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	<title>don Dario Chiapetti 2017 - Il Mantello della Giustizia</title>
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	<description>Rivista per l&#039;approfondimento culturale cristiano</description>
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		<title>San Porfirio di Kafsokalyvia, ovvero, il luogo della lotta spirituale dei sofferenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 07:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • Un tema molto caro alla tradizione cristiana e, in special modo, ortodossa, è quello della lotta spirituale. «Ci portiamo dentro un’eredità secolare, tutto il bene vissuto dai profeti, dai santi, dai martiri, dagli apostoli e soprattutto dal nostro Signore Gesù Cristo; ma anche il male che esiste nel mondo da Adamo [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-dicembre-2017/san-porfirio-di-kafsokalyvia-ovvero-il-luogo-della-lotta-spirituale-dei-sofferenti">San Porfirio di Kafsokalyvia, ovvero, il luogo della lotta spirituale dei sofferenti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/12/Όσιος_Πορφύριος_ο_Καυσοκαλυβίτης.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-5281" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/12/Όσιος_Πορφύριος_ο_Καυσοκαλυβίτης.jpg" alt="Όσιος_Πορφύριος_ο_Καυσοκαλυβίτης" width="220" height="266" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/12/Όσιος_Πορφύριος_ο_Καυσοκαλυβίτης.jpg 220w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/12/Όσιος_Πορφύριος_ο_Καυσοκαλυβίτης-140x170.jpg 140w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">•</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Un tema molto caro alla tradizione cristiana e, in special modo, ortodossa, è quello della lotta spirituale. «Ci portiamo dentro un’eredità secolare, tutto il bene vissuto dai profeti, dai santi, dai martiri, dagli apostoli e soprattutto dal nostro Signore Gesù Cristo; ma anche il male che esiste nel mondo da Adamo fino ad oggi. Tutte queste cose sono dentro di noi, gli istinti e tutto il resto, ed esigono soddisfazione. Se non gli diamo soddisfazione, un giorno si vendicheranno». Così si esprimeva san Porfirio di Kafsokalyvia (1906-1991), al secolo Evangelos Bairaktaris, che il 27 novembre 2016 il Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli ha incluso formalmente nella lista dei santi e la cui memoria liturgica ha fissato il 2 dicembre, giorno della sua beata fine.</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">La chiesa ortodossa di Costantinopoli guarda con interesse e devozione a tale figura, i cui scritti sono stati recentemente pubblicati in </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Vita e detti di san Porfirio. “Perché tutti siano uno”</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> (Lipa, Roma 2017, 258 pp.). Evidenziando proprio lo specifico aspetto della lotta spirituale si è espresso il patriarca ecumenico Bartolomeo I in un messaggio posto in apertura del volume: «san Porfirio ha percorso con forza e pazienza la strada in salita, ma gioiosa, della vita monastica e ha sostenuto il combattimento spirituale per la salvezza in Cristo non solo di se stesso, ma anche della moltitudine dei piccoli fratelli del Signore che accorrevano a lui». </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">La lotta spirituale consiste essenzialmente, per il monaco illetterato, nel volgersi all’amore di Cristo che rende umili, ed è mirabile constatare come tutto il suo insegnamento &#8211; imparò l’obbedienza da ciò che sofferse (cfr. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Eb</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> 5,8)</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">&#8211; scaturisca dalla sorgente che sono gli avvenimenti della sua vita. Fin da piccolo sentì la vocazione alla vita monastica, soprattuto dopo la lettura di san Giovanni Calibita. Partì all’avventura per il monte Athos, in viaggio verso Salonicco incontrò il suo Anziano che lo prese con sé alla skiti di Kafsokalyvia e lo introdusse nella vita monastica che lo folgorò d’amore per Dio. Scrive di lui Basilio, archimandrita del monastero di Ivíron, nell’«Introduzione»: «è sazio di vita e di gioia. Non ha bisogno della visibilità umana e della gloria [&#8230;] non ammira i potenti del mondo. Si commuove dei monaci sconosciuti, semplici e disprezzati, privi di qualsiasi conforto umano, ma che si trovano tra le braccia di Dio. Rimane esterrefatto davanti al piccolo usignolo che si sgola la sera nel bosco senza che ci sia nessuno a sentirlo». A quattordici anni divenne monaco ricevendo il nome di Nikitas ma a diciannove anni si presentò la prima grande prova: si ammalò gravemente e perciò dovette abbandonare la Santa Montagna di cui era così tanto innamorato. Fu inviato al monastero di San Caralampo a Lefkon, nell’isola di Eubea. Nel 1926 divenne prete, padre spirituale, archimandrita e poi parroco in un villaggio in Eubea a Tsakei. Tornato nel monastero di Caralampo fu trasferito nel monastero (abbandonato) di San Nicola a Vathia. Riassaporata di nuovo la bellezza della vita monastica, anche se non nel suo amato monte Athos, i primi segnali della seconda guerra mondiale lo portarono, nel 1940 e per ben trentatré anni, a stabilirsi ad Atene come cappellano del Policlinico dove si spese interamente per accompagnare spiritualmente le persone ivi ricoverate e cercando di alleviarne il malessere. Nel 1955, continuando questo servizio si stabilì al monastero di San Nicola a Kallisia, impegnandosi nella sua ricostruzione. Nel 1979 si stabilì a Milesi per fondare un monastero femminile, opera ardua che lo portò a vivere nei primi tempi in un camper. Era molto malato. Volle tornare a morire alla Santa Montagna: così avvenne, spirando con le parole: “Perché siano una sola cosa” (</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Gv</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> 17,11). </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">È ricorrente nei suoi pensieri il richiamo all’evoluzione di san Paolo che dall’«io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (cfr. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Rom</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> 7,19) passa al «non sono più io che vivo ma Cristo vive in me» (cfr. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Gal</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> 2,20). Ciò è attribuito unicamente all’accoglienza da parte dell’uomo della grazia di Dio che permette, si innesta su, e rafforza lo stato d’umiliazione dell’uomo, il quale “trasforma” (non: “sostituisce”),</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> “</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">trasfigura</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">”, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="ru-RU">«“</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">transustanzia</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">”» </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">&#8211; concetto, quello della transustanziazione delle cose, ricorrente nei suoi discorsi &#8211; il male nel bene: «la rabbia, l’ira, la gelosia, l’invidia, l’indignazione, la condanna, l’ingratitudine, la melanconia, la depressione, tutto diventerà amore, gioia, desiderio, eros divino. Il paradiso!». </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">In tutti gli avvenimenti della sua vita Porfirio visse tale transustanziazione di tutto ciò che era e viveva. Il direttore spirituale dei malati era egli stesso molto malato: infarto del miocardio, insufficienza renale cronica, ulcera duodenale, cataratta operata, herpes zoster facciale, dermatite stafilococcica alla mano, ernia inguinale, bronchite cronica, adenoma ipofisario. «Ringrazio Dio che mi ha dato molte malattie [&#8230;] Ho dolore, soffro, ma è molto bella la mia malattia. La sento come amore di Cristo [&#8230;] non prego che Dio mi guarisca. Prego che mi renda buono». </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">L’amore a Cristo, l’assunzione del tutto in sé, fa sì che Egli «trasformi» questo tutto, rendendo il soggetto “luogo” di tale trasformazione cosmica. Allo stesso tempo, infatti, Porfirio prega per gli altri: «pregate per quelli che vi accusano. Dite: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me”, non: “abbi pietà di lui”, e verrà incluso nella preghiera anche colui che vi accusa. Qualcuno vi dice qualcosa di spiacevole? Dio lo sa. Aprite le vostre braccia a Dio dicendo: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me”, facendo dell’accusatore una cosa sola con voi stessi. E Dio, conoscendo cosa c’è che tormenta il vostro accusatore nel profondo e vedendo il vostro amore, si affretterà a venire in aiuto». </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Ecco due aspetti che dicono la grandezza del monaco che voleva fare l’eremita e che ha vissuto immerso tra i fratelli sofferenti. L’aver compiuto con loro, in loro e per loro, il combattimento spirituale, cioè, l’essersi fatto, di tale lotta, “luogo”, e di questa averne illuminato il significato: dare «soddisfazione» a tutto ciò che è nell’uomo, convogliarlo, cioè, «a un livello superiore, in Dio», in breve, guardare Cristo. </span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-dicembre-2017/san-porfirio-di-kafsokalyvia-ovvero-il-luogo-della-lotta-spirituale-dei-sofferenti">San Porfirio di Kafsokalyvia, ovvero, il luogo della lotta spirituale dei sofferenti</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il progresso della teologia dei martiri e i martiri per il progresso della teologia</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-novembre-2017/il-progresso-della-teologia-dei-martiri-e-i-martiri-per-il-progresso-della-teologia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 08:25:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[novembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • Papa Francesco ha ricordato ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione in occasione del venticinquesimo anniversario della Costituzione apostolica Fidei depositum, con la quale Giovanni Paolo II promulgava il Catechismo della Chiesa Cattolica, che «non si può conservare la dottrina senza farla progredire». Il pontefice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/11/eberhard-schockenhoff-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5233" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/11/eberhard-schockenhoff-foto-300x200.jpg" alt="eberhard-schockenhoff-foto" width="300" height="200" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/11/eberhard-schockenhoff-foto-300x200.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/11/eberhard-schockenhoff-foto-750x500.jpg 750w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/11/eberhard-schockenhoff-foto-140x94.jpg 140w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti • Papa Francesco ha ricordato ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione in occasione del venticinquesimo anniversario della Costituzione apostolica <i>Fidei depositum</i>, con la quale Giovanni Paolo II promulgava il <i>Catechismo della Chiesa Cattolica</i>, che «non si può conservare la dottrina senza farla progredire». Il pontefice ha proseguito osservando che «“custodire” e “proseguire”» la dottrina deve avvenire «con la gioia che proviene dalla speranza cristiana, e muniti della “medicina della misericordia”» e che questo è «un <i>compito</i> e una <i>missione</i>». Ebbene, per illustrare ciò il papa ha richiamato l’attenzione sulla preghiera sacerdotale di Gesù che prima di affrontare la passione e la morte prega il Padre: «questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (<i>Gv</i> 17,3), in quanto è così che «si tocca il culmine della missione di Gesù». Dottrina, custodia e progresso, missione e martirio sono termini fortemente saldati tra loro. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Quanto, in particolare, al martirio, esso è una realtà estremamente attuale, lo stesso Francesco ha canonizzato molti martiri, gli ultimi il 15 ottobre scorso. Ora, dato che, ha proseguito Bergoglio, occorre «annunciare in modo nuovo e più completo il Vangelo [&#8230;] presentare la fede come la risposta significativa per l’esistenza umana in questo particolare momento storico [&#8230;] dinanzi alle nuove sfide e prospettive che si aprono per l’umanità», occorre anche considerare, da un lato, come la teologia dei martiri stia progredendo e, dall’altro, come essi, i supremi testimoni di fede, speranza e carità facciano, e in che direzione, progredire la riflessione teologica. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Eberhard Schockenhoff nel recente <i>Fermezza e resistenza. La testimonianza di vita dei martiri</i> compie una ricognizione sui dati teologici sulla figura del martire e delinea anche i tratti di coloro che oggi vengono considerati tali dalla Chiesa.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La figura del martire &#8211; che, stando ai criteri classici, deve ottemperare ai requisiti di morte violenta, a causa dell’<i>odium fidei</i> e nella libera e consapevole accettazione della volontà di Dio &#8211; ha subito un’importante evoluzione. Come sintetizza Schockenhoff, nell’antichità era preminente l’aspetto della confessione della fede, nel medioevo, tempo di sostanziale pace per il cristiano, della quotidiana ascesi alla perfezione, nei tempi recenti della morte a causa delle <i>conseguenze</i> della fede quali principi etici, sociali e politici &#8211; in particolare pace e giustizia &#8211; a favore della promozione, tutela e realizzazione dei quali il cristiano si impegna mettendosi così in opposizione con le ideologie e i sistemi di governo. Ebbene, tale spostamento del baricentro rivela in realtà l’approfondimento teologico della coincidenza tra l’amore a Dio e l’impegno per il regno di Dio e della «pericoresi, una mutua compenetrazione di amore di Dio e di amore del prossimo, che risulta come diretta conseguenza della rivelazione che il Dio trinitario fa di sé come amore». Tale sottolineatura riprende in realtà la prospettiva di Agostino d’Ippona e Tommaso d’Aquino secondo cui, scrive Schockenhoff, «a fare del martire il martire non è la pena, ma soltanto la ragione per cui essa è liberamente accettata, cioè un amore portato all’estremo, per Dio e l’uomo». Questa prospettiva trova conferma nel magistero della Chiesa. Il Concilio Ecumenico Vaticano II con <i>Lumen Gentium</i> (1964) al n. 42 non parla né di professione di fede né di <i>odium fidei</i>; Giovanni Paolo II nell’omelia durante la canonizzazione di p. Massimiliano Maria Kolbe non ricorre mai all’espressione “martire della fede” ma punta tutta l’attenzione sull’aspetto di testimonianza d’amore; emblematico è anche il caso di Edith Stein la quale non fu uccisa per la sua fede cristiana ma per il suo essere ebrea ma fu canonizzata «perché &#8211; scrive Schockenhoff &#8211; sulla base della sua fede cristiana, interpretò il suo percorso di sofferenza come un essere configurata con Cristo». Francesco, col Motu proprio <i>Maiorem hac dilectionem</i> (2017), stabilendo che «L’<i>offerta della vita</i> [&#8230;] <i>propter caritatem</i> [&#8230;] è una nuova fattispecie dell’<i>iter</i> di beatificazione e canonizzazione», ha dato grande risalto alla donazione di sé per amore, pur rimanendo tale donazione formalmente «distinta dalle fattispecie <i>sul martirio</i> e <i>sull’eroicità delle virtù»</i>. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Amore &#8211; debolezza &#8211; unità. L’amore come l’elemento paradigmatico e centrale nel discorso mette in risalto che il martire &#8211; come commenta Schockenhoff richiamandosi anche al prefazio della commemorazione dei martiri &#8211; «non è un virtuoso che eroicamente disprezza la morte, ma una persona debole nella quale si manifesterà l’azione della grazia di Dio» e che il movente e la conseguenza del suo abbandonarsi al nemico e, soprattutto, a Dio è l&#8217;intima unione con Questi e l&#8217;unità di tutto il genere umano (cfr. <i>Lumen Gentium</i>, n. 1). Tale unità trova reale luogo di realizzazione, ad esempio, nella comune testimonianza dei martiri appartenenti a confessioni diverse così come <i>Unitatis Redintegratio</i> (1964) al n. 4 e Giovanni Paolo in <i>Ut unum sint</i> (1995) al n. 1 hanno autorevolmente affermato.