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	<title>Coscienza Universitaria 2026 - Il Mantello della Giustizia</title>
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	<description>Rivista per l&#039;approfondimento culturale cristiano</description>
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		<title>Riflessioni dall’esperienza estiva per famiglie diocesana sulla corresponsabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Ottobre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Giulia Brilli · Mercoledì 19 Agosto noi, giovani universitari della FUCI, abbiamo tenuto una testimonianza dal titolo “Tramandare la corresponsabilità: una testimonianza fucina” all’esperienza estiva per famiglie della Diocesi di Firenze che si è tenuta dal 17 al 24 Agosto a Bagni di Nocera Umbra. Oltre alla nostra testimonianza su cosa vuole dire per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-18124" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/10/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Giulia Brilli · Mercoledì 19 Agosto noi, giovani universitari della FUCI, abbiamo tenuto una testimonianza dal titolo “Tramandare la corresponsabilità: una testimonianza fucina” all’esperienza estiva per famiglie della Diocesi di Firenze che si è tenuta dal 17 al 24 Agosto a Bagni di Nocera Umbra. Oltre alla nostra testimonianza su cosa vuole dire per noi essere corresponsabili, non solo come cattolici che svolgono dei servizi nella Diocesi, ma anche come studenti universitari, avevamo preparato anche cinque domande; i partecipanti, quindi, sono stati divisi in cinque gruppi di riflessione e ciascuno di essi ha lavorato su una delle domande. Vi riportiamo le domande che sono state fatte all’esperienza estiva per famiglie e le loro risposte, affinché possano essere di riflessione anche per il lettore.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domanda 1: Come possiamo contribuire a costruire una Chiesa in cui ciascuno possa riconoscere il proprio dono e sentirsi corresponsabile?<br />
Risposta del primo gruppo di riflessione: Creando una rete di laici formati, protagonisti senza confini.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domanda 2: Quali sono i doni che ho come studente/lavoratore/genitore attraverso il mio servizio? Come percepisci la responsabilità all’interno della famiglia? Nei miei luoghi di famiglia/lavoro/volontariato c’è fiducia? Cosa crea la fiducia?<br />
Risposta del secondo gruppo di riflessione: Il dono è la presenza che alla luce della fede crea testimonianza, ascolto ed esperienza. L’amore che affonda le radici nella fede aiuta nella corresponsabilità e nella fiducia tra le generazioni. Per la fiducia occorre fede e rispetto, a volte c’è paura di aver fiducia, anche nella Chiesa le divergenze devono essere costruttive e deve esserci lo spirito di servizio. Ciò che mina la fiducia spesso è il potere individuale e l’atteggiamento maledicente, è necessario un rispetto reciproco.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domanda 3: Cosa vuol dire per me svolgere un servizio o mettermi al servizio del mio prossimo? Che somiglianza ci trovi rispetto a come Gesù guida la sua Chiesa?<br />
Risposta del terzo gruppo di riflessione: Per noi vuol dire entrare nel concetto di gratuità; per citare il Vangelo di Matteo, sentiamo nostro il versetto “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8).</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domanda 4: Come posso vivere i miei ambienti di studio o di lavoro in un’ottica di corresponsabilità?<br />
Risposta del quarto gruppo di riflessione: Facendosi carico delle situazioni di bisogno che riusciamo a intercettare e tramite alcuni atteggiamenti: la fiducia, la collaborazione, la condivisione e l’ascolto.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domanda 5: Cosa possiamo fare anche se non abbiamo un ruolo o un incarico? Dov’è che vedo un bisogno e come posso organizzarmi insieme agli altri per risolverlo?<br />
Risposta del quinto gruppo di riflessione: Mettersi al servizio, essendo propositivi, con un cambiamento di linguaggio per raggiungere tutti, recuperando la dimensione della persona e coinvolgendo le famiglie in una catechesi continua.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Al termine di questo articolo ci teniamo particolarmente a ringraziare Antonella e Gianluca Mugnaini, insieme a tutta l’equipe organizzativa dell’esperienza estiva per famiglie, per averci offerto la possibilità di presentare la FUCI e per averci dato questo spazio di dialogo e discussione tra generazioni.</span></span></span></p>
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		<item>
		<title>Settimana teologica 2026, Camaldoli</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/settimana-teologica-2026-camaldoli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[settembre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Arianna D&#8217;Amico · Dal 3 al 9 agosto, nella foresteria del monastero di Camaldoli, ha avuto luogo l&#8217;evento nazionale estivo della Fuci, una settimana di preghiera, convegni e divertimento per affrontare insieme tematiche quali collaborazione comunitaria, intelligenza artificiale e fraternità alla luce della nuova enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas. L’evento, dal titolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17969" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/08/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Arianna D&#8217;Amico <span style="font-family: DejaVu Sans, sans-serif;">·</span> Dal 3 al 9 agosto, nella foresteria del monastero di Camaldoli, ha avuto luogo l&#8217;evento nazionale estivo della Fuci, una settimana di preghiera, convegni e divertimento per affrontare insieme tematiche quali collaborazione comunitaria, intelligenza