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Posted on 1Ago, 2021

Senza il monopolio dei brevetti il costo dei vaccini a mRna anti Covid-19 potrebbe essere 5 volte più basso.

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di Carlo Parenti · Un recentissimo rapporto (vedi) di The People’s Vaccine Alliance dal titolo La grande rapina dei vaccini tratta dei prezzi eccessivi che le aziende farmaceutiche applicano per i vaccini COVID-19, mentre i paesi ricchi bloccano il percorso più rapido ed economico verso la vaccinazione globale.

The People’s Vaccine Alliance  è un movimento globale di organizzazioni, leader mondiali e attivisti uniti da un obiettivo comune di una campagna per un “vaccino popolare” per COVID-19 basato su conoscenze condivise che sia disponibile gratuitamente per tutti ovunque. Il Peoples Vaccine è supportato da oltre 2 milioni di attivisti in tutto il mondo e da 175 ex leader mondiali e scienziati vincitori del premio Nobel.

Ricordo un precedente importante di cui ho scritto su questa rivista (vedi): Albert Sabin non brevettò il suo vaccino per regalarlo a tutti i bambini del mondo! .

Per P.V.A. il costo della vaccinazione globale con gli innovativi vaccini a mRna –sostenuto dall’iniziativa Covax dell’Organizzazione mondiale della sanità– potrebbe essere almeno 5 volte più basso, se i colossi farmaceutici non godessero dei monopoli sui brevetti dei vaccini Covid. Condizione che ha fatto pagare ai paesi ricchi fino a 24 volte il costo stimato di produzione. È la denuncia lanciata il 29 luglio scorso anche in Italia da Oxfam e da Emergency, membri della People’s Vaccine Alliance (Pva), con Unaids e quasi altre 70 organizzazioni. Il rapporto rivela come solo Pfizer/BioNTech e Moderna nel 2021 potrebbero far pagare agli Stati 41 miliardi di dollari in più, rispetto al costo di produzione stimato dei vaccini a tecnologia mRna, nonostante per il loro sviluppo le stesse aziende abbiano ricevuto oltre 8,25 miliardi di finanziamenti pubblici. Nuove analisi delle tecniche di produzione dei vaccini di tipo mRna, messi in commercio da Pfizer/BioNTech e Moderna –realizzate da Public Citizen con ingegneri dell’Imperial College di Londra e pubblicate nel rapporto– rivelano infatti che questi vaccini potrebbero essere realizzati in media con un costo che varia da appena 1,18 a 2,85 dollari a dose. Si pensi poi che l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla ha suggerito che si potrà arrivare fino a 175 dollari per dose, ossia 148 volte il potenziale costo minimo stimato di produzione. “Mentre meno dell’1% delle persone nei Paesi a basso-medio reddito è stata vaccinata e le varianti corrono, i CEO di Moderna e BioNTech con i profitti realizzati sono diventati miliardari”, sottolinea Oxfam.

Secondo il rapporto, “solo l’Italia fino ad oggi per questi due vaccini avrebbe speso 4,1 miliardi di euro in più di denaro dei contribuenti. Risorse che potrebbero essere investite per rafforzare il Sistema sanitario nazionale, consentendo, ad esempio, di allestire oltre 40mila nuovi posti di terapia intensiva (ad oggi sono poco più di 8.500); oppure di assumere oltre 49mila nuovi medici (ad oggi sono poco più di 100mila quelli dipendenti del Sistema sanitario nazionale)”.

Anche “il Regno Unito avrebbe pagato 1,8 miliardi di sterline in più, sufficienti a garantire un bonus di oltre 1.000 sterline a ciascun operatore del Sistema sanitario nazionale. La Germania avrebbe potuto risparmiare 5,7 miliardi di euro, che avrebbe consentito di assumere 100.000 nuovi operatori sanitari”.
“La scarsità mondiale di vaccini è una diretta conseguenza del sostegno dei Paesi ricchi ai monopoli delle aziende farmaceutiche, che ad oggi non hanno fatto nessun reale passo avanti per la condivisione di tecnologie, know-how e brevetti con i tanti produttori che nei Paesi in via di sviluppo potrebbero garantirne l’abbassamento dei prezzi e l’incremento nella produzione mondiale – hanno detto Sara Albiani, policy advisor per la salute globale di Oxfam Italia, e Rossella Miccio, presidente di Emergency . L’unico primo, timido ma insufficiente, passo in avanti è stato fatto da Pfizer/BioNTech pochi giorni fa, per consentire la produzione di 100 milioni di dosi in Sud Africa. La prima dose però sarà disponibile solo nel 2022, mentre in Africa si continua a morire”.