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ora, una figura così delineata del martire deve informare anche la teologia. Penso, ad esempio, a come ciò avvenga nella riflessione sul martirio &#8211; a cui in parte mi rifaccio di seguito &#8211; del metropolita ortodosso di Pergamo, Ioannis Zizioulas, che, come in <i>Lectures in Christian Dogmatics</i>, rinviene della suddetta realtà i caratteri propri della dinamica della <i>theosis</i> in cui i protagonisti, Dio Trinità, il martire e il nemico vengono a costituirsi nell’interrelazione di unità nella distinzione nel terzo. Il martire, lasciandosi portare via la vita, spogliato di tutto nella sua debolezza, si trova uomo nuovo, pienamente inserito nel Figlio mediante la partecipazione all’assunzione della disunità di cui il nemico si è fatto centro innervante e al riceversi interamente dal Padre fino al punto di aprire, da tale unità  &#8211; lo Spirito Santo &#8211; l’accesso per il nemico alla sfera del Padre. </span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Amore <i>kenotico</i> e pericoretico divino-umano, assunzione in sé della distinzione nel suo configurarsi quale radicale opposizione ad ogni bene, partecipazione al risuscitamento del Figlio quale totale riceversi dall’unità col Padre sono i termini mediante cui si sta di fatto sviluppando la testimonianza cristiana così come il relativo pensare teologico. I martiri manifestano così, in virtù del loro amore e debolezza, l’effettivo attuarsi dell’<i>agape trinitaria nelle relazioni interpersonali</i>. È quest’ultima che per la teologia rappresenta, e deve rappresentare, al contempo: la realtà che informa ogni realtà da <i>intelligere</i>; la realtà, sempre disponibile, di ogni <i>intelligere</i>; la realtà che informa ogni <i>intelligere</i> e, infine, la realtà stessa da <i>intelligere</i>.</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-novembre-2017/il-progresso-della-teologia-dei-martiri-e-i-martiri-per-il-progresso-della-teologia">Il progresso della teologia dei martiri e i martiri per il progresso della teologia</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bontadini-Severino e…Agostino: disputa sull’essere e l’apparire</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-ottobre-2017/bontadini-severino-eagostino-disputa-sullessere-e-lapparire</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 07:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre 2017]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilmantellodellagiustizia.it/?p=5037</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • L’essente è eterno o caduco? E il divenire è un uscire degli essenti dal nulla e ritornarvi o l’apparire degli eterni? Attorno a questi interrogativi si è svolto il dibattito tra due delle più rilevanti figure della filosofia contemporanea, Gustavo Bontadini (1903-1990) e Emanuele Severino (1929), di cui ora vengono offerti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/emanuele-severino-questionario-proust-slider.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5039" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/emanuele-severino-questionario-proust-slider-300x147.jpg" alt="emanuele-severino-questionario-proust-slider" width="300" height="147" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/emanuele-severino-questionario-proust-slider-300x147.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/emanuele-severino-questionario-proust-slider-960x470.jpg 960w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/emanuele-severino-questionario-proust-slider.jpg 980w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">•</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">’essente è eterno o caduco? E il divenire è un uscire degli essenti dal nulla e ritornarvi o l’apparire degli eterni? Attorno a questi interrogativi si è svolto il dibattito tra due delle più rilevanti figure della filosofia contemporanea, Gustavo Bontadini (1903-1990) e Emanuele Severino (1929), di cui ora vengono offerti al pubblico i momenti più significativi. </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>L’essere e l’apparire. Una disputa</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (G. Bontadini &#8211; E. Severino, Morcelliana, Brescia 2017, 79 pp.)</span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">raccoglie i quattro scritti del confronto durato più di trent’anni e che riassumono gli aspetti della discussione nelle loro elaborazioni più mature. </span></span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La disputa tra i due pensatori ebbe inizio con la pubblicazione del noto saggio di Severino «Ritornare a Parmenide» in </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Rivista di filosofia neoscolastica</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> nel 1964. In esso l’Autore mostrava la necessità che ogni essente fosse eterno. Spieghiamo brevemente. Tale dimostrazione si basa sul principio di non contraddizione parmenideo &#8211; l’essere è e non può non essere &#8211; ma non nella comprensione che ne aveva offerto Aristotele &#8211; “è necessario che l’essere sia quando è e che il non-essere non sia quando non è” &#8211; ma secondo la prospettiva platonica secondo cui il divenire, inteso come il venire dal nulla e il tornare dal nulla, non appare affatto per cui non è in alcun modo evidente. Il principio parmenideo esprime invece, secondo Severino, l’opposizione </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>assoluta</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> tra essere e non-essere per cui ogni essente è, in modo assoluto, opposto al nulla e non può darsi né un tempo né uno stato in cui tale ente non sia. Da tale principio se ne deriva quello per cui il divenire dell’esperienza è da intendersi come l’apparire degli eterni. Ma, scrive Severino, «la gran questione è che altro è che tale principio sia noto, altro è che se ne veda l’estrema potenza &#8211; e, </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>insieme</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, l’estrema follia. Giacché si tratta di capire che quel che Parmenide afferma dell’“essere”, va invece affermato di ogni essente». Ora, come sostiene Bontadini &#8211; che accoglie il principio di Parmenide e ammette il divenire nel senso </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">nichilistico</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">(provenienza dell</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">essente dal nulla e suo ritorno al nulla), quello che per Severino rappresenta l</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">a </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">pazzia di Dio» &#8211; «l’atto creatore non è qualcosa che sia </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>originariamente</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> diverso dalla realtà diveniente, che le sia estraneo: anzi è più intimo a essa che non essa a sé medesima. Il divenire non è niente che è fuori dell’atto creatore, il quale pone e toglie, “suscita e atterra”». Se per Bontadini Dio non è un «tappabuchi», Severino mostra come la prospettiva del suo maestro dica esattamente il contrario: «è proprio Bontadini a dirci che i buchi (cioè il “non essere dell’essere”, la “ferita della negatività”) è “Dio” e non il nulla a farli». A ben guardare, per Bontadini, l’aspetto di Annullatore proprio di Dio sana la contraddizione inoculata dal non, dal negativo, per cui «quell’</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>andare nel nulla</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (e similmente il venire dal nulla!) che risulta sul piano fenomenologico è risolto nel </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>far andare nel nulla</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (e similmente nel </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>trarre</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> dal nulla), che è, in quanto fare, un positivo. Il negativo fenomenologico è un positivo metafisico». Pare proprio questa la questione. Severino critica a Bontadini di sostenere che «se qualcosa &#8211; un eterno! &#8211; esce dall’esperienza, allora è venuto meno (= andato nel nulla)». L’obiezione è formulata correttamente e rivela il punto insuperabile di avvicinamento delle due posizioni: quello che è un negativo contraddittorio per Severino è un positivo effettivo per Bontadini.</span></span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La discussione è certo stimolante. Mi sembra che la questione dell’essere e del non essere, della distinzione e dell’alterità, celi la questione ancor più profonda di come concepire l’essere stesso: e qui l’ontologia che scaturisce dalla rivelazione cristiana ha da offrire il suo contributo.<a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/gustavo-bontadini-102348.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-5040" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/10/gustavo-bontadini-102348.jpg" alt="gustavo-bontadini-102348" width="250" height="234" /></a></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Agostino d’Ippona, a partire da quell</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">esperienza personale di Luce che, purificando il suo sguardo, lo ha orientato dinamicamente verso la fonte di tale Luce, la Verit</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, è stato uno dei primi a comprendere che tale esperienza, e il conseguente sforzo di </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>intelligere</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> il dato dogmatico di fede a cui egli si è abbandonato in obbedienza ad essa, conduceva ad una comprensione dell’essere come dinamica d’unità tra distinti, le Persone divine. Ora, una simile prospettiva si oppone certo alla negazione di ogni predicazione d’alterità del Parmenide di Platone o del neoplatonismo di Plotino: essa rappresenta, secondo J. Ratzinger, «un’autentica rivoluzione del quadro del mondo […] il superamento di ciò che chiamiamo oggi “pensiero oggettivante” […] un nuovo pensiero dell’essere». </span></span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Allora se, come sostiene Severino, «tutto è eterno»,</span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">in un’ontologia, così come può essere colta dalla rivelazione divina</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">l’eternità di ogni essente è proprio quel «positivo metafisico» che passa attraverso il «negativo fenomenologico» bontadiniani. Ora, ogni essente è eterno in virtù proprio della </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>croce/risurrezione</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di Cristo: atto eterno in quanto divino, storico in quanto</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> etern</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">o (</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">l’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">apparire dell</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">eterno severiniano), e spazio in cui ogni essente continuamente scompare per il suo continuo darsi/consumarsi e continuamente appare per il suo continuo riceversi dal Padre per mezzo dello Spirito (è questo nient’altro che il dinamismo vitale del cristiano che trova nella logica sacramentale, e in particolare battesimale, la sua massima realizzazione). Quindi, ancor di più, se il divenire è l’apparire degli eterni, tale divenire non afferisce al solo aspetto fenomenologico ma trova a livello ontologico la sua condizione di possibilità: il ‘divenire’ in quanto dinamismo del &#8211; come formulerà in seguito A. Rosmini &#8211; «dare tutto»/«ritenere tutto» è costitutivo dell’eternità degli eterni. È questa la prospettiva che apre la “rivoluzione metafisica” di cui Agostino è uno dei pionieri: </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>alterità </i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>relazione</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> sono nozioni ontologiche che dicono l’unità, l’eternità e l’immutabilità dell’essere, del Dio “amante”, “amato” e “amore”, e di ogni essente nella misura in cui esso si dà ontologicamente &#8211; e non solo intenzionalmente &#8211; all’essere, fino a ontologicamente da questo riceversi.</span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-ottobre-2017/bontadini-severino-eagostino-disputa-sullessere-e-lapparire">Bontadini-Severino e…Agostino: disputa sull’essere e l’apparire</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Energie divine e unione personale. Una riflessione di Kallistos Ware</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-settembre-2017/energie-divine-e-unione-personale-una-riflessione-di-kallistos-ware</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 06:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[settembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • L’interrogarsi sulla salvezza da sempre ha costituito per l’uomo il motore del pensare e del pensare teologico. Ciò è vero particolarmente nell’oggi. Segnati, poi, da un kairòs ecumenico, come tanti avvenimenti nella storia rivelano dal secolo scorso a questa parte, i tempi attuali si presentano, da un lato, come i recettori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/09/170928.p.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4922" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/09/170928.p-300x200.jpg" alt="170928.p" width="300" height="200" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/09/170928.p.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/09/170928.p-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">•</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">L’interrogarsi sulla salvezza da sempre ha costituito per l’uomo il motore del pensare e del pensare teologico. Ciò è vero particolarmente nell’oggi. Segnati, poi, da un </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>kairòs</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> ecumenico, come tanti avvenimenti nella storia rivelano dal secolo scorso a questa parte, i tempi attuali si presentano, da un lato, come i recettori di una domanda umana acuta circa la salvezza, e che quindi spinge il pensiero in avanti, dall’altro, come i canali attraverso cui tale spinta può muoversi.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">La salvezza chiama in causa la grazia, la grazia la giustificazione, e tutto ciò, come si sta realizzando, può essere compreso nella realtà più estesa dell’unione mistica tra Dio e gli uomini che si fonda sull’umanizzazione del primo e sulla divinizzazione (</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>theosis</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">) dei secondi. Ecco che cattolicità, chiese riformate e ortodossia possono trovare e ritrovare, nelle proprie e altrui prospettive, un quadro teologico il più comprensivo possibile del dinamismo salvifico attuato dall’autorivelazione-donazione di Dio. </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Kallistos Ware (1934), inglese, teologo, anglicano che ha conosciuto da vicino la chiesa ortodossa russa, passato in seguito alla chiesa greca ortodossa, ordinato sacerdote prima, vescovo poi (titolare di Diokleia e assistente di Thyateira e Gran Bretagna) offre il suo contributo di cui si trova buona esposizione, in uno stile molto fruibile, in </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>La rivelazione della persona. Dall’individuo alla comunione</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> (Lipa 2017, 206 pp.). </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Ebbene, Ware espone il punto di vista ortodosso sulla salvezza in termini: «personali», essa è la persona viva di Cristo stessa; di «compartecipazione o identificazione», la </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>perichoresis</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> tra la vita di Dio e quella degli uomini; di «realtà ecclesiale», di comunione con gli altri membri del corpo di Cristo; «cosmici», non dal mondo ma col mondo. </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Tralasciamo qua gli ultimi due punti. Degno di nota è la messa in rilievo dell’aspetto della «realtà personale» come nota primaria che dice la salvezza, e dato che, come ci dice la teologia trinitaria, “persona” dice “relazione”, si può concludere che la salvezza non solo si </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>dà nelle</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> ma, più precisamente, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>è</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> relazione tra persone. Ad ogni modo, il rapporto tra i primi due punti sembra sollevare difficoltà. Il primo suggerisce la concezione di un’unione Dio-uomini a livello personale, ipostatica; il secondo &#8211; contestualmente al quale Ware sottolinea che l’oriente ne esprime una comprensione «massimalista» &#8211; è spiegato mediante la dottrina palamita delle energie divine, eterne, increate, da concepire anch’esse in termini personali, «Dio stesso nella sua azione personale». L’unione tra Dio e gli uomini non avviene pertanto secondo l’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>essenza</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">, propria solo delle Persone Divine; non secondo l’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>ipostasi</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">, l’unione delle due nature in Cristo nell’atto incarnatorio; ma secondo le </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>energie</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> che preservano l’assoluta trascendenza di Dio e al contempo la sua assoluta esperibilità da parte degli uomini.