artificiale e fraternità alla luce della nuova enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas. </span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">L’evento, dal titolo “Costruire una responsabilità condivisa. Dalla sindrome di Babele alla via di Neemia.”, si è sviluppato tra riflessioni, approfondimenti teologici (don Francesco Vermigli, don Bruno Bignami, dom Emanuele Bordello) e studi biblici (dom Matteo Ferrari) che ci hanno accompagnato nel percorso per avere idee un po&#8217; più chiare sul magistero e il significato dell&#8217;enciclica, la collaborazione, l&#8217;incontro con l&#8217;altro e sull&#8217;importanza della eterogeneità (o meglio, unicità) degli esseri umani. </span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Ecco perché quella di Babele diventa una sindrome: la paura di disperdersi (e perdersi) che si trasforma in un bisogno di omogeneità e lascia lo spazio per una “dittatura” di chi ha il potere di influenzare e dirigere le decisioni di tutti e, quindi, decidere da solo. A questa si contrappone la via di Neemia, che prevede una collaborazione di un intero popolo per la ricostruzione della città: ognuno è chiamato a contribuire, in base alle sue abilità e possibilità,<img decoding="async" class="size-full wp-image-18022 alignright" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/08/images-1-1.jpeg" alt="" width="194" height="259" /> ognuno nella sua unicità, al fine di ottenere qualcosa di ricco e diversificato che possa accogliere ogni esigenza e soddisfare ogni necessità, proprio perché ha in sé una molteplicità di idee e contributi compositi e complementari. </span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">In occasione della ricorrenza dell&#8217;anno giubilare francescano e della vicinanza geografica, abbiamo anche dedicato una giornata per una visita a La Verna, dove fra Paolo ci ha raccontato un modo nuovo di vedere la vita di San Francesco, e il concetto stesso di Amore. </span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;">Si può vivere aspettandosi che il cuore non venga mai ferito, tradito, rubato, si chiude in una scatola e si vive di passatempi. Ma quello è l&#8217;inferno”. </span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">In conclusione, tra lodi e vespri, canti, giochi e Laurus abbiamo passato una settimana intensa, piena di spunti di riflessione, tempo per la preghiera, risate e stelle cadenti. </span></p>
<p class="western" lang="en-US" align="justify">
<p class="western" lang="en-US" align="justify">
<p class="western" lang="en-US" align="justify">
<p class="western" lang="en-US" align="justify">
<p class="western" lang="en-US" align="justify"><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/settimana-teologica-2026-camaldoli">Settimana teologica 2026, Camaldoli</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Poesia agostana</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/poesia-agostana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[agosto 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Laura Donnini • Una persiana stanca appena appena accostata, fende la luce lenta di agosto: trapassano l&#8217;umore i ricordi nella camera opaca in chiusa attesa delle stelle di San Lorenzo, del vento ignoto e fresco di settembre. Sale la sete e sfugge un aquilone colorato di preghiere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di <em>Laura Donnini • <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-17972 alignright" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/08/logo-fuci-1.jpg" alt="" width="240" height="224" /></em></span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una persiana stanca </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">appena appena accostata, </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">fende la luce lenta di agosto: </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">trapassano l&#8217;umore i ricordi</span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">nella camera opaca in chiusa attesa </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">delle stelle di San Lorenzo, del vento </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ignoto e fresco </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di settembre.</span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sale la sete e sfugge</span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">un aquilone colorato </span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di preghiere.</span></span></p>
<p align="center"><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/poesia-agostana">Poesia agostana</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Trust Paradox. Come sono legati economia e fiducia?</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/chi-siamo/gli-autori/the-trust-paradox-come-sono-legati-economia-e-fiducia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:26:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Gli autori]]></category>
		<category><![CDATA[luglio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Giacomo Funghi · Alcuni probabilmente conosceranno il paradosso di Easterlin, detto anche paradosso della felicità, secondo cui dai dati all’aumentare dei livelli di pil pro-capite diminuisce il livello di felicità individuale percepita. Il tema è stato lungamente studiato ed è oggi ciò che compone la letteratura economica sulla felicità. Tuttavia, i professori Francesco Sarracino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17691" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/05/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Giacomo Funghi · Alcuni probabilmente conosceranno il paradosso di Easterlin, detto anche paradosso della felicità, secondo cui dai dati all’aumentare dei livelli di pil pro-capite diminuisce il livello di felicità individuale percepita. Il tema è stato lungamente studiato ed è oggi ciò che compone la letteratura economica sulla felicità. Tuttavia, i professori Francesco Sarracino e Giulia Slater sono, però, riusciti a trovare un simile e interessante paradosso: con l’aumento dei livelli di pi pro-capite sono diminuiti i livelli di fiducia interpersonale. Voglio qui brevemente raccontare e commentare lo studio: <i>“The Trust Paradox”</i></p>
