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novembre 2020

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Andrea Drigani in margine ad un’inchiesta dell’autorità giudiziaria vaticana richiama l’attenzione sull’Obolo di San Pietro e sui suoi usi (purtroppo deturpati dagli abusi) concernenti il servizio alla Chiesa universale in comunione col Vescovo di Roma. Giovanni Campanella recensisce il volume del vescovo Nunzio Galantino, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, avente come filo conduttore l’incontro tra diversi, che fa sprigionare una potenza per la quale sono gli stessi confini ad essere il centro della società. Francesco Vermigli in occasione dell’uscita della terza edizione italiana del Messale Romano svolge alcune considerazioni sul senso delle traduzioni, in particolare dei testi liturgici, rilevando che tradurre è trasmettere. Gianni Cioli annota sulla distanza tra le persone, causata dalla pandemia, che paradossalmente può far percepire la «giusta misura» nei rapporti umani, oltre l’individualismo e per ritrovare il bene comune. Dario Chiapetti commenta l’espressione «Fratelli tutti» contenuta all’inizio delle Ammonizione 6 di San Francesco d’Assisi, nella quale il Poverello ricorda ai suoi frati che la sequela del Signore ci spinge anche ad essere disposti a morire, non per odio o irresponsabilità, ma per amore di Dio e degli altri. Antonio Lovascio mostra i dati impressionanti di un’indagine dell’Istituto Eurispes sull’antisemitismo che richiedono la necessità della memoria, come la testimonianza di Liliana Segre, per garantire il futuro. Stefano Tarocchi nel 16° centenario della morte di San Girolamo, oggetto della Lettera Apostolica «Sacrae Scripturae Afflatus», ne ripresenta la sua duplice missione, che potrebbe essere quella di ogni biblista, la consacrazione a Dio e l’impegno di uno studio assiduo per comprendere il mistero del Signore. Giovanni Pallanti prende spunto dall’eccidio di Nizza ad opera di un islamista, per constatare sia i collegamenti internazionali di questi atti terroristici sia le criticità nella politica di accoglienza. Leonardo Salutati riferisce di una sanzione comminata ad una banca americana dall’agenzia statunitense di controllo per una grave manipolazione dei mercati, da qui la necessità di una regolamentazione dell’attività finanziaria, secondo quanto afferma anche l’Enciclica «Fratelli tutti». Carlo Nardi da una visita all’Eremo di San Pietro alle Stinche trae l’occasione per rammentare il teologo servita Giovanni Vannucci (1913-1984) ed altre persone decedute, registrando che le reminiscenze, nella comunione dei santi, favoriscono il culto dei defunti. Francesco Romano muovendo da un antico aforisma analizza il voto di povertà radicale di alcuni istituti di vita consacrata, in special modo sulla rinuncia dei beni e sul testamento. Carlo Parenti illustra il rapporto della Caritas Italiana sulla povertà, che si è aggravata dopo il covid-19, facendo emergere le pregresse e gravi difficoltà di natura economica e sociale, da qui la necessità improcrastinabile di una rinnovata solidarietà. Stefano Liccioli del quindicenne Beato Carlo Acutis evidenzia l’intuizione che internet è un mondo in cui non può mancare l’annuncio evangelico e propone l’esperienza del giovane sacerdote don Alberto Ravagnani la cui pagina Youtube ha oltre centomila iscritti. Mario Alexis Portella espone le vicende del conflitto tra l’Armenia cristiana e l’Azerbaigian islamica nella regione del Nagorno-Karabakh che non accenna a diminuire, nonostante gli inviti alla tregua, anche a motivo della strana alleanza tra Turchia e Israele. Alessandro Clemenzia introduce alla lettura del discorso di Papa Francesco ai docenti e studenti del «Marianum» che recupera l’apporto peculiare di Maria nella storia della salvezza, consistente nell’aver portato Dio al mondo, e invita la Chiesa a imitarne lo stile e l’impegno. Nella rubrica «Coscienza universitaria» si affronta il tema della relazione docente-studente che, a prescindere da una situazione emergenziale, è opportuno che sia in presenza.