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">In tale quadro, Ware, collocandosi pienamente nel pensiero ortodosso, offre una visione che dà molto risalto al dato delle energie divine mostrando, al contempo, come esse realizzino un’unione personale, una situazione interpersonale divino-umana.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Il modello di unione Dio-uomo compreso sul piano ipostatico</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">come, secondo alcuni, è il caso, in campo cattolico, di Agostino («</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>in illo Christus sumus</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">») e, in campo ortodosso, di Zizioulas, solleva l’obiezione secondo la quale «santificata e “divinizzata”, la persona umana mantiene ancora la sua identità personale, e non è inghiottita o assorbita nell’abisso del divino». Affrontando il mistero trinitario e cercando di coglierne il nesso col mistero dell’uomo, al fine di delineare, di quest’ultimo, la sua costituzione ontologica, Ware focalizza il punto centrale che desume da Basilio il Grande, Agostino e, soprattutto, Riccardo di San Vittore: Dio è comunione e, più precisamente, «amore reciproco e condiviso». La reciprocità dice il volto dell’amore tra Padre e Figlio, e la condivisione dice la terzietà del volto di tale reciprocità, lo Spirito Santo. Tale amore reciproco e condiviso si estende alla creazione, o, meglio, in tale estensione il primo crea la seconda e la crea secondo il suo proprio dinamismo intrinseco. Osserva Ware, riprendendo Basilio di Ivíron, il «come noi» di </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Gv</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> 17,22 è un «come trinitario», l’unico e vero «modo di vita» di Dio e degli uomini, sul piano ontologico e pertanto anche come «programma sociale». L’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>unità</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> presentata da Ware dice dunque, da un lato, il dato ontologico qualificante dell’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>identità</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> di ogni soggetto, divino come umano; dall’altra, essa è colta come un’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>unità relazionale</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> per cui «la mia unità personale si compie nella comunità». Il contenuto dell’identità di un «io» è un «noi» e ciò inteso in modo «massimalista», ontologico, e quindi </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>anche</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> morale, certo non metaforico.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Colta l’unità relazionale, e quindi interpersonale, come categoria ontologica dell’essere personale di Dio, da un lato, e dell’uomo, dall’altro, si tratta di stabilire in che modo essa possa trovare realizzazione nel caso della </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>relazione</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> Dio-uomo. È qui che si situa la riflessione sulle energie divine e in cui manifesta la sua intelligenza teologica. Innanzitutto, l’energia è energia dell’essenza e, in qualche modo, la prima </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>porta</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> la seconda, come osserva Ware riprendendo le parole di Palamas: «Dio è interamente presente in ciascuna delle sue energie divine». Ancor di più, si può affermare che una data essenza </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>è</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> in quanto si dice, tanto più nel caso di Dio (e con i dovuti distinguo nel caso dell’uomo) eterno dinamismo di «amore reciproco </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>e condiviso</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">», in cui la “condivisione” è dato ontologico. Ecco che la relazione che Dio stabilisce con gli uomini non può che avvenire secondo le energie divine e costituisce una reale unione interpersonale.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Le riflessioni di Ware suggeriscono, quindi, come il principio ontologico dell’unità relazionale svelato dalla vita trinitaria, la dottrina paolina dell’«incorporazione» degli uomini a Cristo e della «reciproca identificazione» tra i due soggetti che rende i primi figli nel Figlio, e ciò mediante l’economicità delle energie divine, sveli più compiutamente la vita trinitaria, la sua relazione con ciò che è altro da sé, sveli il Cristo come «uomo totale» (Bulgakov) e permetta di mostrare come ogni ipostasi creata trovi nell’unione con le ipostasi divine la condizione di possibilità per il compimento della sua identità di «</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>mikrotheos</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">» e quindi «microcosmo» e «mediatore». </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Con ciò è rinvenuto su un piano trinitario-antropologico il dato cristologico di Calcedonia: massima unione (personale, mediante l’economicità delle espressioni personali, le energie divine) e massima distinzione (trascendenza di Dio e creaturalità dell’uomo), come Lossky aveva giustamente osservato: «si rimane creatura pur diventando Dio per grazia, come il Cristo è rimasto Dio divenendo uomo nell’incarnazione». </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Il nodo teologico di come vada intesa la relazione tra realtà increata e realtà creata, tale che dia risalto al significato e al valore della </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>distinzione</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"> nella realtà dell’</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>unione</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">, è questione non certo chiusa e cara tanto all’oriente con la dottrina delle energie divine, quanto all’occidente, come gli studi condotti, ad esempio,</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> da Lonergan</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">, Doran, Ormerod, a partire dall’analisi della coscienza intenzionale e che fanno tesoro del contributo di Agostino e Tommaso d</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">’</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Aquino, intendono mostrare.</span></span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-settembre-2017/energie-divine-e-unione-personale-una-riflessione-di-kallistos-ware">Energie divine e unione personale. Una riflessione di Kallistos Ware</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Unione ipostatica e escatologia. Il delinearsi della visione di Balthasar in un saggio del ’54</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-di-agosto-2017/unione-ipostatica-e-escatologia-il-delinearsi-della-visione-di-balthasar-in-un-saggio-del-54</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 14:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[agosto 2017]]></category>
		<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Dario Chiapetti • Il 12 agosto 2005, in occasione dei 100 anni dalla nascita di H.U. von Balthasar, furono pubblicati due saggi inediti del giovane teologo svizzero che ora vengono presentati per la prima volta al pubblico di lingua italiana: Escatologia nel nostro tempo. Le cose ultime dell’uomo e il cristianesimo (Queriniana, Brescia [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-di-agosto-2017/unione-ipostatica-e-escatologia-il-delinearsi-della-visione-di-balthasar-in-un-saggio-del-54">Unione ipostatica e escatologia. Il delinearsi della visione di Balthasar in un saggio del ’54</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/08/Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4799" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/08/Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM-300x168.png" alt="Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM" width="300" height="168" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/08/Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM-300x168.png 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/08/Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM-893x500.png 893w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/08/Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM-136x77.png 136w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/08/Screen-Shot-2016-07-18-at-9.54.53-AM.png 1246w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">•</span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il 12 agosto 2005, in occasione dei 100 anni dalla nascita di H.U. von Balthasar, furono pubblicati due saggi inediti del giovane teologo svizzero che ora vengono presentati per la prima volta al pubblico di lingua italiana: </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Escatologia nel nostro tempo. Le cose ultime dell’uomo e il cristianesimo</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Queriniana, Brescia 2017, 119 pp.).</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Questi due scritti rivestono grande importanza, essi permettono di venire in contatto con le prime intuizioni e trattazioni circa tematiche sulle quali Balthasar tanto si concentrò successivamente e così ricostruirne gli sviluppi. Tali temi sono riconducibili alla più vasta prospettiva rappresentata da quell’ambito della riflessione teologica che è l’escatologia o, meglio, dalla dimensione escatologica della teologia, o, ancor più precisamente &#8211; come cercherò di accennare in questa sede, riferendomi soprattutto al primo dei due saggi, </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Gedanken zur Endlehre. Ein Vortrag</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (pubblicato poi come </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Eschatologie in surserer Zeit</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">) &#8211; dalla dimensione escatologica della cristologia e, nella fattispecie, dell’evento dell’incarnazione. È questo un aspetto teologico che Balthasar ha colto e che, unitamente alla &#8211; o, in virtù della &#8211; sua cristologia trinitaria sviluppata successivamente, ha segnato un passo di tutta la riflessione teologica. </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ma brevemente, quali sono i punti salienti del saggio in questione? </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Unitarietà dell’uomo e brutalità della morte</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Balthasar presenta la morte come termine della vita e perciò nel suo volto brutale che contrasta con le presentazioni che nella storia sono state offerte a partire da tentativi di addolcimento come quelli operati dalla magia, dal platonismo, dall’aristotelismo/stoicismo e dai quali la riflessione teologica lungo il suo percorso ha in vario modo attinto. Tale visione scaturisce dalla concezione antropologica unitaria biblica per la quale l’uomo è un’unità di anima e corpo e ogni evento che gli si presenta riguarda tutto sé. </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Cristocentrismo e incarnazione</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Tutto l’uomo muore e tutto l’uomo è risuscitato unicamente e totalmente da Dio e, in particolare, in Cristo. Tale cristocentrismo è fondato sulla base del valore teologico riconosciuto all’evento dell’incarnazione e che trova nella passione, discesa agli inferi e risurrezione il suo momento culminante.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Tempo ed eternità</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Proprio nell’evento incarnatorio, Balthasar individua la chiave ermeneutica con cui intendere la relazione tra tempo ed eternità, termini escatologicamente significativi, superando le concezioni che li vedeva in opposizione, o in successione cronologica, tra loro. A motivo dell’incarnazione non solo l’eternità è entrata nel tempo ma anche il tempo nell’eternità. Quest’ultima si rende disponibile all’uomo come compimento del tempo che egli vive e Dio si rivela come il Dio dell’eterno e libero atto di comprendere ed esperire.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Tralasciando la lettura profondamente teologica della morte di Cristo e la visione, originale e discussa, del suo </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>descensos ad inferos</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, pongo l’attenzione sulla riflessione di Balthasar circa l’incarnazione, ripercorrendo i passaggi, a mio avviso, più significativi del suo saggio. </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il tentativo di superare i vicoli ciechi di un’escatologia cosmologica, così come la Scolastica ha consacrato, porta Balthasar a concentrarsi su Cristo quale vertice dell’autorivelazione di Dio, e con ciò sul carattere di unitività cristologica, o meno, delle realtà degli </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>éschata</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il teologo svizzero muove il suo discorso dal piano antropologico, egli riflette sull’uomo come spirito-persona (</span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Geistperson</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">), unità di corpo e anima,</span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e sulla sua generazione quale atto che deriva dalla procreazione parentale (non relativa al solo corpo) e da una immediata azione di Dio (non relativa alla sola anima), mistero per il quale «i genitori generano il bambino nella mano creatrice di Dio» (p. 28).</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">A gettare luce su tale mistero, in virtù del principio dell’</span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>analogia entis</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, è proprio l’incarnazione: «il mistero della trascendenza d’origine dell’uomo acquista il suo compimento insuperabile nella completa unione ipostatica: secondo l’intenzione divina l’uomo nasce per Cristo, per il suo inserimento in lui come membro del suo corpo mistico. Questo membro viene prodotto dall’unità indissolubile di un atto produttivo umano e divino […] un legame che però già rimanda in avanti, verso una meta ultima ed esuberante in questa creazione concreta: verso l’unione tra natura umana e divina in Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio» (pp. 29-30). </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">A questo punto Balthasar porta avanti il suo discorso: «E se l’uomo che nasce in quest’ordine, nell’unione tra natura e spirito, diventa spiegabile alla fine come un essere in cammino verso l’incarnazione di Dio in Cristo, anche l’uomo che muore è spiegabile nel suo morire andando alla natura e a Dio come un essere in cammino verso la “risurrezione della carne”, che andrebbe molto meglio qualificata globalmente come </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>risurrezione dell’essere umano</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">» (p. 32). Per Balthasar l’unione ipostatica delle due nature in Cristo è compresa in termini non </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">estrinseci</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e illumina &#8211; e informa &#8211; l’unione di natura e spirito dell’uomo.