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Posted on 1ott, 2018

Paolo VI, le sue origini familiari e la cultura cattolico-democratica.

images-2di Giovanni Pallanti Il Beato Papa Paolo VI° verrà canonizzato in piazza San Pietro da Papa Francesco il 14 Ottobre del 2018. Giovanni Battista Montini, diventò Papa dopo Giovanni XXIII° con il nome dell’Apostolo Paolo. Fu lui a governare la seconda parte del Concilio Vaticano II° e soprattutto il post Concilio che fu caratterizzato da traumi esistenziali profondi, di Preti e Laici, che attraversarono la Chiesa Cattolica. Uomo di approfonditi studi Giovanni Battista Montini fu assistente nazionale della FUCI mentre prestava servizio nella Segreteria di Stato in Vaticano. Tra gli studenti cattolici, due in modo particolare gli furono vicini, considerandolo un maestro di vita e di pensiero: Aldo Moro e Giulio Andreotti. Montini era nato a Concesio (Brescia) nel 1897. Il padre Giorgio fu deputato al Parlamento italiano per il Partito Popolare di Don Luigi Sturzo. Giorgio Montini fu duramente perseguitato dal Fascismo. Il suo studio di avvocato fu assalito e distrutto dalle squadracce fasciste. Giovanni Battista Montini crebbe in questo clima culturale e morale: un cattolicesimo popolare e democratico avverso ad ogni dittatura. Fu lui a tradurre per primo alcuni lavori del filosofo francese Jacques Maritain (1882-1973), che coniugò in maniera brillantissima i valori del Cristianesimo e della democrazia, che poi influenzeranno migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo. Subito dopo la seconda guerra mondiale Mons. Montini fu l’architetto segreto della costruzione della Democrazia Cristiana di De Gasperi e poi di Moro e Andreotti. Alla vigilia della sua canonizzazione i commentatori e gli storici fanno di tutto per nascondere le scelte politiche di Paolo VI°: una brava storica intervenuta in una trasmissione dedicata dalla televisione italiana a Paolo VI° ha accennato all’impegno politico del di Lui padre Giorgio (1860-1943) senza dire né direttamente, né indirettamente di quale partito facesse parte. Paolo Mieli, quasi sempre corretto e preciso nella sua veste di storico, sul Corriere della Sera del 25 Settembre 2018, recensendo una pubblicazione del libro del prof. Vian, direttore dell’Osservatore Romano, ha glissato del tutto sia la militanza politica di Giorgio Montini, sia il grande apporto dato da Paolo VI°, quando era giovane, alla fondazione della Democrazia Cristiana. Lo stesso tentativo è stato fatto in passato in maniera subdola dalla Fondazione La Pira presieduta prima da Fioretta Mazzei e poi da Mario Primicerio. Per questa ragione ho scritto, nel Novembre dell’anno scorso, un libro su La Pira e la Dc (edito dalla SEF). E’ inspiegabile come questi grandi personaggi della vita cattolica italiana e mondiale, per essere ammirati da tutti, debbano essere amputati delle loro scelte politiche. Tocca alle persone oneste e amanti della verità storica ricordare che loro, insieme a molti altri, hanno dato molta parte della loro vita e tante idee alla Democrazia Cristiana che è stata la più grande avversaria delle dittature di destra e di sinistra del Novecento.