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febbraio 2019

Giotto_-_Scrovegni_-_-19-_-_Presentation_at_the_TempleAndrea Drigani rileva che con la promulgazione dei due Codici canonici esiste il «Il Diritto della Chiesa latina» e il «Diritto delle Chiese orientali», ma esiste pure il «Diritto comune di tutta la Chiesa» («Ius commune Ecclesiae universae»). Giovanni Campanella dalla ripubblicazione di alcuni discorsi di Enrico Mattei, presidente dell’ENI dal 1953 al 1962, ricorda la sua lezione: quella di creare lavoro con il lavoro. Carlo Parenti illustra il rapporto Oxfam sul contesto economico mondiale che appare contrassegnato da un grave disordine, causato dalla mancanza dell’interesse generale e dalla presenza di soverchianti interessi particolari. Gianni Cioli richiama il contributo ermeneutico del teologo Enrico Chiavacci sull’Enciclica «Humanae vitae», teso a coniugare il primato della coscienza cristiana e l’imprescindibilità della legge morale. Francesco Romano annota sulla istituzione del consiglio presbiterale diocesano, previsto dal Concilio Vaticano II ed attuato da San Paolo VI, per favorire lo sviluppo della missione salvifica della Chiesa. Antonio Lovascio recensisce il romanzo di Riccardo Bigi, che prende spunto dalla storia dello Spedale degli Innocenti a Firenze, citata anche da Papa Francesco, come un segno di una perenne ed universale carità cristiana. Stefano Tarocchi introduce alla lettura del saggio di Alessandro Clemenzia che indica il «luogo» della Chiesa per assumere un ritmo del pensare e una forma per comunicare la «complessità» della Chiesa stessa. Carlo Nardi dall’episodio di Abbone di Fleury che, da una strana e bizzarra predica, s’impegnò nello studio attento della Bibbia, trae un esempio per non dare ad altri il timone del cervello. Mario Alexis Portella nel centenario del Trattato di Versailles osserva sull’effimero ordine pacifico internazionale, già paventato da Benedetto XV, che fin da allora continua a persistere a causa dell’arrendevolezza nei confronti dei regimi autoritari. Francesco Vermigli riflette sulla «figliolanza divina», che alla luce della Scrittura e della Tradizione, non è un cambiamento semplicemente formale e terminologico, bensì una trasformazione interiore e ontologica dell’uomo medesimo. Dario Chiapetti col volume di Armando Matteo, all’insegna di una «teologia urbana», fa presente che le città per non essere degli assembramenti di persone sole, ma luoghi di interazione, necessitano di un ripensamento alla luce della dottrina cristiana. Stefano Liccioli dalla GMG di Panama fa emergere l’appello di Papa Francesco a guardare alle nuove generazioni con gli occhi di Dio, per vedere le loro potenzialità, laddove altri vedono solo problemi. Alessandro Clemenzia segnala uno studio, a più voci, sulla «Iuvenescit Ecclesia», un documento che non può cadere nel disinteresse, ma è fondamentale per sviluppare la ricerca sulla sinodalità e i carismi. Giovanni Pallanti coglie l’occasione da due libri, recentemente usciti, sul pittore Ottone Rosai (1895-1957) per rammentarne la grandezza artistica e la fede in Cristo che ispirò la sua opera.