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Infine, l’accesso dell’uomo all’</span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>éschaton</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> è aperto da Cristo che al primo offre un «nuovo spazio in Dio». Scrive Balthasar: «nell’unione ipostatica si compie questa realtà fondamentale, che le cose temporali ricevono una possibilità di esistenza, anzi una giustificazione e sono recuperate all’interno della vita eterna di Dio» (p. 35).</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Unione, integrazione, morte, risurrezione. Il presente saggio mostra bene come grazie alla </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>riduzione cristologica</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> degli enunciati escatologici Balthasar inizi a pervenire a una comprensione che dia maggior risalto alle suddette categorie che più direttamente cercano di recuperare le prospettive scritturistiche e meglio integrare quelle elaborate dalla filosofia, dall’antropologia e dalla scienza contemporanee. E ciò a partire &#8211; è il secondo guadagno di Balthasar &#8211; dall’aggancio dell’antropologia alla cristologia e, per la precisione, all’unione ipostatica che funge così da chiave ermeneutica, sia livello esplicativo che ontologico, per la comprensione dell’uomo, a partire dalla sua generazione, dalla sua metafisica e dal suo futuro, l’unione con Dio in Cristo.</span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Helvetica Neue', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sicuramente i contenuti del presente saggio permettono di aprire ulteriori riflessioni sulle quali Balthasar e tutta la teologia ha mosso e sta muovendo passi: una presentazione più approfondita del carattere di </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>personeità</i></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> dell’escatologia che qui rimane perlopiù compresa a partire dal discorso sulle nature di Dio e dell’uomo, e perciò non ancora personologicamente esplicata a sufficienza, né a livello trinitario né antropologico; una più esatta specificazione di come intendere l’unione ipostatica, e con ciò la fondazione del discorso in un’ontologia relazionale di unità e alterità; e l’affronto della modalità di unione tra l’uomo e Dio in Cristo, ovvero l’aspetto ecclesiologico-sacramentale, qualificante, dell’antropologia.</span></span></span></span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-di-agosto-2017/unione-ipostatica-e-escatologia-il-delinearsi-della-visione-di-balthasar-in-un-saggio-del-54">Unione ipostatica e escatologia. Il delinearsi della visione di Balthasar in un saggio del ’54</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Filosofia del culto di P.A. Florenskij</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-luglio-2017/filosofia-del-culto-di-p-a-florenskij</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 06:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[luglio 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Dario Chiapetti • Nel contesto di un assetto sociale, economico e politico russo sconvolto dalla rivoluzione bolscevica con le sue avversioni verso la cultura religiosa cristiana e favorente, più o meno direttamente, prospettive razionalistiche o spiritualistiche, il pensatore Pavel Florenskij (1882-1937) si lancia in un’impresa tanto ardita quanto complessa: tenere una serie di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-luglio-2017/filosofia-del-culto-di-p-a-florenskij">Filosofia del culto di P.A. Florenskij</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/07/Pavel_Florensky.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4701" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/07/Pavel_Florensky-225x300.jpg" alt="Pavel_Florensky" width="225" height="300" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/07/Pavel_Florensky-225x300.jpg 225w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/07/Pavel_Florensky-300x400.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/07/Pavel_Florensky.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">•</span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Nel contesto di un assetto sociale, economico e politico russo sconvolto dalla rivoluzione bolscevica con le sue avversioni verso la cultura religiosa cristiana e favorente, più o meno direttamente, prospettive razionalistiche o spiritualistiche, il pensatore Pavel Florenskij (1882-1937) si lancia in un’impresa tanto ardita quanto complessa: tenere una serie di lezioni sulla </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>filosofia del culto</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, impresa il cui valore è accreditato sia dalla scelta intellettuale in sé, ossia di trattare filosoficamente la suddetta tematica, sia dalla modalità della sua attuazione pratica, la scelta di un contesto accademico laico e sotto quella forma dialogata che sono le lezioni universitarie, sia, infine, dal contenuto.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>La fede genera il culto e il culto la cultura</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">: questa la tesi centrale di tutto il discorso. In tale prospettiva si assiste all’elaborazione di concezioni di </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>fede</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>culto</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> e </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>cultura</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> tali per cui la fede e la cultura, sia nel loro esercizio che nella loro riflessione su se medesime, non possono prescindere dal culto, né il culto dalla fede e dalla cultura. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Le lezioni di Florenskij, editate per la prima volta in italiano &#8211; </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Filosofia del culto</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, San Paolo, Cinisello Balsamo 2016, pp. 596 &#8211; dopo quasi un secolo da quando sono state pronunciate, offrono la trattazione fenomenologica, ontologica, teo-antropologica, liturgica e mistica di tutto quanto esposto sopra; trattazione tanto originale, approfondita e estesa da costituire per i più l’opera che, insieme a quello che è ritenuto essere il capolavoro florenskijano, </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>La colonna e il fondamento della Verità</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, delinea l’itinerario intellettuale intero del nostro Autore.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La fede genera il culto. La fede, relazione fiduciale con Dio, per essere vissuta chiede e necessita di esprimersi in forme, così come Dio stesso nella Scrittura mostra e invita a fare. Da qui prende avvio l’aspetto cultuale che, a sua volta, si esprime, formalmente, in riti liturgici e vive, sostanzialmente, nei sacramenti. Il culto, che ha come centro vitale il sacramento ed è esso stesso «sistema di azioni sacramentali» (p. 240), manifesta mirabilmente la teo-logica di Dio. Il culto è «quella specifica parte della realtà, nella quale si incontrano immanente e trascendente, le cose terrene e quelle celesti, quelle di qui e quelle di là, l’istante fugace e l’eterno, il relativo e l’assoluto, il mortale e l’immortale» (p. 71): </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>kenosi</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> di Dio, realizzazione della comunione con l’uomo e tutto il cosmo e divinizzazione sono i termini che costituiscono la dinamica del sacramento.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il culto genera la cultura. Altrove Florenskij afferma: «ogni cultura è un sistema finalizzato e saldo di mezzi atti alla realizzazione e al disvelamento di un valore, adottato come fondamentale e assoluto, e dunque fatto assurgere a oggetto di fede». Ora, il valore è tale in quanto realizzazione di un significato ritenuto vitale per l’uomo, in tale prospettiva il culto, e il sacramento in esso celebrato è proprio quell’incarnazione da parte del </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Logos</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, Significato supremo, nella </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>sarx</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">. Ma è proprio </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>entrando</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> in tale dinamica costituita dal sacramento, e più estesamente dalla vita sacramentale, che la Chiesa è pervenuta a quella visione culturale generale declinata poi nei vari linguaggi e nelle prospettive di pensiero in cui si è di volta in volta trovata. «Il Significato incarnato &#8211; la Persona del Signore Gesù Cristo &#8211; è il vero orientamento del pensiero e il culto è l’estensione concreta di questo orientamento» (p. 189): ogni cultura &#8211; sostiene Florenskij &#8211; è, volente o nolente, estensione del culto e trova nel culto cristiano un valido alleato che ricorda, sprona, guida verso le più alte realizzazioni antropologiche, sociali e ecologiche. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Vengo così all’ultimo aspetto al quale Florenskij riserva un ruolo centrale: l’eucaristia. Essa è concepita, da un lato, come il «sacramento dei sacramenti», dall’altro, come «la base unica e sacra del pensiero vivente, della creatività e dell’ordine sociale». Quanto al primo aspetto, osserva Natalino Valentini nell’</span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>Introduzione</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, «nell’Eucaristia Florenskij scorge l’asse stesso del mondo, il cuore pulsante del culto cristiano, la fonte e il culmine dei divini misteri e della vita stessa della Chiesa» in quanto in essa «il significato supremo si incontra come corporeità e nella </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>sarx</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> riconosciamo il </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>logos</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">» (p. 46). L’amore di Dio, scrive il nostro Autore, «penetrando brucia col fuoco il nostro IO» (p. 69), placa il suo «principio titanico» che lo porta a ribellarsi agli equilibri cosmici e ad/in essi lo riporta, arrivando così a cogliere la Croce come vera e propria </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>entelechia</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> (p. 81). Si è introdotti così nella comprensione del secondo aspetto succitato. L’eucaristia è colta come «la base unica e sacra del pensiero vivente» in quanto lo introduce in un orizzonte nuovo, quello di Dio che fa vedere le cose da Lui, «dall’alto»; «della creatività» in quanto ricrea l’uomo nella sua relazione col tutto e del tutto in lui; «e dell’ordine sociale» in quanto permette di «far uscire l’uomo dalla chiusura soggettiva in se stesso e farlo poggiare su una realtà oggettiva assoluta» (p. 561). All’uomo è chiesta solo una cosa: «un preciso atto di volontà […] il nostro </span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><i>consenso</i></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> all’ingerenza di Dio nella nostra realtà» (p. 557).</span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-luglio-2017/filosofia-del-culto-di-p-a-florenskij">Filosofia del culto di P.A. Florenskij</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Kènosi, metodo e libertà religiosa</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-giugno-2017/kenosi-metodo-e-liberta-religiosa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 06:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[giugno 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • «Il mondo sta attraversando un momento di grave crisi internazionale, come non si era più visto dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sfide epocali si affacciano all’orizzonte della nostra società, mentre i valori portanti dell’umanesimo cristiano sembrano affievoliti nella coscienza di molti. Il rischio più grave che corriamo di fronte a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/06/parlamento-europeo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4655" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/06/parlamento-europeo-300x188.jpg" alt="parlamento-europeo" width="300" height="188" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/06/parlamento-europeo-300x188.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/06/parlamento-europeo-797x500.jpg 797w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/06/parlamento-europeo.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">•</span></span></span></span> <span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il mondo sta attraversando un momento di grave crisi internazionale, come non si era più visto dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sfide epocali si affacciano all</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">orizzonte della nostra societ</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, mentre i valori portanti dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">umanesimo cristiano sembrano affievoliti nella coscienza di molti. Il rischio più grave che corriamo di fronte a fenomeni di tale portata è quello di chiuderci in noi stessi, di cedere a quella </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">globalizzazione dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">indifferenza</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">tante volte denunciata da Papa Francesco». In questi termini si è espresso il segretario dei Rapporti con gli Stati della Santa Sede, mons. Paul Richard Gallagher, lo scorso 30 marzo durante il convegno internazionale di studio </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Dalla </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Cristiada</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> alle sfide dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">attualit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Il cammino alla libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">svoltosi all</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’Universit</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Cattolica del Sacro Cuore. Le parole di Gallagher, il fatto stesso dello svolgimento del suddetto convegno, i ripetuti pronunciamenti di papa Francesco, l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">approvazione della Risoluzione &#8211; </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Combattere l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">intolleranza e la discriminazione in Europa, in particolare verso i Cristiani</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">&#8211; del 2015 da parte dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Assemblea Parlamentare del Consiglio d</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Europa, attestano che la questione del rispetto del diritto alla libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa non perde d</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">interesse e deve trovare forme di risposta sempre nuove a seconda dei termini sempre nuovi in cui il problema di pone. Basti pensare a come la chiesa cattolica romana sia passata dall</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">iniziare