Novembre. Un tempo di memoria, preghiera e riflessione

841 475 Andrea Drigani
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«Non ti chiediamo Signore, di risuscitare

I nostri morti,

ti chiediamo di capire la loro morte

e di credere che tu sei il Risorto:

questo ci basta per sapere

che, pure se morti, viviamo

e che non soggiaceremo

alla morte per sempre. Amen».

Questa poesia di padre David Maria Turoldo (1916-1992) ci introduce nel mese di novembre che tradizionalmente è considerato il mese dedicato al ricordo di tutti i defunti, la cui commemorazione si celebra il 2 novembre. Questa ricorrenza è collegata alla solennità di Ognissanti (1 novembre); per questo il mese di novembre può essere ritenuto un tempo di memoria, di preghiera e di riflessione sul mistero della vita e della morte.

Un aiuto, in questo senso, ci può venire da un brano della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (5,5-11) che la Chiesa ci propone nel primo schema della Liturgia della Parola del 2 novembre.

San Paolo spiega che «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato». La nostra speranza è forte, perché abbiamo in noi l’amore che viene da Dio, e l’amore vuole la vita e vince la morte.

Continua l’Apostolo: «Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi». Dio non poteva manifestare il suo amore in modo più evidente di questo. Il Figlio di Dio, fatto uomo, muore per noi, muore per vincere la nostra morte, muore per comunicarci la salvezza.

«Ora, giustificati nel suo sangue – prosegue San Paolo – siamo salvati dall’ira per mezzo di lui». Di per sé la nostra condizione umana di peccatori ci portava alla perdizione eterna. «L’ira» di Dio significa appunto la dannazione eterna. Ma Dio ci ha mostrato il suo amore liberandoci da questa paura della perdizione eterna.

Scrive ancora San Paolo: «Quando eravamo nemici siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio suo». La morte di Gesù è una vittoria sulla morte, perché è una morte accettata per amore: amore verso il Padre e amore verso gli uomini.

«Ora che siamo riconciliati – aggiunge l’Apostolo – saremo salvati mediante la sua vita». Si tratta della sua vita di Risorto, frutto della sua passione e del suo trionfo sulla morte.

Per questo dobbiamo avere una grande speranza per i nostri defunti e per noi stessi. Abbiamo tutti i motivi per nutrire questa speranza, perché tutto viene dall’amore di Dio. Questo amore che ha fatto prodigi per noi, ci darà anche la vittoria piena sulla morte.

I giorni del mese di novembre, dedicati ai defunti, non sono giorni di tristezza, bensì giorni di speranza e di gioia anticipata per la salvezza eterna.

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