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Posted on 1Lug, 2016

Una Brexit annunciata e un’Europa da ricostruire

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parlamento_strasburgodi Giovanni Pallanti • Quando Cameron promise il referendum sulla permanenza in Europa del Regno Unito accese la miccia di una bomba che, contro ogni previsione razionale, è scoppiata davvero.
I sondaggi dicevano che avrebbe vinto il Si all’Europa. Invece hanno vinto coloro che volevano un Regno Unito indipendente e lontano dall’Europa con il 52% per il divorzio dal Vecchio Continente.
Quali sono le cause di questo voto contro l’Europa?
C’è chi dice la nostalgia dell’impero Britannico quando Londra comandava su mezzo mondo.
Un’Europa continentale a guida tedesca evidentemente per  l’anima profonda degli inglesi era contro la storia: nelle due guerre mondiali dell’900 gli inglesi hanno battuto due volte i tedeschi. E questa non è una piccola cosa facilmente  dimenticabile.
Poi la questione degli immigrati. I flussi migratori provenienti dal Medio Oriente e dai paesi del Centro Europa facenti parte della U.E. hanno rappresentanto anche negli anni scorsi una grande preoccupazione sociale ed economica soprattutto tra i ceti operai e popolari della vecchia Inghilterra.
Molti paesi europei, soprattutto del Nord, hanno opposto una strenua resistenza alla distribuzione dei migranti sui loro territori. Anche questa è stata una incentivazione a far crescere il numero dei consensi degli inglesi all’uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea.
Questa scelta, comunque, sommuove gli equilbri geo politici. La Scozia vorrebbe uscire dal Regno Unito per rimanere in Europa.
Chi pensa che lo status quo possa rivelarsi un progressivo disfacimento dell’idea dell’Europa come nacque nella testa e nel cuore di Adenauer, De Gasperi e Schumann (e di Altiero Spinelli, firmatario del Manifesto di Ventotene, con Ernesto Rossi per un’unità politica dell’Europa) non sbaglia di  molto.
Potrebbe esserci un effetto domino soprattutto determinato dalle scelte dei paesi nord europei come la Danimarca  e l’Olanda.
Rimane una sola soluzione possibile quella di rafforzare l’unità politica tra i 27 stati membri della UE : soprattutto sul piano della politica estera e dell’organizzazione militare di difesa.
La sola moneta, l’Euro, a  cui il Regno Unito non aderiva, evidentemente non basta più.
O c’è una decisa accellerazione dell’unità politica tra  Stati Federali dell’Europa oppure Bruxelles diventerà una capitale virtuale e non effettiva di qualcosa che nella realtà non c’è più.
Il Partito Popolare Europeo e il Partito Socialista Europeo possono fare molto in questa direzione.
Ci vuole però una nuova Costituzione Europea e molto molto coraggio politico.