a concedere tale diritto &#8211; col magistero di Leone XIII &#8211; al rivendicarlo, come si è verificato dal primo dopo guerra. In questo contesto ci chiediamo con Gallagher: quali sono le </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">sfide epocali»</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">i valori portanti dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">umanesimo cristiano» e il contributo che può e deve offrire la teologia? </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Tornando sulla questione della libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa, gi</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">considerata a più riprese su questa Rivista dal suo Direttore, soffermo l&#8217;attenzione solo su certi aspetti teologici che alcuni passaggi del testo magisteriale più significativo sul tema &#8211; la Dichiarazione conciliare </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dignitatis humanae</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> sulla libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">– </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">aprono e che tanto si stanno rivelando caratterizzanti l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">insegnamento di papa Francesco e stimolanti per il cammino che i cristiani e l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">intera famiglia umana hanno davanti. </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La Dichiarazione riconosce il diritto alla libert</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa inscrivendolo nella sfera della societ</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">politica e civile, comportando con ciò il riconoscimento della necessit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;">della laicit</span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dello stato, e quindi della non accettabilit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dell</span></span><span style="font-size: medium;">’autoritariet</span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e non democraticit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di esso, caratteristiche, infatti, secondo Gallagher, degli stati che non tutelano tale diritto. Quest</span></span><span style="font-size: medium;">’</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">ultimo </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">si fonda in verit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">sulla stessa dignit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">della persona umana» (n.2) e non è disgiunto/disgiungibile dal diritto/dovere morale di </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">cercare la verità» </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="pt-PT">[</span></span><span style="font-size: medium;">…</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">] in modo rispondente alla dignit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">della persona umana e alla sua natura sociale, cioè con una ricerca libera, con l</span></span><span style="font-size: medium;">’</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">aiuto del magistero o dell</span></span><span style="font-size: medium;">’</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">insegnamento, della comunicazione e del dialogo, con cui, allo scopo di aiutarsi vicendevolmente nella ricerca della verit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, gli uni espongono agli altri la verit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">che hanno scoperta o che ritengono di avere scoperta» (n.3). Tutto ciò trova nell</span></span><span style="font-size: medium;">’</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">insegnamento e nella testimonianza di Gesù il suo fondamento il cui regno </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">non si erige con la spada ma si costituisce ascoltando la verit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e rendendo ad essa testimonianza, e cresce in virtù dell&#8217;amore con il quale Cristo esaltato in croce trae a s</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">é </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">gli esseri umani» </span></span><span style="font-size: medium;">(n.9).</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="color: #1c1c1c;"> <span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ebbene, tale libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">è</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, da un lato, fondata sul piano </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>cristologico, staurologicamente centrato</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, dall</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">altro, presentata nella sua connessione all</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="pt-PT">attitudine umana/capacit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">/diritto/dovere morale di cercare la verit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Quest</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">ultima, infine, è descritta, come si è sommariamente visto, a partire dalla logica della </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>dialogicit</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>à</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, della dignit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>alterit</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>à</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, della </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>reciprocit</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>à</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>agápe</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, ovvero, esplicitando il discorso su un piano teologico: </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>trinitariamente</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="de-DE">Ges</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">ù Crocifisso e Trinit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">: volto ed essenza di Dio e </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>kairós</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> per l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">uomo. Il concilio, anche se solo a livello d</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">intuizione, aveva compreso ciò: da un lato, </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">l’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">istanza &#8211; osserva Silvia Scatena &#8211; di una più stringente riconduzione della specificit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’identit</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">cristiana alla </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>kénosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di un Dio crocifisso» era stata tematizzata in fase preparatoria non trovando però, nel documento finale, un approdo adeguato; dall</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">altro, della comprensione della trinitariet</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di Dio e delle sue conseguenze nel vivere e leggere la realt</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">rivelano traccia i documenti, come ha mostrato, ad esempio, Piero Coda che rileva e dispiega nelle sue implicazioni teologiche l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">attenzione data dai padri conciliari, in modo più esplicito in documenti come </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="da-DK"><i>Gaudium et Spes</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, all</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’«</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">intersoggettivit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">degli uomini sul modello e nell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="pt-PT">interiorit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">intersoggettivit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">divina trinitaria»</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Una profonda comprensione della </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di Cristo come quella agostiniana &#8211; </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="pt-PT">[</span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Christus</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="pt-PT">] </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>non ergo se exinanivit amittens quod erat, sed accipiens quod non erat</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">» e nell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">assumere ciò che non era ha rivelato ciò che era -, letta alla luce del mistero trinitario come atto eterno d</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">amore, proprio di tutte e tre le Persone divine, porta a cogliere tale concetto alla luce delle nozioni di solidariet</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à, libertà </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">della maturit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, impegno intelligente alla costruzione, a tutti i livelli, di un ordine sociale che tuteli i diritti umani; non quindi accettazione supina di una situazione ineluttabile, disimpegno rassegnato, sguardo superficiale o romantico sull</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">economia redentiva e neppure connivenza con schemi di relazioni sociali violente. Ora, colui che coglie il dato della </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di Cristo e come alla </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> del Cristo Capo segua la </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> del Cristo Corpo, in quest</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">ultima riconoscendovisi inserito, è colui che innanzitutto radica tale </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> al livello iniziale di ogni azione: il pensiero. Questo, poi, nascendo dalla conoscenza acquisita dal dinamismo della coscienza, fa sì che la direzione di quest</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">ultimo sia di capitale importanza: è per tale motivo che, recentemente, Francesco, nell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">incontrare la comunit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">del pontificio seminario campano di Posillipo, ha richiamato con forza l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">urgenza di </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">riformare continuamente la propria umanità» favorendo </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">l’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">acquisizione di strumenti sempre più raffinati per una lettura critica della realt</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, a partire da se stessi». Si osservino i termini: </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>strumenti</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">; </span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>lettura critica</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">; </span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>a partire da se stessi</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Con ciò Francesco non sta forse affermando &#8211; per dirla col suo confratello Bernard Lonergan </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">– </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">che la conoscenza non è quel </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dare uno sguardo</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">da cui seguono le </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">deformazioni</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">”, i “</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">pregiudizi</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e il </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“declino”</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, ma </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">comprendere il comprendere</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">per comprendere gli oggetti, e ciò se si è “attenti, intelligenti, riflessivi, responsabili</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">”</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, spinti in tale compito dalla </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>gratia cooperans</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> che agisce sul desiderio dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">uomo di </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">conoscere</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">”</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, di </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">autenticit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">à” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e di </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">vedere Dio</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">”</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="ru-RU">? Se </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">solo il soggetto autentico arriva all</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">oggetto</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">”</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, per comprendere, e affrontare, il fenomeno tragico della violazione della libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">religiosa, occorre quella conversione </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">“</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">intellettuale, morale e religiosa</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">che, per quanto concerne i cristiani e il loro contributo, può realizzarsi &#8211; questo è </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">l’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">invito di Bergoglio sulla scia del concilio &#8211; mediante una ripresa della specificit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">della loro identit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">radicata nella </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> di Cristo. Con ciò è delineata una figura antropologica quanto mai robusta e versatile, che si fa snodo tra gli uomini, nella logica della </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>dialogicit</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>à</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, del riconoscimento della dignit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>alterit</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>à</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, della </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>reciprocit</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>à</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, dell</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>agápe</i></span></span></span></span> <span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">quale autocomunicazione del Dio Uno e Trino. </span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Un ultimo, capitale, aspetto. La suddetta autocomunicazione è evento di libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">e, in quanto tale, dice l</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">’</span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">evento di libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">della natura del soggetto che la offre. Ecco le tre coordinate che possono informare/riformare il pensare teologico e renderlo disponibile a un efficace servizio nella prassi: </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>k</i></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>è</i></span></span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nosi</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>mistero trinitario</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR"><i>libertà</i></span></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Occorre che il pensare assuma tali elementi teoretici non solo nella loro qualit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di contenuti ma innanzitutto come luoghi e dinamica strutturanti il </span></span></span></span><span lang="it-IT"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>metodo</i></span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> del suo costituirsi, e su tale base, elaborare una vera e propria ontologia trinitaria della libert</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">che allarghi i nostri orizzonti di comprensione e precisi la finalit</span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span></span></span><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">del nostro agire e ne rinvigorisca la spinta.</span></span></span></span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-giugno-2017/kenosi-metodo-e-liberta-religiosa">Kènosi, metodo e libertà religiosa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bernard J.F. Lonergan e La costituzione ontologica e psicologica di Cristo</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/maggio-2017/bernard-j-f-lonergan-e-la-costituzione-ontologica-e-psicologica-di-cristo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2017 09:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[maggio 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • La pubblicazione del testo La costituzione ontologica e psicologica di Cristo. Un supplemento a Il Verbo incarnato (Città Nuova, Roma 2017, 196 pp.), l&#8217;ultimo volume dell&#8217;Opera Omnia di Bernard J.F. Lonergan (1904-1984) in lingua italiana, mi offre l’occasione di presentare, contestualmente ad esso e ai suoi contenuti, qualche lineamento a mio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="en-US" align="justify">