<p align="justify">Curioso, no? Eppure il commercio viene da sempre ritenuto come un collante tra le persone. Lo ritenevano per esempio nel periodo della <i>belle epoque</i> in cui i commerci europei erano talmente interconnessi che nessun economista considerava possibile l’inizio di una nuova guerra. La logica del commercio si è sempre circondata della pretesa di voler connettere persone, di portare pace e fiducia tra le persone. Anche in un mondo globalizzato, acquistando un prodotto dall’altra parte del mondo, “ci fidiamo” che il pacco arrivi e arrivi nel tempo previsto. Cos’è che andato storto allora?</p>
<p align="justify">Fidarsi delle altre persone ci fa entrare in relazione, crea legami, amicizie, ci permette di associarci e migliorare le nostre condizioni. Si pensi a chi si dedica alla politica: senza la fiducia e la nei colleghi e nel futuro si perdono le motivazioni intrinseche di questo servizio. Potersi fidare degli altri non è un elemento così scontato e regola le nostre relazioni sociali.</p>
<p align="justify">Nella letteratura economica, la fiducia viene da sempre considerata come la misura del capitale sociale con diverse sfumature nelle definizioni. Per esempio, secondo OECD il capitale sociale è definito come <i>“le relazioni, insieme alle norme condivise, i valori e gli accordi che facilitano la cooperazione all’interno e tra gruppi”</i> (Healy, 2001)</p>
<p align="justify">Da un lato si registra che paesi con pil pro-capite più alto abbiano livelli di fiducia interpersonale più alti, ma, se si analizza i valori attraverso il tempo, e non facendo una semplice fotografia in un certo istante, possiamo vedere che nei paesi in cui il pil pro-capite è aumentato sono diminuiti i livelli di fiducia. Questo perché, negli ultimi decenni, più pil ha significato disuguaglianze crescenti. Nonostante Kuznets ritenesse che le disuguaglianze siano necessarie per la crescita economica, oggi sappiamo che non è così e come anche sappiamo che disuguaglianze crescenti creano un danno alle economie degli stati e alla società stessa. Da questo ne consegue che nei paesi più disuguali si tende a trovare di più comportamenti di competizione per accaparrarsi le risorse piuttosto che comportamenti cooperativi. <i>“Essenzialmente, competizione e rivalità spiazzano via la cooperazione e erodono sentimenti di solidarietà, riducendo quindi la fiducia”</i> scrivono i due professori nel paper mostrando che questo risultato appare coerente anche in altri studi. In più, alte disuguaglianze portano a società più polarizzate andando a ledere quel senso di capitale sociale di connessioni e valori condivisi. In sostanza, la società viene ridotta a deserto (Polanyi, 1968).</p>
<p align="justify">L’uguaglianza, formale e sostanziale, è un principio cardine della democrazia e senza di essa pochi gruppi con le risorse necessarie prendono il potere decidendo per se stessi e per gli altri: un’oligarchia. Le politiche economiche plasmano, regolano e modificano le relazioni tra le persone nel lavoro, nell’organizzazione comune e nei limiti alle imprese le cui azioni ricadono sull’ambiente circostante.</p>
<p align="justify">Alcuni economisti già lo hanno reso chiaro da sempre: le disuguaglianze ci stanno danneggiando, non fanno bene alla società e alla democrazia. C’è bisogno, quindi, di politiche economiche più accurate, che, più della sola crescita del pil, tengano in considerazione la distribuzione della ricchezza, la crescita salariale, la concentrazione del potere delle imprese e delle imprese tecnologiche soprattutto, lo sviluppo delle fasce più basse della popolazione per ristabilire le relazioni, per riacquisire fiducia e vivere meglio insieme: l’essenza della democrazia.</p>
<p align="justify"><strong><span lang="en-GB">Bibliografia</span></strong></p>
<p align="justify"><span lang="en-GB">Easterlin, Richard A., 1974. &#8220;</span><a href="https://ideas.repec.org/p/pra/mprapa/111773.html" rel="nofollow"><span lang="en-GB">Does Economic Growth Improve the Human Lot? </span>Some Empirical Evidence</a>,&#8221;</p>
<p align="justify">Keynes, J. M. (2019). Le conseguenze economiche della pace. Torino: Rosenberg e Sellier</p>
<p align="justify">Healy, T., &amp; Côté, S. (2001). <span lang="en-GB">The Well-Being of Nations: The Role of Human and Social Capital. Education and Skills. Organisation for Economic Cooperation and Development, 2 rue Andre Pascal, F 75775 Paris Cedex 16, France.</span></p>
<p align="justify"><span lang="en-GB">Polanyi, K. (1968). The Great Transformation (ch. 7).</span></p>
<p align="justify">Raworth, K. (2017). L&#8217;economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo. (E. Cella, Trad.). Milano: Edizioni Ambiente.</p>
