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Maggio 2016

image_pdfimage_print

imagesAndrea Drigani nel far memoria di San Celestino V, passando per l’enigma dantesco del «gran rifiuto», svolge alcune considerazioni sulla rinuncia agli uffici ecclesiastici, compreso quello del Romano Pontefice. Dario Chiapetti recensisce un libro del cardinale Walter Kasper che intende contribuire ad una migliore comprensione del senso teologico della liturgia, distinguendo, tra l’altro, i simboli «primari» dai «secondari». Francesco Romano commentando un invito di Gesù, ricorda che la giustizia umana è perfezionata dalla giustizia evangelica nella promozione del prossimo riconosciuto come fratello. Giovanni Campanella presenta un volume del giornalista Federico Rampini sulla recenti vicissitudini del mondo bancario, ed annota circa la necessità di saper dirigere il sistema finanziario e di non farsi dirigere da questo. Alessandro Clemenzia dall’Esortazione Apostolica «Amoris laetitia» propone alcuni parallelismi tra il Mistero trinitario e la famiglia in particolare circa la fecondità, la donazione e l’essere-uno, l’inabitazione e la missione. Gianni Cioli riflette sulla teologia della storia, partendo dall’edizione, a cura di Andrea Riccardi e Augusto D’Angelo, di una raccolta di missive inviate da Giorgio La Pira a Paolo VI. Giovanni Pallanti pubblica l’introduzione al suo recente libro che ripercorre la storia dell’«Ultima», la rivista ispirata dall’ultimo Giovanni Papini. Stefano Liccioli partendo dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, osserva che comunicare vuol dire uscire da se stessi per incontrare gli altri, creando ponti per dialogare ed arricchirsi reciprocamente. Carlo Nardi trae spunto da un verso di Alessandro Manzoni sull’universalità della Pentecoste per rammentare che il Vangelo, va predicato, inteso e a sua volta detto, perché sia pienamente compreso, in ciascuna lingua. Francesco Vermigli affronta la questione del rapporto la teologia e il diritto canonico, tenendo conto di due libri che vedono tale argomento con angolature diverse, ma in qualche modo complementari. Leonardo Salutati prende l’occasione dal 125° anniversario della «Rerum novarum» di Leone XIII, per riaffermare, anche alla luce dell’esperienza, il ruolo positivo, in termini di sussidiarietà, dell’intervento dello Stato nell’ambito economico. Antonio Lovascio dinanzi alla grave situazione di illegalità e di corruttela, che sembra in crescita progressiva, indica alla scuola-istituzione un grande compito etico: insegnare l’onestà. Francesco Vita propone la lettura di un volume curato da Ermes Ronchi per continuare a rimanere nello spirito della Pasqua anche dopo la festa. Stefano Tarocchi compie una disamina sulla parola «mondo» nel Vangelo di Giovanni, osservando come Dio abbia amato questa realtà che però lo ha rifiutato, lasciando aperta la strada a quanti non lo hanno rifiutato, bensì accolto.