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/video-reel.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4477" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/video-reel-300x200.jpg" alt="video-reel" width="300" height="200" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/video-reel.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/video-reel-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti </span><span lang="it-IT">•</span> <span lang="it-IT">La pubblicazione del testo </span><span lang="it-IT"><i>La costituzion</i></span><span lang="it-IT"><i>e ontologica e psicologica di Cristo. Un supplemento a Il Verbo incarnato</i></span><span lang="it-IT"> (Città Nuova, Roma 2017, 196 pp.), l&#8217;ultimo volume dell&#8217;</span><span lang="it-IT"><i>Opera Omnia</i></span><span lang="it-IT"> di Bernard J.F. Lonergan (1904-1984) in lingua italiana, mi offre l’occasione di presentare, contestualmente ad esso e ai suoi contenuti, qualche lineamento a mio avviso significativo della figura del filosofo e teologo canadese. </span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">«</span><span lang="it-IT"><i>Vetera novis augere et perficere</i></span><span lang="it-IT">». Il motto di Lonergan, ripreso da Leone XIII, rivela bene la la forza motrice e il criterio guida dell’attività intellettuale del gesuita: trarre le istanze più significative del pensiero, da un lato, del “nuovo” e “vecchio” mondo, dall’altro, del passato e del presente, delineando una proposta filosofica, teologica e non solo, che risulta carica di interesse nell’oggi caratterizzato &#8211; come ad esempio ritiene papa Francesco &#8211; dall’urgenza di dialogo e costruzione di ponti. </span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La riflessione lonerganiana si caratterizza per la stretta connessione con cui filosofia e teologia operano, grazie, da un lato (e in un primo momento) alla comprensione e all’acquisizione profonda dell’incedere intellettuale di Tommaso d&#8217;Aquino, dall’altro (e in seguito), dall’assunzione della prospettiva aperta dalla messa al centro della realtà della soggettività umana che trova nell&#8217;analisi dell&#8217;intenzionalità della coscienza il fondamento e lo sviluppo del metodo d’impostazione e d’investigazione di ogni campo di indagine. </span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Formatosi in campo scientifico e filosofico, il gesuita canadese si è avviato agli studi di teologia e alle prime esperienze nell&#8217;attività di docenza proprio in ambito cristologico. Dopo due corsi tenuti a Toronto, dal &#8217;53 al &#8217;65 ha svolto il corso di cristologia all&#8217;Università Gregoriana per i cui studenti scrisse due supplementi al manuale di riferimento: uno di questi è proprio il </span><span lang="it-IT"><i>De constitutione Christi ontologica et psychologica</i></span><span lang="it-IT"> (’56). </span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">L&#8217;impostazione del discorso del nostro testo è nettamente tommasiana, essa non rivela ancora quel “nuovo mondo di pensiero” de </span><span lang="it-IT"><i>Il Metodo in teologia </i></span><span lang="it-IT">(&#8217;72) alla cui formazione tanto contribuì l&#8217;incontro che Lonergan fece nel &#8217;64 con la Scuola storica tedesca, ma il tipo di </span><span lang="it-IT"><i>intelligere</i></span><span lang="it-IT"> &#8211; osserva Frederick E. Crowe in </span><span lang="it-IT"><i>Bernard J.J. Lonergan. Progresso e tappe del suo pensiero</i></span><span lang="it-IT"> &#8211; è già «quello di </span><span lang="it-IT"><i>Insight</i></span><span lang="it-IT">, dove esperienza, comprensione, giudizio, coscienza e conoscenza, intellezione e introspezione sono elaborati in un modello coerente di relazioni». </span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Il testo si sviluppa secondo l&#8217;impostazione della sola </span><span lang="it-IT"><i>pars systematica</i></span><span lang="it-IT"> &#8211; la riflessione che cerca l&#8217;intelligenza della fede -, in quanto la </span><span lang="it-IT"><i>pars dogmatica</i></span><span lang="it-IT"> &#8211; la riflessione a partire dei dati della Scrittura e della Tradizione che arriva a fissare cosa dice la fede della Chiesa &#8211; è esposta nel </span><span lang="it-IT"><i>De Verbo incarnato</i></span><span lang="it-IT"> (’64). Nella fattispecie, la trattazione s’incentra sul concetto teologico di </span><span lang="it-IT"><i>unione ipostatica</i></span><span lang="it-IT"> e la c</span><span lang="it-IT"><i>ostituzione psicologica</i></span><span lang="it-IT"> di Cristo, ma, soprattutto, essa rileva come (proprio) la comprensione dell’impianto tommasiano apra la strada alla focalizzazione e all’approfondimento della prospettiva della soggettività rinvenuta mediante il dinamismo coscienziale, a partire dal quale Lonergan fonda una metafisica e l’epistemologia per ogni altro ambito di riflessione. </span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">In tale quadro, la coscienza è colta non come «percezione» né come «conoscenza», ma come «esperienza interiore di un soggetto», come «nozione previa e informe di sé e dei propri atti» (il </span><span lang="it-IT"><i>De Verbo incarnato</i></span><span lang="it-IT"> approfondirà ulteriormente il discorso sulla coscienza come «essere presenti a se stessi»). Ora, Lonergan, nel cercare di spiegare il dato dogmatico per cui l&#8217;unico Verbo di Dio è conscio di sé nei modi divino e umano, e servendosi dell’analisi del dinamismo coscienziale, coglie la distinzione tra «</span><span lang="it-IT"><i>ciò che</i></span><span lang="it-IT"> è conscio» e «la coscienza </span><span lang="it-IT"><i>tramite cui</i></span><span lang="it-IT"> esso è conscio». La coscienza, pertanto, che è nozione relativa alla </span><span lang="it-IT"><i>persona</i></span><span lang="it-IT"> e non alle </span><span lang="it-IT"><i>nature</i></span><span lang="it-IT">, è individuata nel suo formarsi dalla parte dell&#8217;oggetto, ovvero, dall&#8217;esperienza sensibile, intellettuale, razionale, morale, da un lato, e dalla visione beatifica, dall&#8217;altro. Ecco così i due asserti lonerganiani: «Cristo come uomo [«la persona divina sussistente in una natura umana»] coglie se stesso sotto forma di esperienza mediante le sue operazioni umane e secondo la perfezione delle operazioni stesse» e «Cristo come uomo mediante la sua coscienza umana e la sua scienza beatifica comprende chiaramente e giudica con certezza che lui è il Figlio naturale di Dio e vero Dio». L’introduzione dell’analisi del dinamismo coscienziale – secondo i livelli empirico, razionale, riflessivo, morale &#8211; permette quindi a Lonergan di cogliere il nesso tra lo psicologico e l’ontologico &#8211; «&#8221;psicologico&#8221; è lo stesso ontologico nel tale grado di perfezione ontologica» &#8211; e, in campo cristologico, dove lo psicologico raggiunge tale grado di perfezione, rendere ragione del dato dogmatico secondo cui uno è il soggetto ontologico e psicologico ma due le coscienze.</span></span></span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="it-IT">Della proposta lonerganiana, e in particolare di questo testo, rilevo, in conclusione, i seguenti elementi di interesse in ordine all’individuazione di un pensiero che sappia cogliere negli esempi luminosi del passato, come il contributo dell’Aquinate, quegli </span><span lang="it-IT"><i>insights</i></span><span lang="it-IT"> per individuare quell’«invariante» &#8211; il metodo &#8211; che permette a tale pensiero di stabilirsi in una sempre feconda tensione dialettica con le istanze filosofiche dell’oggi: 1- la sistematica di Lonergan, che tenta di individuare la </span><span lang="it-IT"><i>ratio </i></span><span lang="it-IT">del dogma, non procede mediante un vago intuizionismo conoscitivo, ma un’approfondita analisi del dinamismo della coscienza; 2- alla definizione di tale analisi tanto ha contribuito proprio un’autoappropriazione profonda da parte del gesuita del pensiero di Tommaso (trasposto da un piano metafisico a uno psicologico-coscienziale); 3- la comprensione della coscienza, colta come struttura che si costruisce a diversi livelli, permette di individuare la collocazione della costituzione psicologica nel quadro di quella ontologica; 4- la costituzione psicologica, così intesa, esibisce tutto il suo valore e il suo significato in ordine alla comprensione dei dati dogmatici, sia in ambito cristologico che antropologico.</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/maggio-2017/bernard-j-f-lonergan-e-la-costituzione-ontologica-e-psicologica-di-cristo">Bernard J.F. Lonergan e La costituzione ontologica e psicologica di Cristo</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>«Trascendenza e mondo secolare» di Ingolf Dalferth</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-aprile-2017/trascendenza-e-mondo-secolare-di-i-u-dalferth</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 06:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aprile 2017]]></category>
		<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilmantellodellagiustizia.it/?p=4294</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • Quale comprensione il mondo secolare suggerisce all&#8217;uomo riguardo al concetto di trascendenza? Trascendenza e mondo secolare (Queriniana, Brescia 2016, 255 pp.) è il primo testo tradotto in italiano del teologo e filosofo delle religioni Ingolf U. Dalferth, per molti, eminente rappresentante dei pensatori tedeschi appartenenti alla terza generazione dopo quella di K. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/16223.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4298" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/16223.jpg" alt="16223" width="290" height="193" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/16223.jpg 290w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/04/16223-140x94.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /></a>di Dario Chiapetti </span><span lang="it-IT">•</span> <span lang="it-IT">Quale comprensione il mondo secolare suggerisce all&#8217;uomo riguardo al concetto di trascendenza? </span></span></span></span><span lang="it-IT" style="font-size: medium; font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><i>Trascendenza e mondo secolare</i></span><span lang="it-IT" style="font-size: medium; font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"> (Queriniana, Brescia 2016, 255 pp.) è il primo testo tradotto in italiano del teologo e filosofo delle religioni Ingolf U. Dalferth, per molti, eminente rappresentante dei pensatori tedeschi appartenenti alla terza generazione dopo quella di K. Barth, R. Bultmann, D. Bonhoeffer e quella di W. Pannenberg, J. Moltmann, E. Jungel. «La teologia cristiana &#8211; scrive Dalferth nell&#8217;</span><span lang="it-IT" style="font-size: medium; font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><i>Introduzione</i></span><span lang="it-IT" style="font-size: medium; font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"> &#8211; dovrebbe avere un atteggiamento critico nei confronti dell&#8217;attuale congedo dalla secolarizzazione e del richiamo, che va di moda, a una nuova epoca religiosa post-secolare. Sin dall&#8217;inizio la fede cristiana ha giocato un ruolo decisivo nel rendere profano il mondo, nella critica della religione, delle religioni e della religiosità, e nel dare una nuova forma alla vita umana che sta alla presenza di Dio».</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">L&#8217;impostazione che sta alla base delle riflessioni dell&#8217;Autore, propria di una vera filosofia analitica, è molto attenta alla fissazione e all&#8217;approfondimento delle definizioni dei concetti presentati mediante un rigoroso procedere argomentativo che ricorre al pensiero strutturato secondo una logica formale &#8211; nello specifico quella modale &#8211; che assume dei principi, quali quelli di necessità e possibilità, come criteri-guida delle riflessioni. Grande attenzione è riservata anche agli statuti epistemologici e ai risultati delle scienze naturali pur accanto a una critica alla cosiddetta teologia naturale che suppone di parlare di Dio mediante la sola ragione. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In particolare, Dalferth, configurando la sua filosofia della religione secondo la matrice simbolico-pragmatica e quella ermeneutico-critica, mostra come la funzione basilare della religione sia quella di orientamento per l&#8217;uomo nella sua prassi vitale mediante operazioni di distinzioni simboliche e, così, di smascheramento delle possibilità di fraintendimento. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In tale quadro l&#8217;uomo realmente religioso è colui che riconosce la «Presenza ultima», come l&#8217;assoluta trascendenza che si dà nell&#8217;immanenza, e che verso di essa dirige la sua esistenza. Questo orientamento fa sì che cada la distinzione tra «sacro» e «profano», «religioso» e «secolare», per lasciare spazio a quella tra «fede» e «incredulità». «L&#8217;orientamento vitale cristiano &#8211; scrive Dalferth &#8211; si lascia alle spalle l&#8217;alternativa tra vita religiosa e non-religiosa. L&#8217;elemento che lo qualifica è la presenza di Dio che si rende attuale, l&#8217;assenza di una differenza tra profano e sacro nel mondo e la distinzione nello spazio delle possibilità, posta da questa presenza di Dio, tra una vita che ad essa si orienta (fede) e una vita che non lo fa (incredulità)». </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Una religione e una fede così concepite aprono a una serrata critica della religione come sistema di concezioni, visioni, riti, precetti; il monoteismo ebraico-cristiano si distinse, si distingue e dovrebbe distinguersi proprio per tale critica, come, ad esempio, avvenne nei confronti del cosmoteismo delle religioni antiche.