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Posted on 2dic, 2018

Una voce molto antica. Crise sacerdote

downloaddi Carlo Nardi • Una voce molto antica. Una storia, o meglio leggenda, verso ottavo secolo avanti Cristo. Un racconto personale che ancora ci raggiunge il cuore. Ci raggiunge Omero, il quale con l’Iliade ci ricorda i banchi di scuola, e le memorie grate e sofferte ad un tempo, e perciò sospirose. Proprio all’inizio, nel primo canto del poema ecco l’Iliade di guai: le cause dell’ira di Achille e il pianto d’un vecchio padre, circonfuso di un’aura sacrale. È Crise, sacerdote di Apollo, nume diffusore di luce e pertanto garante di giustizia. Il padre addolorato confida in quel dio per la figlia, schiava per effetto di una razzia, asservita alle tremende conseguenze. L’uomo non demorde. Si reca supplice nel campo greco. Va con la speranza di una libertà, impetra la liberazione: chiede il “farsi sciogliere” la fanciulla, e dona oro e argento a profusione. È amore di padre che fa il possibile mediante un “compenso” per un “riscatto”. È quello che Omero dice con ápoina: la parola greca dice il venir meno di una situazione di pena, la “cessazione della pena” per effetto appunto di un riscatto, in quel caso assolutamente rifiutato (Iliade 1,377. cf. 364-392).

La volontà di “sciogliere” la figlia dalla “pena” della schiavitù, volontà d’un babbo disperato con parole antiche e attuali, e universali, mi ha indotto, per associazione di idee, a pensare a Cristo Gesù nel suo battesimo, come immersione nella nostra “condizione di schiavi” (Fil 29), e pertanto nel peccato e nella morte. Difatti Giovanni il Battista indica il Signore quale “agnello di Dio che prende su di sé, si sobbarca e distrugge il peccato del mondo” (Gv 1,29). Gesù non dà qualcosa, seppur di prezioso come i doni di Crise, ma se stesso, dona il “corpo della sua carne” (Col 1,22; 2,11) col suo sangue, per riscattare, sciogliere, liberare.

Anche le lacrime accorate d’un padre pagano possono dirci qualcosa della passione di un Dio redentore, per di più “redentore di tutti” (redemptor omnim), come canta l’inno del Natale.