Pages Menu
Categories Menu

giugno 2018

San-Giovanni-BattistaAndrea Drigani dinanzi alle oggettive difficoltà del sistema politico italiano, che da solo non può riformarsi, osserva che sarebbe assai opportuno l’accompagnamento di una revisione costituzionale che introduca la Repubblica presidenziale. Giovanni Campanella recensisce il volume di Enzo Bianchi incentrato sulle ultime sette parole di Gesù sulla Croce, tramandate dai quattro evangelisti, per aiutare a comprendere il dono della comunione divina agli uomini. Alessandro Clemenzia annota sulla visita del Papa a Loppiano, in particolare delle sue tre risposte ad altrettante tre domande, che vanno oltre i confini di un’esperienza carismatica, e fanno emergere che contemplando Dio si trova l’uomo e contemplando l’uomo si trova Dio. Francesco Vermigli nel 50° anniversario del «Credo del popolo di Dio» pronunciato da Paolo VI, il 30 giugno 1968, richiama sul senso ecclesiale di questa professione di fede, per rammentare che la dottrina cattolica si forma e si sviluppa nella comunità dei credenti. Dario Chiapetti presenta una raccolta di scritti del monaco Frédéric Debuyst intorno al senso teologico dell’architettura religiosa, con riferimento alla dimensione familiare, all’assemblea vivente dei credenti e alla vocazione di un determinato luogo di dire Dio. Stefano Liccioli muovendo da certi episodi che hanno turbato la vita di alcune scuole, svolge delle considerazioni circa lo scarso interesse che sembra esserci nella società verso l’istituzione scolastica, che invece richiede il massimo coinvolgimento delle famiglie e del popolo. Carlo Parenti nella circostanza del 60° della morte del Servo di Dio Don Giulio Facibeni, fondatore dell’Opera della Divina Provvidenza «Madonnina del Grappa», ne rammenta la figura anche alla luce delle indicazioni di Papa Francesco sul rapporto tra santità e povertà. Gianni Cioli riflette sul Mistero della Trinità, l’Amore di Tre Persone distinte, in connessione con l’Eucaristia, il cibo che ci rende capaci di amare, per conservarci e crescere in questa capacità di amare. Carlo Nardi commenta il Salmo 94, il più antico e famoso salmo «invitatorio», col quale si inizia la recita della Liturgia delle Ore, che conforta le nostre preoccupazioni e ci prepara all’ascolto fiducioso della Parola di Dio. Giovanni Pallanti fa memoria del critico letterario cattolico Leone Piccioni, direttore per lunghi anni della rubrica radiofonica «L’approdo», il più grande studioso del poeta Giuseppe Ungaretti. Mario Alexis Portella riferisce circa il processo di pacificazione nella penisola coreana, tra l’influenza cinese e la disinvolta politica statunitense, rilevando, secondo le preveggenti indicazioni di San Giovanni XXIII, che non vi sarà pace vera e duratura, finchè permane la violazione dei diritti umani. Antonio Lovascio constata che uno dei principali impegni del nuovo governo italiano sarà quello del lavoro, con riferimento al grave problema della disoccupazione giovanile, per smettere di rassegnarsi al peggio e pensare al meglio. Leonardo Salutati analizza il recente Documento della Santa Sede inerente il sistema finanziario mondiale, che invita a indirizzare l’economia e la finanza al senso del bene comune, posto in crisi, tra l’altro, dalla forte disparità di reddito esistente nel mondo. Stefano Tarocchi ripercorre la storia della questione della cronologia dell’Ultima Cena, per rilevare che il compimento del rito giudaico pasquale si realizza con la morte sacrificale di Gesù e non tanto con la Cena.