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Si giunge così al punto centrale del discorso dell&#8217;Autore: il tempo attuale è, sì, da denominarsi come «post-secolare» ma non nel senso che, passate le tempeste del positivismo, del relativismo e del nichilismo, si è tornati ad una nuova stagione in cui la religione ha riconquistato un suo interesse negli uomini e quindi una sua presenza nella società, ma nel senso che, come commenta Andrea Aguti nella </span><span lang="it-IT"><i>Prefazione</i></span><span lang="it-IT">, «la religione viene effettivamente superata mediante la neutralizzazione della differenza secolare/religioso», trovando così la sua vocazione essenziale di «fonte primaria di orientamento e di senso per la vita umana». </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La netta distinzione tra trascendenza e immanenza &#8211; Dio non è assolutamente l&#8217;uomo &#8211; è colta non in una separazione delle due dimensioni ma nel diverso modo di esplicarsi dell&#8217;atto vitale umano: «Entrambe &#8211; spiega Dalferth &#8211; non definiscono ambiti diversi nella vita, bensì diversi atteggiamenti verso tutti gli ambiti della vita sulla base di un evento che si lascia indicare come irruzione della trascendenza nell&#8217;immanenza e che può condurre a ri-orientare la vita nell&#8217;apertura per la trascendenza». </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il discorso di Dalferth, che certo risulta caratterizzato, da un lato, dalla prospettiva generale in cui si colloca &#8211; ovvero, quella che fa tesoro dell&#8217;eredità teologica dei pensatori sopra ricordati &#8211; e, dall&#8217;altro, dalla sua specifica angolatura &#8211; quella che tiene insieme la filosofia (analitica) delle religioni e la teologia -, ben si ascrive tra i contributi che cercano di offrire una lettura del momento attuale, delle sue istanze e dei suoi inviti in relazione alla fede e anche al significato proprio della teologia. Quanto a quest&#8217;ultima, conclude l&#8217;Autore: «il suo fine non è quello di una fondazione esaustiva della fede di fronte al foro di una sfera pubblica osservante, ma il concreto ricordo che noi tutti siamo coinvolti, ovvero persone che vivono alla presenza di Dio».</span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-aprile-2017/trascendenza-e-mondo-secolare-di-i-u-dalferth">«Trascendenza e mondo secolare» di Ingolf Dalferth</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Si è detto (tutto) nella carne. Teologia e neuroscienze di L. Paris</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-marzo-2017/si-e-detto-tutto-nella-carne-teologia-e-neuroscienze-di-l-paris</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 17:40:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[marzo 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • Il «tentativo» compiuto da Leonardo Paris nel suo Teologia e neuroscienze. Una sfida possibile (Queriniana, Brescia 2017, 334 pp.) &#8211; che in quanto tale comporta inevitabilmente «l&#8217;esporsi al rischio del fallimento» &#8211; ben si inquadra nelle declinazioni dell&#8217;invito di papa Francesco a far sì che la paura di sbagliare non superi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4166" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault-300x169.jpg" alt="maxresdefault" width="300" height="169" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault-889x500.jpg 889w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault-136x77.jpg 136w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">•</span></span> <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il «tentativo» compiuto da Leonardo Paris nel suo </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Teologia e neuroscienze. Una sfida possibile</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> (Queriniana, Brescia 2017, 334 pp.) &#8211; che in quanto tale comporta inevitabilmente </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">l&#8217;esporsi al rischio del fallimento» &#8211; ben si inquadra nelle declinazioni dell&#8217;invito di papa Francesco a far sì che la paura di sbagliare non superi quella di rinchiudersi in strutture che danno falsa protezione quando fuori c&#8217;è gente affamata (cf. </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Evangelii Gaudium</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> 49). Di cosa? Di una comprensione credibile della realtà, di condizioni dignitose di vita, e certo, di Dio. Cristo «svela l&#8217;uomo all&#8217;uomo» (cf. </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Gaudium et Spes</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> 22) mostrando ed esaltando, come l&#8217;immagine evangelica del «sale» evoca, le proprietà dell&#8217;altro, non misconoscendole o combattendole. Questo &#8220;altro&#8221; è la realtà creata con i suoi dinamismi, e i saperi con i propri statuti epistemologici. Occorre allora comprendere la relazione con questo &#8220;altro&#8221;, colta nel suo aspetto dinamico-storico per non rischiare «di farsi male e fare male». Il muro cartesiano tra scienza e teologia è rotto e quindi «scavalcarlo non ha senso». Il «mondo riunificato» spinge la teologia e la scienza a incontrarsi, non più però in modo </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>interdisciplinare</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> &#8211; un medesimo oggetto è spiegato dalla scienza secondo il suo proprio punto di vista, ad esempio, l&#8217;aspetto materico, e dalla teologia secondo il suo, quello spirituale; la teologia interviene laddove c&#8217;è «il buio» per la scienza e loda quest&#8217;ultima laddove c&#8217;è «la piena luce» per entrambe &#8211; ma in modo </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>transdisciplinare</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> &#8211; secondo la presa in considerazione dell&#8217;unitaria «complessità dei sistemi» che reimposti dal punto di vista epistemologico gli statuti di entrambe e permetta l&#8217;approfondimento della comprensione dei loro oggetti. Ora, un ambito particolare della scienza che sempre più pretende di dire, </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">«</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">in modo talvolta aggressivo», qualcosa alla teologia, e viceversa, è quello delle neuroscienze. Paris tenta l&#8217;operazione di considerare le prospettive di questi due saperi, segno di fiducia verso le capacità conoscitive di entrambi. Tale tentativo nasce dalla presa in considerazione dell&#8217;urgenza di quello che l&#8217;Autore ritiene essere il mutamento del paradigma conoscitivo, e ancor di più esistenziale, dell&#8217;uomo contemporaneo. Per l&#8217;uomo di oggi, </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>di fatto</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, Dio è </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>per lo più</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> non indispensabile e </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>quasi mai</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> nemico. L&#8217;uomo starebbe meglio con Dio? Ne sono fermamente convinto. Ma allora: o il cristiano presenta agli uomini una risposta a una domanda inesistente, o cerca di far sorgere in questi le domande, oppure, più semplicemente, accoglie come una benedizione il passaggio dello schema «</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>uomo/domanda-Dio/risposta</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">» a quello, se vogliamo più biblico, «</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Dio/proposta-uomo/risposta</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">» e cerca di comprendere meglio e Dio e l&#8217;uomo e la loro relazione. </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">L&#8217;uomo di oggi dice che Dio è assente, non necessario e non presente </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>evidentemente</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> nella creazione. Tra le varie prospettive neuroscientifiche, la </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>materialista non determinista</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> sembra per Paris quella che pone la sfida «intellettualmente più interessante, esistenzialmente più urgente e teologicamente più problematica». Ecco le domande cruciali e poco considerate sulle quali occorre riflettere: se l&#8217;uomo, mettiamo il caso, fosse costituito solo da materiale biologico e anche il suo spirito, la sua anima, la sua libertà, la sua coscienza, fossero frutti di meccanismi neuronali, ciò non avrebbe nessun &#8220;alto&#8221; significato teologico? Non ci direbbe ciò nulla &#8220;di grande&#8221; su Dio e sull&#8217;uomo? Ciò che dice la scienza è così in contraddizione con una riflessione teologica? Se sì, che valore dare agli enunciati teologici? Cosa chiedere alle persone che guardano alla &#8220;terra&#8221; e non sono conquistate da un Dio che ha la pretesa di darsi in essa ma di non dirsi </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>tutto</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> in essa? La carne è mero </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>strumento</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> del dirsi di Dio, magari anche estraneo ad esso? Non è più radicalmente suo proprio </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>contenuto</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">?</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Delle nozioni prese in esame dalla teologia di anima, coscienza e libert</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, la prospettiva materiale-sistemica coglie, da un lato, il loro fondamento biologico, dall&#8217;altro, l&#8217;interpersonalità del modo del loro funzionamento. È così che l&#8217;Autore ripensa i suddetti concetti offrendone una comprensione che nulla toglie alla dignità e potenzialità e di Dio e dell&#8217;uomo e del creato. </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Autonomia</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>relazione</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">Paris </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">passa a mostrare che la lettura profondamente teologica della Scrittura operata dalla Tradizione mostra che le suddette nozioni dicono il mistero dell&#8217;incarnazione e, ancor di più, della vita intratrinitaria.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In Cristo è possibile distinguere due espressioni della sua libertà e autonomia in relazione al Padre. Prima della croce, caratterizzata dal </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>chiedere-avere.</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> Nell&#8217;evento della croce, nell&#8217;</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>autonomia adulta</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Al Figlio è data l&#8217;occasione dal Padre di autocostituirsi liberamente in relazione a lui, nell&#8217;autonomia dovuta alla sua assenza, e così sperimentare nella biologicità della carne la sua figliolanza divina, così come ci è attestato dal fatto che tale aspetto fu colto proprio dal</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i> pagano</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> centurione (cf. </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Mc</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> 15,39). È tale autonomia adulta del Figlio per il quale Dio è assente che crea quello spazio di fraternità solidale con l&#8217;uomo per il quale Dio è assente, e quindi quello </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>spazio di libertà accessibile</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> alla relazione di figliolanza nei confronti di un Padre caratterizzato da quella che Piero Coda ha definito una «paternità non paternalistica».</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Le Persone Divine sussistono nella </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>libertà</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, e quindi nella </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>non necessità</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">, mossa da </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>stupore</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> e </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>desiderio</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> del reciproco volersi dare, ricevere, auto-costituirsi in relazione alle altre e dirsi all&#8217;altro mediatamente in un terzo distinto, «espressione della libertà divina [&#8230;] nell&#8217;affermazione della pluralità delle relazioni». È tale evento di libertà che fonda e forma il suo analogo sul piano creazionale con le implicazioni capitali per cui: «</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Dio ci dona alle nostre relazioni, alla nostra libertà</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">», «</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Dio si dona alle nostre relazioni, alla nostra libertà</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">», «</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Dio ci dona nelle sue relazioni, nella sua libertà</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">». </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">L&#8217;osservazione dell&#8217;autonomia dell&#8217;umano e libertà adulta del Cristo, da un lato, e la relazionalità costitutiva della libertà e relazionalità trinitaria, dall&#8217;altro, tenta di mostrare alle neuroscienze e alla teologia come la sfida di riflettere l&#8217;una nell&#8217;altra, non solo sia possibile ma ne accresca la dignità epistemologica, e pertanto sia doverosa nei confronti di quel Dio libero e uomo libero che, non nell&#8217;autonomia </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>dal</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> rapporto tra loro ma nell&#8217;autonomia </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>nel</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> rapporto tra loro possono incontrarsi, scegliersi e unirsi ancora oggi, soprattutto oggi, nell&#8217;epoca del disincanto costruttivo.</span></span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-marzo-2017/si-e-detto-tutto-nella-carne-teologia-e-neuroscienze-di-l-paris">Si è detto (tutto) nella carne. Teologia e neuroscienze di L. Paris</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Omnes in illo Christus sumus</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/febbraio-2017/omnes-in-illo-christus-sumus</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 07:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[febbraio 2017]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilmantellodellagiustizia.it/?p=3974</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Dario Chiapetti • «Chi se&#8217; tu, o dolcissimo Iddio mio? Che sono io, vilissimo vermine e disutile servo tuo?», si domandava Francesco d&#8217;Assisi (FF 1915). Per rispondere a tali interrogativi, il punto di partenza è l&#8217;experientia fidei, la quale deve essere compresa alla luce dell&#8217;intelligentia fidei, guidata, quest’ultima, dalla regula fidei. Quanto all’acquisizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/02/lincei_ruggieri.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3976" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/02/lincei_ruggieri-300x225.png" alt="lincei_ruggieri" width="300" height="225" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/02/lincei_ruggieri-300x225.png 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/02/lincei_ruggieri.png 320w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>di Dario Chiapetti • «Chi se&#8217; tu, o dolcissimo Iddio mio? Che sono io, vilissimo vermine e disutile servo tuo?», si domandava Francesco d&#8217;Assisi (<i>FF</i> 1915). Per rispondere a tali interrogativi, il punto di partenza è l&#8217;<i>experientia fidei</i>, la quale deve essere compresa alla luce dell&#8217;<i>intelligentia fidei</i>, guidata, quest’ultima, dalla <i>regula fidei</i>.