali fra compagni e compagne di corso. Perché è proprio da questi momenti che l’universitario arricchisce il proprio bagaglio di esperienze. Una delle poche cose che uno studente universitario non abbandona in questo momento storico è la speranza di tornare a vivere la “vita universitaria” dal vivo, nella pienezza delle relazioni umane e della condivisione del sapere.