La Società di San Colombano in Pakistan

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di Giovanni Campanella · Mi sono già occupato della Società di San Colombano nel numero di marzo 2023 di questa rivista (vedi). In quell’articolo ho trattato brevemente della storia della Società, della figura esemplare di padre Tommy Murphy (che è stato anche Superiore Generale) e della missione dei colombaniani in Cina, la loro terra “prediletta” (negli anni Venti del ‘900, i primi padri e suore colombaniani andarono proprio in Cina), tanto da trasferire, pochi anni fa, la loro Casa Generalizia da Dublino a Hong Kong. Ho anche scritto che, quando per vari anni fu interdetto l’ingresso dei missionari in Cina, si espansero anche in varie altre regioni del mondo.

Infatti adesso tratto della loro attività in Pakistan prendendo spunto da un interessante articolo dell’Agenzia Fides:

«I missionari di san Colombano sono giunti in Pakistan nel 1979, iniziando a operare tra i poveri, i senza terra e gli analfabeti, con scuole parrocchiali e strutture sanitarie. Attualmente, ci sono nove missionari di san Colombano: sette sono sacerdoti e due fratelli laici, provenienti nel complesso da quattro paesi, Irlanda, Nuova Zelanda, Fiji e Filippine. I Colombani operano ora in due missioni nel Sud del Pakistan, nella diocesi di Hyderabad e nella Arcidiocesi di Karachi, entrambe nella provincia del Sindh» (vedi)

Le suore della Famiglia religiosa di San Colombano erano impegnate già prima, già da 100 anni, nel centro di Karachi e adesso anche i missionari si sono affiancati alla loro opera educativa e al loro lavoro pastorale.

Uno dei missionari colombaniani in Pakistan è Pat Visanti, che ha rinunciato a una vita agiata da bancario nelle sue native Isole Fiji. Insieme a Monaliza Sagra, missionaria laica colombaniana delle Filippine, dirige, nell’arido deserto del Thar, un college di 470 alunni e una clinica con cinque operatori sanitari a tempo pieno.

Il neozelandese padre Dan O’Connell si occupa di una scuola elementare in un villaggio dove bimbi musulmani, indù e cristiani studiano e vivono felicemente insieme, cosa tutt’altro che scontata in Pakistan.

L’irlandese padre Thomas King serve, a livello sia pastorale che sociale, i Sindhi e soprattutto i Parkari Kholi, minoranza etnica spesso disprezzata e discriminata perché indigena e in gran parte cristiana.

Grazie al Columban Overseas Aid Fund, i missionari hanno contribuito a costruire abitazioni a basso costo ma resistenti alle inondazioni e compatibili con architettura e tecniche costruttive locali. Ciò ha permesso di dare un considerevole aiuto a chi deve ricostruire la propria vita dopo le forti inondazioni monsoniche verificatesi da metà giugno a fine agosto 2022, che hanno lasciato profonde ferite.

Accantonare divisioni e orgoglio e lavorare uniti contro il comune nemico costituito dalla miseria è il preziosissimo insegnamento veicolato dai missionari in una terra che ha sofferto e soffre tanto per scontri violenti tra fazioni. Il Signore Gesù fa nuove tutte le cose.

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Giovanni Campanella

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