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La difficile situazione dell’area mediterranea

di Giovanni Pallanti · Il 23 febbraio 2022 si terrà a Firenze il convegno dei sindaci e dei vescovi dell’area mediterranea. Saranno due assemblee distinte, ma parallele. Dopo la riunione in comune tra sindaci e vescovi, ci sarà la Messa e l’incontro con Papa Francesco. In altre parole questa iniziativa si pone sulle tracce dei Colloqui Mediterranei per la pace promossi da Giorgio La Pira quando era sindaco di Firenze. Sarà possibile che questo incontro tra sindaci e vescovi porti qualche frutto positivo nell’area mediterranea? Difficile. Quasi impossibile. I paesi dell’Unione Europea hanno una diffidenza storica con i problemi dell’area geopolitica in questione. La Francia è concorrente dell’Italia nello sfruttamento dei giacimenti del gas e petrolio in Tunisia e in Libia. La Spagna pensa quasi esclusivamente al Marocco. L’Italia ha perso il controllo geopolitico della Libia e ha forti problemi di relazione politica con l’Egitto. Rimane l’Algeria, più stabile degli altri regimi del Nord Africa, ma dove i cristiani sono pochissimi, nonostante ci siano quattro diocesi cattoliche. Grecia e Turchia sono divise dalla questione di Cipro e dalla grande immigrazione proveniente dell’Asia e dall’Africa. Libano e Israele sono impossibilitati a svolgere qualsiasi ruolo politico. I sindaci dell’area mediterranea sono pressochè impotenti: in Italia i sindaci non hanno nessuno che li può rappresentare sul piano internazionale. Sono, in questo periodo storico, solo amministratori di città. In Francia e in Spagna sono altrettanto deboli; per non parlare dei sindaci della costa adriatica orientale che sono storicamente inesistenti. In Francia nel mese di aprile ci saranno anche le elezioni presidenziali. I vescovi cosa potranno dire di più di quando dice da anni Papa Francesco? Giorgio La Pira mi diceva che per fare una seria politica estera ci vuole una potenza dietro le spalle di chi la disegna. Lui mi disse che senza Enrico Mattei avrebbe fatto poco per una politica di pace e per l’indipendenza dei paesi mediterranei. Ora uomini forti come il presidente dell’ENI non ci sono più. Forse l’appuntamento di febbraio tra vescovi e sindaci è un primo passo verso una meta, ad oggi, molto lontana. Speriamo, invece, che si avvicini la beatificazione di Giorgio La Pira.