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Dicembre 2020

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Andrea Drigani svolge alcune considerazioni sul senso consuetudinario, non abitudinario, del dovere di partecipare alla Messa festiva nell’ambito di un’autentica appartenenza alla Chiesa. Giovanni Campanella recensisce il libro di Enzo Fortunato che descrive la storia e la simbologia della tunica di Gesù e della tonaca di Francesco per scoprire similitudine e differenze tra il vestito del Maestro e quello del suo discepolo di Assisi. Leonardo Salutati ragguaglia sull’indagine svolta dall’agenzia britannica TJN sugli effetti nocivi dell’evasione fiscale nel mondo calcolata in 427 miliardi di dollari, come pure sull’inascoltata Dottrina sociale della Chiesa su tale argomento. Carlo Parenti presenta, anche in base a incontri personali, la figura del sacerdote Corso Guicciardini Corsi Salviati, recentemente scomparso, successore del Venerabile Don Giulio Facibeni alla guida dell’Opera Madonnina del Grappa. Giovanni Pallanti commenta l’elezione di Joe Biden a Presidente USA, secondo cattolico dopo John Fitzgerald Kennedy a ricoprire questa carica, parzialmente contrastata da una parte del mondo cattolico d’origine sudamericana. Dario Chiapetti riferisce sulla lezione del Patriarca Bartolomeo alla Pontificia Università Antonianium, nella quale, fra l’altro rileva che l’interesse della Chiesa per le «cose umane» non è «socialità orizzontale», bensì un’importante manifestazione della sua natura eucaristica, comunitaria ed escatologica. Gianni Cioli esorta a conoscere le omelie del prete fiorentino Don Averardo Dini, pubblicate dalla casa editrice Queriniana, dalle quali si evince che le letture della domenica risuoneranno nel cuore del popolo se in primo luogo hanno risuonato nel cuore del pastore. Stefano Tarocchi invita alla lettura dello studio di Romano Penna sul Nuovo Testamento dal quale emerge una convergenza paritaria dei cristiani per una nuova realtà comunitaria con l’istituzione di ministeri specifici. Mario Alexis Portella rileva che sotto l’amministrazione Trump vi erano stati rapporti assai equivoci con l’Arabia Saudita e la Turchia, a scapito della tutela dei diritti umani, da qui un diverso impegno politico-diplomatico degli USA, annunciato dal presidente Biden, perché la democrazia sia più sicura nel mondo. Francesco Romano riguardo alla riformulazione del can. 579, decretata da Papa Francesco, nel ribadire che la vita consacrata è di pertinenza della Chiesa universale, precisa che il discernimento di un carisma da parte del Vescovo diocesano si perfeziona e diventa espressione della comunione ecclesiale con la licenza della Sede Apostolica. Alessandro Clemenzia annota sulle relazioni tra «universale» e «locale» secondo l’Enciclica «Fratelli tutti», constatando un metodo dialettico, non in senso hegeliano, bensì sinfonico e armonico per comporre opposizioni che non sono contrastanti. Stefano Liccioli circa l’evento online «Economy of Francesco» che ha visto duemila iscritti da 120 Paesi registra che si tratta dell’inizio di un processo per i giovani e con i giovani, per rendere le nuove generazioni già protagoniste di quel cambiamento che vogliamo ci sia domani. Antonio Lovascio auspica che con la sconfitta di Trump, anche in Europa vengano ridimensionati sia il «populismo», che sovverte il vero senso di popolo, come pure i sovranismi (o per meglio dire i nazionalismi) che non favoriscono lo sviluppo armonico e ordinato della comunità politica. Francesco Vermigli illustra la figura e l’opera di San Pietro Canisio (1521-1597), la cui ricorrenza liturgica cade nel mese di dicembre, un grande catechista, combattivo e persuasivo, convinto che all’uomo è concesso di diventare dimora dello Spirito Santo e di essere da Dio reso nuova creatura. Carlo Nardi propone, muovendo da uno scritto di Ernst Bloch (1885-1977), alcune riflessioni sulla speranza e sull’utopia, momenti ineliminabili nell’itinerario dell’ essere umano di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Nella rubrica «Coscienza universitaria» si rinnovano le preoccupazioni per la vita accademica che rischia una vera e propria desertificazione.