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ottobre 2017

image_pdfimage_print

1430117769-sanfrancescoAndrea Drigani con il ricordo di un dibattito all’Assemblea Costituente italiana nel 1947 riflette sull’uso del nome di Dio nei testi legislativi statali. Gianni Cioli presenta le vite parallele di due cardinali moralisti: Dionigi Tettamanzi e Carlo Caffarra, morti a un mese di distanza l’uno dall’altro. Giovanni Campanella ripropone, con il libro di Salvatore Muscolino, il rapporto tra il liberalismo (nelle sue variegate espressioni) e il pensiero sociale cristiano. Dario Chiapetti recensisce una recente pubblicazione che contiene il dibattito tra i filosofi Gustavo Bontadini ed Emanuele Severino sulla questione dell’essere e dell’apparire. Antonio Lovascio affronta la questione dei flussi migratori in Italia che secondo le affermazioni di Francesco e della CEI deve essere all’insegna di una accoglienza coraggiosa e prudente. Carlo Parenti ripercorre il viaggio del cardinale Pietro Parolin in Russia che fa venire in mente la lungimiranza di Giorgio La Pira che nel 1959 si recò a Mosca. Francesco Vermigli muovendo da una disposizione normativa di Papa Francesco rileva che la traduzione dei libri liturgici dal latino alle lingue nazionali deve essere sempre in profonda sintonia con la teologia ed il Magistero Ecclesiastico. Elia Carrai annota sulla scarsa volontà dell’uomo contemporaneo di porsi dei grandi interrogativi, che vanno invece favoriti, da qui l’azione della Chiesa di fornire delle risposte adeguate. Mario Alexis Portella illustra la figura del 7° Presidente Usa, Andrew Jackson (1767-1845) che come cristiano lottò per un sistema politico che ha preso il none di «Democrazia Jacksoniana». Leonardo Salutati in margine ad un incontro alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, in occasione della Giornata mondiale per il creato, rammenta che l’uomo non è il padrone della terra, bensì l’ospite sulla terra che appartiene a Dio. Giovanni Pallanti indica una risposta alle difficoltà odierne dei parroci in un romanzo di Jean Mercier e in volumetto dell’arcivescovo Mario Delpini. Francesco Romano nel 60° anniversario dell’inizio della storia dell’Unione Europea osserva che, nonostante le difficoltà ed i travagli, il cammino dell’integrazione europea, così come la pensarono i padri fondatori, non ha alternative. Alessandro Clemenzia prende spunto dal discorso di Papa Francesco ai vescovi colombiani per alcune considerazioni sulla «sacramentalità», in riferimento ai ministri sacri che sono chiamati ad essere sacramento vivente di quella libertà che non ha paura di uscire da se stessa. Carlo Nardi interpreta lo strano graffito di Alessameno, databile tra il terzo e il quarto secolo, come il modo con cui i cristiani apprezzavano quello che il mondo pagano, invece, disprezzava. Stefano Liccioli riguardo agli articoli ed ai libri che trattano di fatti delittuosi che vedono coinvolta, in qualche modo, la Chiesa, richiama l’esigenza di evitare una lettura ideologica, per coniugare libertà e verità.