<p align="justify">Sarracino, Francesco &amp; Slater, Giulia, 2024. <span lang="en-GB">&#8220;</span><a href="https://ideas.repec.org/p/pra/mprapa/120053.html" rel="nofollow"><span lang="en-GB">The trust paradox</span></a><span lang="en-GB">,&#8221; </span><a href="https://ideas.repec.org/s/pra/mprapa.html" rel="nofollow"><span lang="en-GB">MPRA Paper</span></a><span lang="en-GB"> 120053, University Library of Munich, Germany.</span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/chi-siamo/gli-autori/the-trust-paradox-come-sono-legati-economia-e-fiducia">The Trust Paradox. Come sono legati economia e fiducia?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quale sarà la sorte dei nostri beni dopo la morte?</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/17791</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 18:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giugno 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Livia Brilli · La nostra generazione parla di tutto: ambiente, diritti, futuro professionale, salute mentale. Eppure, appena si nomina la parola &#8220;testamento&#8221; o &#8220;successione&#8221;, cala il silenzio. Ma cosa succede a i beni dopo la morte di un soggetto?                                [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-17691 alignleft" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/05/logo-fuci.jpg" alt="" width="247" height="230" />di Livia Brilli · La nostra generazione parla di tutto: ambiente, diritti, futuro professionale, salute mentale. Eppure, appena si nomina la parola &#8220;testamento&#8221; o &#8220;successione&#8221;, cala il silenzio. Ma cosa succede a i beni dopo la morte di un soggetto?                                                                                                    Con il termine “successione” si indica il fenomeno per cui un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di uno a più diritti o rapporti giuridici indipendentemente dal fatto che siano attivi o passivi. Questo perché la morte dell&#8217; individuo determina il sorgere di quella che è stata definita “l&#8217; esigenza negativa che un patrimonio non resti privo di titolare”.  Gli interessi legati a questa esigenza sono numerosi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Primo fra tutti emerge l&#8217; interesse dell&#8217; ereditando che si preoccupa della sorte post mortem dei suoi beni;</li>
<li>In secondo luogo dobbiamo tenere presente l&#8217; interesse dei familiari del de cuius, le persone a lui affettivamente più vicine e che dipendevano economicamente da lui;</li>
<li>In terzo luogo sono interessati alla sorte del patrimonio ereditario i creditori del de cuius, per i quali la dispersione o l&#8217;insufficienza dell&#8217; asse ereditario possono costruire non pochi rischi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ma chi decide la sorte del patrimonio ereditario? La sorte del patrimonio ereditario è innanzitutto lasciata alle decisioni dello stesso ereditando, che può disporre dei propri beni mediante testamento. Dobbiamo precisare che se al de cuius sopravvivono stretti congiunti il legislatore limita la libertà del testatore, in quanto riserva a dovere di questi una quota del patrimonio del defunto variabile a seconda del numero e della qualità degli aventi diritti i c.d. legittimari (coniuge, persona unita civilmente, figli e ascendenti), questa questa è la c.d. quota legittima. Per la parte disponibile del suo patrimonio il de cuius può provvedere come preferisce. Nel caso in cui il de cuius non abbia provveduto a disporre mediante testamento dei propri beni, è la legge a dettare i criteri per la devoluzione del patrimonio relitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunemente si pensa che chi succede si chiama erede e invece la denominazione che viene data al soggetto dipende dalla forma di successione. La successione mortis causa può essere a titolo universale, allora si parlerà di erede o coeredi, o a titolo particolare e allora si parlerà di legato. Nel caso di legato la chiamata riguarda esclusivamente uno o più diritti o rapporti giuridici determinati, nel caso di successione a titolo universale la chiamata comprende complessivamente la situazione patrimoniale del soggetto venuto a mancare, ponendo il beneficiario nella condizione di poter subentrare in tutti i rapporti trasmissibili facenti capo al de cuius al momento della morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Una differenza importante tra legato ed erede riguarda l&#8217; aspetto del pagamento dei debiti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L&#8217; erede è tenuto ipso iure al pagamento dei debiti e pesi ereditari;</li>
<li>Il legato risponde esclusivamente degli oneri a lui imposti o dei debiti inerenti alla cosa legata, nei limiti del valore attribuito al bene.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Posso accordarmi con un soggetto, tramite contratto, per farmi designare come successibile al momento della sua morte? No. La designazione del successibile può avvenire in due modi: per legge o per testamento. E esclusa la successione per contratto. Il codice civile vieta esplicitamente varie tipologie di patti successori:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Confermativi o istitutivi: tizio conviene con Caio di lasciargli la propria eredità. Questo patti, vincolando il de cuius gli toglierebbero quella libertà di disporre che la legge riconosce ad ogni persona fino al momento della morte.;</li>
<li>Dispositivi: vendo a Caio i beni che dovrebbero pervenirmi dall&#8217; eredità di Tizio.</li>
<li>Rinunciativi: convengono con Caio di rinunciare all&#8217; eredità di Tizio non ancora devoluta.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i patti dispositivi e rinunciativi dobbiamo ritenere che il legislatore abbia voluto impedire che un soggetto possa disporre con leggerezza di sostanze che non gli appartengono ancora e di cui l&#8217; acquisto non può essere mai sicuro. Chi può succedere? La capacità di succedere spetta a qualunque persona fisica che, al momento dell&#8217; apertura della successione, sia già nata e sia ancora in vita. È possibile designare come successibile un nascituro? È possibile, il legislatore concede la capacità di succedere a coloro che al tempo dell&#8217; apertura della successione erano soltanto concepiti (art. 462 c.c.) presumendo che fosse già concepito chi sia nato entro i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta.</p>