</span></span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a> <span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Quanto all’acquisizione dell’intelligenza a partire dalla regola della fede che illumina l’esperienza ripropongo l’interessante contributo di Giuseppe Ruggieri compiuto nell&#8217;<i>Epilogo</i> &#8211; intitolato <i>Antropologia messianica</i> &#8211; del suo recente testo <i>Chiesa sinodale</i>. L&#8217;Autore sostiene che la prospettiva personalista adottata dal Concilio Vaticano II per impostare il discorso del rapporto tra uomo e Dio, mutuata in gran parte da Agostino, ovvero, quella del <i>cor inquietum</i> che porta ad aderire al divino quando l&#8217;uomo lo scorge nella sua vita, fosse «sostanzialmente inadeguato» a causa della scarsa considerazione della storicità dell&#8217;uomo, dell&#8217;economia della salvezza e dell&#8217;auto-rivelazione di Dio, che, a sua volta, era causata dal «difetto degli studi esegetici nella loro considerazione del &#8220;Gesù storico&#8221;». Prosegue Ruggieri: «l&#8217;attesa nasce dalla sofferenza, non da se stessa», essa è dovuta all&#8217;<i>apokaradokia</i> (<i>Rom</i> 8, 19) di cui parla Paolo, ovvero, la sofferenza nella quale la creazione tutta si trova, non a causa sua e per la corruzione in cui è stata posta, conseguenza del rifiuto del progetto iniziale di Dio sull&#8217;umanità. È in quanto collocati in tale prospettiva che i primi discepoli colsero come tratto qualificante di Gesù quello di Messia, il quale, dal canto suo, non evitò certo di presentare la sua persona e il suo insegnamento all&#8217;interno della linea apocalittica, pur caratterizzandola rispetto alle svariate correnti del tempo. L&#8217;avvento del regno di Dio &#8211; questa è la tesi centrale di Ruggieri, basata sull&#8217;interpretazione di <i>Rom</i> 8,16-29 &#8211; si rende presente con Gesù come grazia offerta agli uomini, la quale è effusa a partire da quell&#8217;evento di partecipazione, anche fisica &#8211; <i>splanchnizomai</i> -, da parte del Cristo ai dolori e alle sofferenze dell&#8217;uomo. La partecipazione alla gloria del Messia è possibile «se patiamo con lui» (v. 17), ma il curioso cambio argomentativo tra le sofferenze di Cristo e quelle della creazione (v. 18) rivelano, secondo Ruggieri, che queste due vengono così a identificarsi. «La creazione &#8211; scrive il teologo siciliano &#8211; non soffre per partecipare alle sofferenze di Cristo, ma perché è stata sottomessa controvoglia», per cui è Cristo che partecipa alle sofferenze della creazione. Alla luce di ciò due aspetti sono evidenziati: quello della «<i>fecondità</i> del patire assieme agli altri» [corsivo mio] e della coincidenza per l&#8217;uomo del partecipare alle sofferenze di Cristo e della creazione. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questi brevi abbozzi per un&#8217;antropologia messianica che recupera il significato e il valore della proprietà storica del dato teologico, caratteristica di gran parte del Nuovo Testamento, offrono un interessante orizzonte interpretativo teo-antropologico che, allo stesso tempo, costituisce un punto di partenza per un recupero e un approfondimento dell’intelligenza della riflessione condotta dal di dentro del pensiero ellenistico propria della patristica, sia a livello cristologico, oggetto delle brevi riflessioni che seguono, che trinitario. È a questo punto che riporto l&#8217;attenzione su Agostino. La solidarietà è una faccia, una manifestazione di una più profonda realtà, che della prima costituisce la sua condizione di possibilità: l&#8217;<i>unitas</i>. L&#8217;unità è ciò che caratterizza Dio in sé, si pensi all&#8217;unità tra le Persone divine, all&#8217;unità, a livello cristologico, tra natura umana e divina, a quella ecclesiologica tra Dio e uomo. Agostino esprime quest&#8217;ultima mediante l&#8217;immagine del <i>Christus totus</i>: «Un solo uomo Capo e Corpo, un solo uomo: Cristo e la Chiesa, l&#8217;Uomo perfetto» (<i>Enarr. in. Ps.</i> 18, 2, 10). Tralasciando la questione esegetica circa il significato di &#8220;creazione&#8221;- <i>ktisis</i> &#8211; e limitando la riflessione agli esseri umani, ci troviamo qui di fronte a quell&#8217;<i>intelligentia fidei</i> che mostra in tutta la sua profondità teoretica il significato e le implicazioni dell&#8217;<i>alterità</i> e della <i>relazionalità</i> come tratti costitutivi dell&#8217;uomo che la riflessione sull&#8217;antropologia messianica ha avuto il merito di individuare. Cristo Messia com-patisce le sofferenze dell&#8217;umanità nella <i>kenosi</i> totale di Sé, per stabilire con essa quell&#8217;unione, nella sempre rispettata distinzione, data dall’accoglienza in Sé dell&#8217;altro, e di quest’ultimo, così, portare a compimento la sua realizzazione ontologica. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il concetto teologico che esplica correttamente questo principio dinamico &#8211; e che Agostino, come ci si può aspettare, non enuncia esplicitamente &#8211; è quello che comunemente nel linguaggio teologico è denominato &#8220;cristificazione&#8221;. Il Messia, accogliendo l’altro in Sé, nella salvaguardata (e radicalizzata!) distinzione, non &#8220;trasforma&#8221; l&#8217;uomo: lo &#8220;traspone&#8221; nel suo Io. Ora, si osservi come tale processo non avvenga individualmente: «Tutti in lui siamo di Cristo e siamo Cristo» (<i>Enarr. in Ps.</i> 26.2.2). Il plurale usato rivela che il processo di cristificazione avviene come &#8220;noi&#8221;, richiamando qui quell&#8217;idea che papa Francesco presenta attraverso l&#8217;immagine dell'&#8221;interiorità allargata&#8221; (cf. <i>Evangelii Gaudium</i> 272) secondo la quale tale interiorità risiede nell&#8217;esteriorità costituita dalla relazione con l&#8217;altro. Non può esprimere forse questa lettura un particolare punto di vista per cogliere il significato del dinamismo tra l&#8217;«in me» e il «fuori di me» agostiniani? La solidarietà è espressione del dinamismo cristificatore, pertanto esso avviene inter-personalmente: «È l’unità che ci compagina facendoci diventare membra di Cristo. Ma che cos&#8217;è che crea quest&#8217;unità se non la carità?» (<i>In Io. Ev. Tr.</i> 27, 6). Se l&#8217;Io di Cristo è il luogo della cristificazione, il luogo del darsi dell&#8217;Io di Cristo è la relazione inter-personale, la carne: «si arriva […] all&#8217;elemento &#8220;carne&#8221;: lì siamo Cristo e noi e lui» (<i>Enarr. in Ps.</i> 142, 3). </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dio manifesta la sua trascendenza nell&#8217;unità profonda che stabilisce con gli uomini, alla quale essi accedono mediante l&#8217;unità tra loro, innescata dalla carità, opera dello Spirito, al punto di farli essere <i>lui</i>. A tale <i>intelligentia</i> dell’<i>experentia</i>, guidata dalla <i>regula</i>, ci conduce l’irrinunciabile inter-relazione tra riflessione neotestamentaria, patristica, della teologia messianica, ecc., permettendoci sempre meglio di cogliere la rivelazione e portare a compimento la vocazione che ci sono state donate. <i>Omnes in illo Christus sumus</i>.</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/febbraio-2017/omnes-in-illo-christus-sumus">Omnes in illo Christus sumus</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La liturgia della Chiesa in uscita. Spunti da un testo di Ignazio Schinella</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-gennaio-2017/la-liturgia-della-chiesa-in-uscita-spunti-da-un-testo-di-i-schinella</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Chiapetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 10:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[don Dario Chiapetti 2017]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Dario Chiapetti • Ignazio Schinella in Il segno di Giona. Per un&#8217;antropologia della Misericordia nell&#8217;epoca del post-umanesimo e della neuroscienza (Cantagalli, Siena 2016, 342 pp.) compie un&#8217;articolata riflessione antropologica alla luce degli elementi emergenti dal Vangelo e dal kairós attuale. Essa trae le mosse dalla visione sull&#8217;uomo, propria del Vaticano II, colto nella sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/01/Schinella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3835" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/01/Schinella.jpg" alt="schinella" width="200" height="241" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/01/Schinella.jpg 200w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2017/01/Schinella-140x170.jpg 140w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>di Dario Chiapetti </span><span lang="it-IT">•</span> <span lang="it-IT">Ignazio Schinella in </span><span lang="it-IT"><i>Il segno di Giona. Per un&#8217;antropologia della Misericordia nell&#8217;epoca del post-umanesimo e della neuroscienza</i></span><span lang="it-IT"> (Cantagalli, Siena 2016, 342 pp.) compie un&#8217;articolata riflessione antropologica alla luce degli elementi emergenti dal Vangelo e dal </span><span lang="it-IT"><i>kairós</i></span><span lang="it-IT"> attuale. Essa trae le mosse dalla visione sull&#8217;uomo, propria del Vaticano II, colto nella sua stretta connessione col mistero di Cristo e della Chiesa; passa in rassegna i vari modelli antropologici che si sono delineati a partire dalla modernità; traccia, volgendosi alla Scrittura e soprattutto all&#8217;evento pasquale, un&#8217;antropologia della Misericordia, trinitariamente impostata; presenta, in conclusione, alcuni interrogativi antropo-teologici sulla possibilità del riconoscimento di unioni aggregative non generative. Nel cuore della riflessione Schinella affronta la questione circa </span><span lang="it-IT"><i>La liturgia &#8220;momento ultimo della storia di salvezza&#8221;, luogo di umanizzazione cristiana</i></span><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nel quadro di un&#8217;antropologia così radicalmente fondata in senso comunionale e relazionale all&#8217;insegna della Misericordia quale espressione suprema della vita trinitaria, Schinella riconosce grande interesse al sacramento e alla liturgia, &#8220;spazio e tempo dell&#8217;incontro con la misericordia trasformante di Dio&#8221;.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il teologo napoletano sviluppa il suo discorso a partire dalla nozione di &#8220;memoria&#8221;. Essa è anzitutto propria dell&#8217;amore trinitario verso l&#8217;uomo e in secondo luogo dell&#8217;uomo che nella liturgia fa l&#8217;esperienza di essere raggiunto da Dio: il popolo di Dio &#8220;può trovare nello spazio e nel tempo liturgico il genoma della sua vita [&#8230;] il ricordo dell&#8217;amore trinitario del Padre e del Figlio, che versa nel cuore dell&#8217;uomo la stessa sorgente della misericordia&#8221;. </span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Continua Schinella: &#8220;Il segreto della Chiesa, più che processo in avanti, è memoria, cioè un riportare gli uomini indietro, davanti alla Croce e alla tomba vuota che proietta la Chiesa nel futuro&#8221;. È quindi in quell&#8217;</span><span lang="it-IT"><i>experientia fidei</i></span><span lang="it-IT"> del tornare a quell&#8217;evento </span><span lang="it-IT"><i>passato</i></span><span lang="it-IT"> originante la fede e che si rende </span><span lang="it-IT"><i>presente</i></span><span lang="it-IT"> nell&#8217;oggi &#8211; l&#8217;evento-Cristo -, che la Chiesa può ricevere quell&#8217;</span><span lang="it-IT"><i>intelligentia fidei</i></span><span lang="it-IT"> per comprendere se stessa e costantemente auto-progettarsi e auto-proiettarsi nel </span><span lang="it-IT"><i>futuro</i></span><span lang="it-IT">, e realizzare così sempre più compiutamente la sua vocazione: quella di popolo sacerdotale pellegrinante a servizio della famiglia umana di cui fa parte, sempre in continuo discernimento, alla luce del Vangelo, delle istanze emergenti del tempo presente al fine di far fermentare più efficacemente la Parola di Dio in ogni uomo, donna e realtà umana.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Tale visione è fortemente radicata nel pensiero di papa Francesco: &#8220;La prima immagine &#8211; scrive Schinella &#8211; che </span><span lang="it-IT"><i>Evangelii Gaudium</i></span><span lang="it-IT"> offre del mistero della Chiesa è quella di </span><span lang="it-IT"><i>comunità della memoria</i></span><span lang="it-IT"> [&#8230;] che genera quotidianamente il popolo e la famiglia di Dio come popolo in uscita, testimone incaricato di prolungare nella storia [&#8230;] la vita pastorale della misericordia del Signore&#8221;.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ora, &#8220;se è vero &#8211; prosegue l&#8217;Autore &#8211; che l&#8217;esortazione sembra non trattare </span><span lang="it-IT"><i>ex professo</i></span><span lang="it-IT"> della liturgia, questa sembra trasversalmente costituire il filo che la lega&#8221;. Esso è ravvisabile a ben guardare proprio in </span><span lang="it-IT"><i>EG</i></span><span lang="it-IT"> 24 quando si enunciano e si trattano i cinque passi del cammino della </span><span lang="it-IT"><i>Chiesa in uscita</i></span><span lang="it-IT">: </span><span lang="it-IT"><i>prendere l&#8217;iniziativa</i></span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT"><i>coinvolgersi</i></span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT"><i>accompagnare</i></span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT"><i>fruttificare</i></span><span lang="it-IT"> e </span><span lang="it-IT"><i>saper festeggiare</i></span><span lang="it-IT">: &#8220;non sono forse questi i passi della danza di Dio con l&#8217;uomo e della sua compagnia quotidiana nella liturgia?&#8221;.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La liturgia della Chiesa in uscita è anzitutto memoria dell'&#8221;iniziativa divina&#8221; della vita trinitaria autocomunicantesi attraverso la Parola di Dio e che fonda la possibilità per la Chiesa di celebrarla e che costituisce il criterio-guida per ogni azione liturgico-sacramentale. Tale iniziativa divina si concretizza in un &#8220;coinvolgimento nella storia umana&#8221;, come manifesta il carattere imprescindibilmente storico-comunitario di ogni liturgia. Tale coinvolgimento si attua mediante una &#8220;compagnia che [&#8230;] condivide il cammino di ricerca dell&#8217;uomo&#8221;, come rivela l&#8217;itinerario che ogni anno liturgico, attraverso i suoi particolari tempi, il popolo di Dio percorre, e che è per l&#8217;uomo vera divina pedagogia d&#8217;accompagnamento dei suoi processi, in ordine all&#8217;approfondimento del mistero da cui esso è costituito, ovvero il mistero d&#8217;amore trinitario. Tale pedagogia deve andare &#8220;trasformando la nostra vita fino a farci bruciare dentro&#8221;, come rivela la spinta all&#8217;attualizzazione della sempre più piena conformazione della persona alla vita agapica divina, diffusiva per sé, che ogni azione liturgico-sacramentale ha per sua costituzione intrinseca e che mai deve essere affievolita. Infine essa costituisce (e deve costituire) il &#8220;fare festa [di Dio] con noi per la gioia del figlio perduto e ritrovato&#8221;, il luogo divino del </span><span lang="it-IT"><i>gaudium</i></span><span lang="it-IT"> della ricostituzione delle relazioni umane.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ecco che l&#8217;uomo della Misericordia presentato da Schinella non può disgiungere &#8211; come già Benedetto XVI aveva osservato in </span><span lang="it-IT"><i>Deus Caritas est</i></span><span lang="it-IT"> &#8211; la fede, il culto e l&#8217;</span><span lang="it-IT"><i>ethos</i></span><span lang="it-IT"> della pro-esistenza. In particolare, tra i tre termini si deve stabilire un rapporto circolare &#8211; per il quale dall&#8217;uno derivano gli altri e l&#8217;uno scaturisce dagli altri &#8211; e di pericoreticità &#8211; per cui nell&#8217;uno vivono e agiscono gli altri.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Una liturgia così intesa &#8211; di una Chiesa in uscita dall&#8217;evento-Cristo verso il futuro della piena realizzazione &#8220;dell&#8217;intima unione con Dio e dell&#8217;unità di tutto il genere umano&#8221; (</span><span lang="it-IT"><i>Lumen Gentium</i></span><span lang="it-IT"> 1) &#8211; è &#8220;la misura della teologia e solo essa ci insegna &#8211; più e meglio di ogni teologia &#8211; la divina semplicità del disegno divino, che irrompe nella vita dell&#8217;uomo e lo rende coinquilino dell&#8217;amore, partecipando la logica di Dio&#8221;.</span></span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/articoli-mese-gennaio-2017/la-liturgia-della-chiesa-in-uscita-spunti-da-un-testo-di-i-schinella">La liturgia della Chiesa in uscita. Spunti da un testo di Ignazio Schinella</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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