di Andrea Drigani · Nella Costituzione conciliare «Gaudium et spes» al n. 17 si afferma che l’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà, alla quale gli uomini tanto tengono e che ardentemente perseguono, e a ragione.
Spesso però – continua – la coltivano in malo modo, quasi sia lecito tutto quel che piace, compreso il male.
La vera libertà, invece, è nell’uomo segno altissimo dell’immagine divina.
La libertà dell’uomo – conclude il testo – poiché è stata ferita dal peccato, non può rendere efficace l’ordinazione verso Dio, se non mediante l’aiuto della grazia di Dio.
Sul tema della libertà è intervenuto Papa Leone XIV nell’incontro con le autorità della Repubblica di San Marino, durante la visita compiuta il 22 agosto.
Partendo dal motto della Repubblica di San Marino: «Libertas», Leone XIV ha sottolineato che non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità umana.
Questa libertà – ha sostenuto – è donata e garantita, in ultima analisi da Dio, la cui voce risuona nella coscienza di ogni uomo.
Promuovere la libertà comporta, dunque, difendere gli spazi della coscienza. A tal riguardo il Papa ha voluto rivolgere il suo pensiero ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Ed ha ricordato, a tal proposito, l’esempio di San Tommaso Moro, Patrono dei Governanti e dei Politici.
Ha voluto, poi, esprimere l’ammirazione e la solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza.
Il Papa ha, inoltre, osservato, che la libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo, E come potrebbe essere altrimenti, dal momento che sgorga dalla fonte che è Amore Uno e Trino?
Leone XIV ha quindi rilevato: «Potrà forse sembrare eccessivo questo riferimento teologico, ma credo che oggi sia necessario, di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere».
Nella visione cristiana – ha aggiunto Leone XIV – libertà e comunione stanno o cadono insieme. Molti santi e sante hanno dato inizio a esperienze di vita comunitaria in cui le persone esprimono la propria libertà nell’obbedienza ad una regola, basata sul Vangelo. Ed ha voluto rammentare l’opera di San Marino e di San Leo, che possono essere definiti costruttori di città libere e pacifiche.
La loro azione può essere interpretata secondo l’immagine biblica della ricostruzione di Gerusalemme propiziata dal profeta Neemia (opposta a quella della torre di Babele) che è animata dalla preghiera, coinvolge tutte le famiglie e tutto il popolo, costruendo i legami prima delle pietre.
Infine Leone XIV ha osservato che «Libertas» e quindi libertà significa anche un impegno per una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace attraverso le vie della diplomazia e del multilateralismo, nonché a favore del diritto internazionale umanitario, in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato.