<p style="text-align: justify;">Cos&#8217; è un testamento? Il testamento è un atto con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, delle proprie sostanze.      L&#8217; articolo 587 del codice civile sancisce che il testamento è revocabile fino all&#8217; ultimo momento di vita del testatore. Il principio della revocabilità è inderogabile: non si può in alcun modo rinunciare alla facoltà di revocare o mutare le disposizioni testamentarie, ogni clausola a riguardo non ha effetto.</p>
<p style="text-align: justify;">La caratteristica fondamentale del testamento è il suo contenuto patrimoniale anche se può contenere disposizioni di carattere non patrimoniale come la designazione di un tutore o il riconoscimento di figli nati fuori dal matrimonio. È un atto strettamente personale, quindi non è ammessa la rappresentanza, né volontaria, né legale: non si può avere un test di un incapace ad opera del genitore o del tutore.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine che compiti ha l&#8217; esecutore testamentario? L&#8217; esecutore ha il compito di curare l&#8217; esatta esecuzione delle disposizioni di ultima volontà del defunto. Di regola l&#8217; esecutore ha il possesso dei beni ereditari e deve amministrarli come un buon padre di famiglia. Al termine del suo ufficio l&#8217; esecutore deve rendere conto della gestione e consegnare i beni all&#8217; erede.</p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/17791">Quale sarà la sorte dei nostri beni dopo la morte?</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Equilibrio tra studio e vita privata: la sfida di uno studente fuori sede</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/equilibrio-tra-studio-e-vita-privata-la-sfida-di-uno-studente-fuori-sede</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 14:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[maggio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Jessica Lisbeth Di Vincenzo · Vivere da fuori sede significa molto più che frequentare lezioni e superare esami. Per uno studente, è un continuo esercizio di equilibrio tra studio, gestione della quotidianità e bisogno di tempo per sé. Tra libri, scadenze e responsabilità domestiche, trovare un ritmo sostenibile diventa una vera sfida. Uno degli [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/equilibrio-tra-studio-e-vita-privata-la-sfida-di-uno-studente-fuori-sede">Equilibrio tra studio e vita privata: la sfida di uno studente fuori sede</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17691" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/05/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Jessica Lisbeth Di Vincenzo · Vivere da fuori sede significa molto più che frequentare lezioni e superare esami. Per uno studente, è un continuo esercizio di equilibrio tra studio, gestione della quotidianità e bisogno di tempo per sé. Tra libri, scadenze e responsabilità domestiche, trovare un ritmo sostenibile diventa una vera sfida.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;">Uno degli ostacoli principali è l’idea di dover essere sempre produttivi. Ogni pausa può sembrare tempo sprecato, ogni momento libero un’occasione mancata per studiare. In realtà, il riposo è parte integrante dell’apprendimento: senza momenti di stacco, la concentrazione cala e lo stress aumenta. Concedersi tempo per uscire, rilassarsi o semplicemente non fare nulla è fondamentale per mantenere un equilibrio mentale.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;">A questo si aggiunge la dimensione emotiva. Lontani da casa, molti studenti si trovano a fare i conti con una solitudine inattesa, fatta di piccole assenze quotidiane. Costruire nuove relazioni richiede tempo e iniziativa, ma è essenziale per sentirsi davvero a proprio agio nel nuovo contesto.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;">Gestire il tempo in modo efficace non significa riempire ogni ora, ma imparare a stabilire priorità realistiche. Alternare studio e pause, evitare aspettative eccessive e accettare che non tutto può essere sotto controllo sono passaggi fondamentali. Anche la cura di sé gioca un ruolo centrale: dormire bene, mangiare in modo regolare e mantenere una routine aiuta a sostenere i ritmi universitari.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;">Nonostante le difficoltà, la vita da fuori sede offre qualcosa di prezioso: la possibilità di conoscersi meglio. Imparare a gestire il proprio tempo, affrontare problemi quotidiani, costruire relazioni nuove — tutto questo contribuisce a una crescita che va oltre lo studio.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;">L’equilibrio tra università e vita privata è una ricerca continua, fatta di tentativi, errori e aggiustamenti. Ma proprio in questo processo si nasconde una delle esperienze più formative della vita universitaria.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;">E forse, alla fine, non si tratta di trovare un equilibrio perfetto, ma uno che funzioni — almeno per ora.