«Quando Dio vuole cambiare la storia, non manda un esercito, manda un bambino»

490 500 Carlo Parenti
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di Carlo Parenti · Il titolo di questo articolo è una frase di N.T. Wright, vescovo anglicano e teologo inglese (QUI).

L’ho usata per mandare a tutti i miei contatti gli auguri di Buon Natale unitamente alle parole di fratel Arturo Paoli:

Estrema fragilità, estrema povertà nella quale Dio si manifesta a noi, si avvicina a noi, si fa prossimo alla nostra vita. Dio si manifesta in un Bambino: incapace di parlare, di alzarsi, di agire con autonomia. Ma quel Bambino ci rivela un grande messaggio: la violenza, la prepotenza, la forza non si possono vincere con altrettanta violenza, o prepotenza, o forza, ma soltanto con l’umiltà, con il silenzio, con l’impotenza. Nel Bambino di Betlemme il progetto di opporsi alla violenza con l’amore, è perfettamente visibile, è perfettamente presente”

Una signora sola (Paola) mi ha risposto, a differenza di tutti gli altri , con un messaggio ‘teologico’:

Mi permetto di aggiungere una citazione anche io di Bonhoeffer: «Alla luce della mangiatoia che cosa è alto e che cosa è basso nella vita umana? Abbiamo lo stesso criterio del Signore nel formulare un giudizio in merito? Ognuno di noi vive con persone che diciamo altolocate e con persone che diciamo di basso rango. Ognuno di noi ha sempre qualcuno che sta più in basso di lui. Ci aiuterà questo Natale a imparare ancora una volta a cambiare radicalmente idea su questo punto, a cambiare mentalità e a sapere che la nostra via, nella misura in cui deve essere una via verso Dio, non ci conduce verso l’alto, bensì in maniera molto reale verso il basso, verso i piccoli.”»

In queste due citazioni trovo che è racchiuso il messaggio pastorale almeno degli ultimi papi, che hanno sempre più insistito sull’incontro autentico con Gesù e sugli ultimi (gli scarti). Con le loro Encicliche, discorsi, omelie e soprattutto con l’attrazione mediante l’esempio e la coerenza (e non con proselitismo, imposizioni e pressioni).

L’insegnamento di Papa Leone XIV, sin dal primo giorno di pontificato, è una monumentale sinfonia sulla PACE

È una pace “disarmata e disarmante”, una pace “umile e perseverante”, quella che Papa Leone implora per questo mondo in cui” trattiamo la pace come un ideale lontano e finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace”. E in cui “si arriva a considerare una colpa” il fatto che non ci si prepari abbastanza “a reagire agli attacchi” e “a rispondere alle violenze”.  È una logica “contrappositiva” che va “molto al di là del principio di legittima difesa” e sul piano politico alimenta la “destabilizzazione planetaria” che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità. Un mondo in cui “le spese militari sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra più alta di sempre di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale”, Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza”.  Siamo in un mondo in cui “si benedice il nazionalismo” e si giustifica “religiosamente la violenza e la lotta armata”.

Quando uscirà sulla nostra rivista questo pezzo Leone XIV avrà pronunciato il messaggio per la 59.ma Giornata mondiale della pace che ricorre il prossimo 1° gennaio 2026, pubblicato anticipatamente il 18 dicembre 2025. “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante” è il tema scelto dal Pontefice statunitense per il documento. Ovvero le prime parole con cui lui, Robert Francis Prevost, si è presentato al mondo sette mesi fa dalla Loggia delle Benedizioni.

Inviando il mio l’augurio di ogni bene, di buona Epifania e di un sereno 2026 a voi e ai vostri cari, VI INVITO A LEGGERE IL MESSAGGIO DEL PAPA (QUI)

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