P.V.A lancia un appello ai Governi per un’azione urgente: “Se tutti i governi non spingeranno per la condivisione dei brevetti e il trasferimento delle tecnologie necessarie a consentire di aumentare la produzione mondiale di vaccini, ancora innumerevoli vite andranno perse. – concludono Albiani e Miccio – Consentire ai Paesi in via di sviluppo di produrre i propri vaccini è il modo più rapido e sicuro per aumentare l’offerta e ridurre drasticamente i prezzi. Quando questo è stato fatto per il trattamento dell’HIV, i prezzi sono diminuiti del 99%. Una proposta per arrivarci esiste ed è sostenuta da oltre 100 Paesi tra cui Stati Uniti, Francia, India e Sud Africa; mentre Germania, Regno Unito e Unione Europea si sono più volte opposti, con l’Italia che continua a non assumere una posizione chiara e si accoda alle decisioni dell’UE. Per questo rilanciamo ancora una volta con forza un appello urgente perché si arrivi il prima possibile ad una sua approvazione in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio, che si sta riunendo proprio questa settimana per discuterne”.

Ma dobbiamo sottolineare che da tempo Papa Francesco chiede di “assicurare l’accesso universale al vaccino e la sospensione temporanea del diritto di proprietà intellettuale”. Il 2 maggio 2021 il Papa ha inviato un video messaggio a Vax Live: The Concert to Reunite The World. Un grande concerto tenutosi a Los Angeles, di fronte a 25 mila fan, con l’obiettivo di chiedere che i vaccini contro il COVID-19 siano accessibili per tutti, anche ai paesi ancora in via di sviluppo, in modo da porre una fine definitiva alla pandemia. Global Citizen è un’associazione che da tempo unisce artisti e fan con lo scopo principale di porre fine alla povertà estrema che ancora colpisce alcuni paesi, entro il 2030.

Francesco ha affermato che “L’ingiustizia e il male non sono invincibili (…) Vi prego di non dimenticarvi dei più vulnerabili(…). Abbiamo bisogno di cammini di guarigione e di salvezza. E mi riferisco a una guarigione alla radice, che curi la causa del male e non si limiti solo ai sintomi. In queste radici malate troviamo il virus dell’individualismo, che non ci rende più liberi né più uguali, né più fratelli, piuttosto ci trasforma in persone indifferenti alla sofferenza degli altri”. In una contingenza di pandemia in cui le “varianti” sono qualcosa da temere, il Papa ne ha individuata una di altro tipo. Una “variante di questo virus è il nazionalismo chiuso, che impedisce, per esempio, un internazionalismo dei vaccini”.

Un’altra variante è quando mettiamo le leggi del mercato o di proprietà intellettuale al di sopra delle leggi dell’amore e della salute dell’umanità. Un’altra variante è quando crediamo e fomentiamo un’economia malata, che permette che pochi molto ricchi, pochi molto ricchi, posseggano più di tutto il resto dell’umanità, e che modelli di produzione e consumo distruggano il pianeta, la nostra “casa comune”.(…)“Natura e persona siamo unite. Dio Creatore infonde nei nostri cuori uno spirito nuovo e generoso per abbandonare i nostri individualismi e promuovere il bene comune: uno spirito di giustizia che ci mobiliti per assicurare l’accesso universale al vaccino e la sospensione temporanea del diritto di proprietà intellettuale; uno spirito di comunione che ci permetta di generare un modello economico diverso, più inclusivo, giusto, sostenibile”.