</span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/equilibrio-tra-studio-e-vita-privata-la-sfida-di-uno-studente-fuori-sede">Equilibrio tra studio e vita privata: la sfida di uno studente fuori sede</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fulton Sheen e i mezzi di comunicazione</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/fulton-sheen-e-i-mezzi-di-comunicazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandro Caccavale · Nel XX secolo, negli Stati Uniti, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione fu fondamentale per connettere milioni di cittadini. Con la radio che era già presente in milioni di case già dai primi anni del ‘900, essa divenne il principale strumento di comunicazione politico e sociale. Ma la radio, e poi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17632" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/04/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Alessandro Caccavale · Nel XX secolo, negli Stati Uniti, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione fu fondamentale per connettere milioni di cittadini. Con la radio che era già presente in milioni di case già dai primi anni del ‘900, essa divenne il principale strumento di comunicazione politico e sociale. Ma la radio, e poi la sua naturale evoluzione, rappresentava molto di più. La radio era lo strumento per raggiungere proprio tutti e fra i primi a cogliere l’occasione di “sfruttare” la radio come strumento di predicazione vi fu il celebre (poi Vescovo) Fulton John Sheen, che nel 1930 iniziò il suo programma radiofonico “<em>The Catholic Hour” </em>che incredibilmente raggiunse milioni di ascoltatori. Per venti anni il suo programma è stato un punto di riferimento per cattolici e non, diventando uno dei vanti del palinsesto della NBC.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il mondo della comunicazione mutò completamento grazie all’introduzione della televisione nelle case degli americani. Ovviamente all’inizio la televisione era riservata esclusivamente alla società medio-elevata a causa dei prezzi alti, ma già negli anni ’50 esso comparve in quasi tutte le case, rimpiazzando la radio come principale mezzo di comunicazione di massa. Nel 1951 Fulton Sheen, ormai Vescovo Ausiliare di New York, riuscì a sbarcare anche su questa nuova piattaforma, entrando nelle case statunitensi con il programma <em>“Life Is Worth Living” </em>in onda sulla rete televisiva DuMont. Questa scommessa si rivelò un successo straordinario grazie soprattutto alle straordinarie capacità comunicative di Sheen. Basta pensare al gigantesco impatto che il programma ebbe nella società e nella cultura statunitense, portando la sua trasmissione a competere contro i programmi più celebri delle altre reti nazionali, riuscendo a raccogliere un pubblico di più di 30 milioni di ascoltatori. Notevole impatto lo ebbe anche sulla conversione di migliaia di americani grazie proprio alle catechesi che Sheen predicava in televisione. Grazie ai milioni di ascolti e al carisma di Sheen, <em>“Life Is Worth Living” </em>conquistò diversi riconoscimenti, fra cui la vittoria nel 1953 del premio Emmy per &#8220;Most Outstanding Television Personality&#8221;.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il Vescovo Sheen fu quindi un pioniere dei cosiddetti “telepredicatori” ma il suo impatto nella società statunitense fu fondamentale e riconosciuta anche al di fuori del perimetro cattolico, rendendo il vescovo una delle personalità più amate e rispettate della società americana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo un travagliato percorso per la sua beatificazione, il Santo Padre Leone XIV ha dato il via libera per la ripresa del processo che si concluderà il 24 settembre 2026, a Saint Louis con la proclamazione a Beato del Vescovo Fulton John Sheen.</span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/fulton-sheen-e-i-mezzi-di-comunicazione">Fulton Sheen e i mezzi di comunicazione</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fare della giovinezza un capolavoro</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/fare-della-giovinezza-un-capolavoro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 20:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[marzo 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Maria Ricci · “Sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro”, così ha affermato Papa Leone XIV durante la Canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Un monito semplice ma efficace per comprendere come queste due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17555" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Maria Ricci · “Sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro”, così ha affermato Papa Leone XIV durante la Canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Un monito semplice ma efficace per comprendere come queste due giovani figure di santità possano essere un faro capace di illuminare e guidare la vita di ognuno, in particolare di noi studenti chiamati ogni giorno ad affrontare le sfide della vita universitaria. Il Santo Padre ha continuato sottolineando come hanno coltivato l’amore per Dio e i fratelli attraverso mezzi semplici: la Santa Messa quotidiana, la preghiera, l’adorazione eucaristica, la confessione frequente e soprattutto la pratica della carità.</span></span></p>
<p align="justify">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La carità è magnanima, benevola è la carità (…) non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità” (Prima lettera ai Corinzi, 13, 4-6). La carità di cui parla S. Paolo ha permeato la loro vita, in una sincera propensione verso l’altro. Frassati, con distinta delicatezza e carità silenziosa, fece delle giornate un’inderogabile occasione di aiuto ai poveri e di servizio agli umili. Carlo Acutis<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17556 alignright" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/acutisfrassati-1920x900-1-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" srcset="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/acutisfrassati-1920x900-1-300x141.jpg 300w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/acutisfrassati-1920x900-1-960x450.jpg 960w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/acutisfrassati-1920x900-1-768x360.jpg 768w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/acutisfrassati-1920x900-1-1536x720.jpg 1536w, https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/03/acutisfrassati-1920x900-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> rendeva il suo tempo un dono per i bisognosi, non