«Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi»: a Lucca il dialogo tra cristiani e musulmani riparte dalla storia.

201 251 Carlo Parenti
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di Carlo Parenti · Il 21 marzo 2026, nella prestigiosa Sala di Rappresentanza di Palazzo Ducale a Lucca, si è svolto un importante convegno di studio e dialogo interreligioso che ha riunito studiosi, rappresentanti religiosi cristiani e musulmani e numerosi partecipanti provenienti da tutta Italia. L’appuntamento rientrava nel progetto “Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi”, promosso dalla Fondazione Metamorfosi ETS e dall’Arcidiocesi di Lucca, all’interno delle celebrazioni per i trecento anni dell’elevazione della città ad arcidiocesi.

Un ponte tra secoli: dal Seicento al Documento sulla Fratellanza Umana. Il cuore del convegno è stato il legame tra la storia e il presente. La giornata ha infatti proposto un vero viaggio dal XVII secolo al mondo contemporaneo, ponendo al centro la figura del lucchese Ludovico Marracci (1612–1700), religioso e orientalista che nel 1698 pubblicò la prima traduzione integrale del Corano in latino accompagnata da un vastissimo apparato di commenti e note.

Questa monumentale opera – che ebbe grande fortuna nel Settecento e divenne fonte per la celebre traduzione inglese di George Sale – rappresenta tuttora un punto di riferimento negli studi islamologici.

Il percorso delle relazioni tra cristiani e musulmani è stato narrato attraversando quattordici secoli di incontri e confronti, fino al Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi nel 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar Ahmed al-Tayeb, considerato oggi una pietra miliare del dialogo interreligioso.

È stata una giornata intensa tra studio, testimonianze e tavola rotonda

Il programma della giornata si è articolato in: -Sessioni accademiche dedicate al contributo di Marracci e all’evoluzione del dialogo islamo cristiano dal Seicento ad oggi -Interventi di studiosi provenienti da istituzioni accademiche italiane e internazionali. Infine una tavola rotonda finale con la presenza di personalità cristiane e musulmane, che ha trasformato la giornata in un vero spazio di confronto.

Tra i partecipanti si segnalano, tra gli altri, figure di rilievo come il card. Michael Fitzgerald, già presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso che ha ricordato la storia di Carracci e del dialogo con i mussulmani [QUI], e rappresentanti delle principali comunità islamiche italiane (CII, COREIS, UCOII): Massimo Abdallah Cozzolino, (Confederazione islamica italiana, CII); Yahya Sergio Yahe Pallavicini, (Comunità religiosa islamica italiana, Coreis); Izzeddin Elzir (Unione delle comunità islamiche d’Italia, Ucoii).

In un messaggio inviato dal segretario di stato cardinal Parolin, Papa Leone XIV ha auspicato che l’incontro favorisca l’ascolto reciproco e una sempre più feconda collaborazione tra le comunità religiose. [QUI]

A margine dell’iniziativa ricordo la mostra “Coranica : un percorso di 1400 anni”, che stata allestita, dal 13 al 21 marzo 2026 presso la Chiesa di San Cristoforo, un percorso di 30 pannelli che illustrano le tappe del dialogo tra cristiani e musulmani nel corso dei secoli, dall’antichità al mondo contemporaneo. Da ricordare che cristiani e mussulmani rappresentano oggi circa i due terzi della popolazione mondiale.

L’iniziativa ha avuto il coordinamento generale dell’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti, e di Luisa Locorotondo, direttrice dell’Ufficio diocesano ecumenismo e dialogo interreligioso.

Gli organizzatori hanno sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino un segno di speranza, soprattutto in un periodo segnato da conflitti e tensioni che spesso coinvolgono dimensioni religiose e promuovano conoscenza e dialogo. Sottolineato il significato del rifiutare pregiudizi e del costruire ponti anche nei momenti più critici.

Il convegno di Lucca ha dimostrato quanto la memoria storica – incarnata dalla figura di Ludovico Marracci, lucchese che portò il Corano all’attenzione dell’Europa – possa diventare uno strumento vivo per la costruzione di un presente e un futuro fondati sul rispetto, sulla conoscenza reciproca e sulla pace.

È un modello che affonda le radici nel passato ma parla direttamente all’oggi, invitando credenti e non credenti a riscoprire la forza del dialogo.

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