Pages Menu
Categories Menu

Posted on 1Ago, 2021

Il Green Pass e la nuova dittatura

image_pdfimage_print

di Mario Alexis Portella · Il 6 agosto, il giorno in cui la Santa Chiesa Cattolica celebra la festa della Trasfigurazione del Signore, lo Stato Italiano obbligherà tutti gli italiani a presentare il Green Pass se vogliano entrare in bar e ristoranti, sedendosi al tavolo al chiuso, nonché le visite turistiche in alcuni luogo di culto.

Tale decisione che crea restrizioni alla libertà di movimento minacciano i diritti umani della persona creando spazio per far prosperare l’esclusione e la discriminazione contro di loro; allo stesso tempo ponendo gravi minacce a lungo termine alla privacy e alla sicurezza di milioni di persone che decidano di non vaccinarsi. Anzi, va contro le stesse direttive dell’Unione Europea.

L’Ue, infatti, mette nero su bianco (regolamento UE 2021/953) che si può scegliere di non sottoporsi al trattamento sanitario di massa in atto senza per questo subire discriminazioni la Gazzetta Ufficiale del Parlamento europeo (15 giugno 2021) dice: “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate”.

Obbligare le persone a vaccinarsi contro la loro volontà non è altro che una discriminazione in quanto loro diventano automaticamente cittadini di terza categoria. Ciò è una deriva contro la libertà dell’individuo le cui conseguenze possono essere drammatiche per l’economia globale e di conseguenza per la vita democratica, in modo particolare, sarebbe una violazione della coscienza religiosa.

E’ vero che la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) nella sua Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19 (21 dicembre 2020) ha dichiarato che i vaccini contaminati dall’aborto possono essere lecitamente ricevuti nonostante la loro associazione con l’aborto stesso: “…l’uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al male (cooperazione materiale passiva) dellaborto procurato da cui provengono le medesime linee cellulari, da parte di chi utilizza i vaccini che ne derivano, è remota”. Ma né la CDF né altre autorità ecclesiastiche hanno dichiarato che i cattolici (o i non-cattolici) debbano essere vaccinati. Infatti, la CDF ha sottolineato nella sua Nota che la vaccinazione non è, di norma, un obbligo morale e che, pertanto, deve essere volontaria”.

La decisione di accettare un vaccino è quindi una decisione morale che ognuno di noi deve prendere per motivi prudenziali, considerando l’intera gamma di fatti e norme morali rilevanti. Ogni persona deve esprimere un giudizio sulla compatibilità con la sua coscienza.

Ma c’è ancora un altro dilemma del Green Pass, ed è quello di dar l’impressione che tutti quelli che si vaccinano saranno protetti dal coronavirus cinese.

L’efficacia o mancanza del vaccino è stata contestata da tanti scienziati, come il vice presidente emerito della Pfizer e virologo, il dottor Michael Yeadon — uno dei professionisti medici più accreditati del mondo civile. Anche lo stesso direttore dell’Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive degli Stati Uniti, il dottor Anthony Fauci, ha ammesso, durante un’intervista in diretta nel Meet The Press, nel mese di aprile, che i vaccini COVID-19 non sono effettivamente sicuri per le persone, specialmente per i minorenni e le donne incinte.

L’uso di questo nucleoside in un vaccino che può potenzialmente aumentare l’affinità di legame delle sequenze di RNA in grado di far assumere a TDP-43 e FUS configurazioni tossiche. Non sono io che posso affermare o negare tali conclusioni, ma è stato scoperto che i vaccini RNA causano una serie di eventi avversi cronici a sviluppo tardivo. Alcuni eventi avversi come per esempio, il diabete di “tipo 1” possono verificarsi anche 3-4 anni dopo la somministrazione del vaccino.

Il compito di un governo è di tutelare e promuovere la dignità della vita dei cittadini. Però, forse nulla può minare così tanto l’autorità del governo come nel caso di un errore così evidente come il Green Pass.

Durante il terrore sovietico, in luoghi come l’Ungheria, l’Albania, la Cecoslovacchia e la Romania, per esempio, al “popolo” è stato detto che sarebbero stati liberati dai Commissari politici che invece hanno sistematicamente abolito i loro diritti di libertà, parola, religione e di movimento — sono stati emancipati” senza possibilità di scelta e togliendo loro ogni libertà