tramite semplice soddisfazione di bisogni concreti, ma con l’ascolto, con una presenza attiva che li facesse sentire compresi e considerati. Nulla di eccezionale, di strano, nulla di così distante dalla nostra capacità di poterlo replicare. Fede concreta, vissuta intensamente, straordinaria ricchezza umana e cristiana, grazia discreta, offerte silenziose, impegno nello studio e dedizione alla conoscenza, anche rinunce e sacrifici. Ecco i pilastri della loro giovinezza a cui dobbiamo guardare. In una società chiusa in sé, confusa, disordinata, talvolta un po’ indifferente, Carlo e Pier Giorgio ci aprono la strada dei moti dell’anima: gesti semplici, privi di forzature, atti gratuiti, disinteressati. In un tempo di relazioni fragili, forse poco autentiche, anche nel contesto universitario dove tutto sembra spingerci a raggiungere il nostro successo, la loro testimonianza ci insegna anche il valore e la verità di legami sinceri, profondi e gioiosi, che hanno come punto fermo la fede e la preghiera. “Io vorrei che noi giurassimo un patto che non conosce confini terreni né limiti temporali: l’unione nella preghiera” -scriveva Pier Giorgio; “Gli amici sono una delle nostre ricchezze più grandi, devono essere coltivati con molta cura e tenerezza” -scriveva Carlo Acutis.</span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/fare-della-giovinezza-un-capolavoro">Fare della giovinezza un capolavoro</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il cuore della persecuzione: Tra ideologie e libertà religiosa</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/il-cuore-della-persecuzione-tra-ideologie-e-liberta-religiosa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di David Salari · La libertà religiosa è davvero un tema marginale riservato a pochi esperti o addetti ai lavori? Spesso sembra che questo diritto venga percepito proprio così: importante, ma secondario rispetto ad altre priorità. Eppure, si tratta di una libertà fondamentale, recentemente definita da Leone XIV come «non opzionale, ma essenziale». Per comprendere [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/il-cuore-della-persecuzione-tra-ideologie-e-liberta-religiosa">Il cuore della persecuzione: Tra ideologie e libertà religiosa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17495" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/02/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di David Salari · La libertà religiosa è davvero un tema marginale riservato a pochi esperti o addetti ai lavori? Spesso sembra che questo diritto venga percepito proprio così: importante, ma secondario rispetto ad altre priorità. Eppure, si tratta di una libertà fondamentale, recentemente definita da Leone XIV come «non opzionale, ma essenziale».</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Per comprendere le dinamiche che alimentano persecuzioni e discriminazioni, può essere utile ricorrere a un’immagine simbolica. Nella tradizione figurativa, San Giorgio è raffigurato mentre colpisce il drago al cuore. Trasposta sul piano contemporaneo, questa immagine invita a chiedersi quale sia il “cuore” dei fenomeni che negano la libertà religiosa. Una possibile risposta è: l’ideologia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Con questo termine si intende un sistema di idee che pretende di sostituire la realtà, e la complessità dell’esperienza umana, con uno schema astratto e semplificato, al quale tutto deve essere forzatamente adattato. Quando ciò accade, le conseguenze possono essere gravi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Queste dinamiche non sono estranee alle società occidentali. Già trent’anni fa Giovanni Paolo II metteva in guardia da una forma di limitazione della libertà religiosa, meno visibile della persecuzione diretta ma altrettanto problematica: l’idea che, in una società democratica, le convinzioni religiose e i valori morali che ne derivano debbano essere confinati esclusivamente nella sfera privata. A prima vista, questa posizione appare come una scelta di neutralità e imparzialità, tipica di uno Stato pluralista moderno. In realtà, essa rischia di trasformarsi in una visione ideologica che riduce lo spazio pubblico a una dimensione impoverita, incapace di accogliere appieno la pluralità delle convinzioni umane.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Fenomeni analoghi si riscontrano nei regimi autoritari, molti dei quali si fondano su ideologie che combinano elementi del comunismo contemporaneo con le distorsioni più aggressive del capitalismo. Anche l’islamismo può essere interpretato come un fenomeno ideologico, in cui religione e progetto politico risultano strettamente intrecciati, dando origine a profonde tensioni. Allo stesso modo, il nazionalismo etno-religioso unisce la carica identitaria del nazionalismo al potere mobilitante del fattore religioso, spesso producendo esclusione e conflitto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Persino la criminalità organizzata, che potrebbe sembrare estranea a queste logiche, talvolta mostra il bisogno di un collante ideologico. In alcuni contesti, come in Ecuador, Guatemala e Messico, si è diffusa l’associazione tra gruppi criminali e il cosiddetto culto della <em>Santa Muerte</em>. Simboli, rituali e credenze diventano strumenti per rafforzare l’identità interna e la coesione dei gruppi, confermando quanto l’elemento ideologico sia pervasivo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Se l’ideologia può essere considerata il cuore del “drago”, il contrasto a queste derive passa attraverso una visione dell’essere umano che riconosca e rispetti la sua complessità. Da questa prospettiva, la fede cattolica – intesa non come imposizione, ma come proposta culturale e antropologica – si presenta come una risorsa capace di tutelare la dignità della persona e di aprire l’esperienza umana a una dimensione trascendente. Affinché ciò sia possibile, tuttavia, è indispensabile che la libertà religiosa sia pienamente garantita: libertà di espressione, di trasmissione e di presenza nello spazio pubblico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">È in questo senso che la libertà religiosa non può essere considerata un diritto accessorio, bensì una componente essenziale di una società autenticamente libera e pluralista.</span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/il-cuore-della-persecuzione-tra-ideologie-e-liberta-religiosa">Il cuore della persecuzione: Tra ideologie e libertà religiosa</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il miglior proposito del 2026</title>
		<link>https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/il-miglior-proposito-del-2026</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Coscienza Universitaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 09:39:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza Universitaria 2026]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilmantellodellagiustizia.it/?p=17353</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Carmel Michela Ranieri · Sappiamo tutti che la fine del vecchio anno e l’inizio di quello nuovo sono dedicati alla stesura di lunghe liste di propositi, con annessa convinzione di poterne realizzare la metà entro il 3 gennaio. Chissà quanti nuovi iscritti in palestra, quante diete e progetti per questo nuovo anno. Ma qual [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17354" src="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/wp-content/uploads/2026/01/logo-fuci.jpg" alt="" width="240" height="224" />di Carmel Michela Ranieri <span style="font-family: DejaVu Sans, sans-serif;">·</span> Sappiamo tutti che la fine del vecchio anno e l’inizio di quello nuovo sono dedicati alla stesura di lunghe liste di propositi, con annessa convinzione di poterne realizzare la metà entro il 3 gennaio. Chissà quanti nuovi iscritti in palestra, quante diete e progetti per questo nuovo anno. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma qual è il criterio di scrittura che adottiamo? Cosa desideriamo nel profondo e come cerchiamo di raggiungerlo? Quale vogliamo che sia la meta di questo nuovo anno? Perché, ecco, quando ragioniamo di propositi tendiamo a proiettare tutto nel futuro, naturalmente. Così è semplice: il futuro è distante ed è bello fantasticare e adorare qualcosa che potrebbe succedere, ma che di fatto non è ancora accaduto e che è quindi ricoperto di un’aura mistica, modalità santino. Più difficile invece è abitare il presente, l’oggi, rendersi conto che quel domani su cui proiettiamo sogni e aspettative lo si costruisce giorno per giorno con scelte quotidiane che spesso, ahimè, costano. Per non parlare del fatto che non tutto è nelle nostre mani; anzi, gran parte di ciò che accadrà in questo nuovo anno non lo possiamo conoscere e non dipenderà dalle nostre scelte. Questo mi porta a dover dare una cattiva notizia a chi sta leggendo queste righe: è molto probabile che non riuscirai a spuntare come raggiunti i tuoi buoni propositi! </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E per questo direi: grazie a Dio! Non cadrò nel banale con frasi del tipo: “È sempre quando meno te lo aspetti che succede quello che tanto speri”. No. Piuttosto direi: è sempre quando ti fidi di Dio che riesci ad avere uno sguardo nuovo sulla tua vita, uno sguardo rinnovato, pieno di gratitudine, in cui riconosci l’opera silenziosa e potente di un Padre che davvero ama, che davvero provvede. E questa fiducia non nasce da un’idea astratta sull’identità di Dio, ma al contrario sgorga e si rinnova facendo memoria del passato, di come lui abbia già operato nella tua vita. È facendo questo esercizio di memoria che ogni giorno si rinnova quel sì silenzioso che lascia spazio a un Altro. La memoria del passato per avere fiducia nel presente e sperare nel futuro. Sperare nel futuro in quanto consapevoli che quello che non conosciamo è affidato alla provvidenza di chi vede oltre le nostre paure e incertezze. Ma tornando alla domanda iniziale… forse quella giusta non è tanto <span lang="ar-SA">“</span>cosa cercare”, ma <span lang="ar-SA">“</span>chi cercare”. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La meta di questo nuovo anno, la destinazione di ogni giorno ha un nome, un volto, una voce. Una voce che si ascolta nel silenzio della propria anima, nel tempo che si assapora lento, nella consapevolezza che ogni istante è un dono prezioso che concorre all’incontro con Lui. Ebbene sì, il criterio delle nostre scelte, delle nostre decisioni, dei nostri obiettivi non è qualcosa, ma qualcuno. Cristo stesso. Citando San Giovanni Paolo II: <span lang="ar-SA">“</span><span lang="pt-PT">[</span>…<span lang="pt-PT">] </span>è Gesù che cercate quando sognate la felicità, è lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate, è lui la bellezza che tanto vi attrae, è lui che vi provoca quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso, è lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita, è lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna”. (Veglia di preghiera della GMG del 2000 a Roma). In verità è lui che cerchiamo; l’unico proposito che può riempirci davvero è il desiderio costante di incontrarlo nella semplicità delle nostre giornate. Lui è lì, che bussa con pazienza, aspetta. E tu, oggi, aprirai?</span></span></span></p><p>The post <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it/2026/il-miglior-proposito-del-2026">Il miglior proposito del 2026</a> first appeared on <a href="https://www.ilmantellodellagiustizia.it">Il Mantello della Giustizia</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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