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Posted on 1Mar, 2017

Francesco ci fa riflettere sull’importanza sacrale, simbolica ma soprattutto essenziale dell’acqua.

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Logo Giornata mondiale dell'acquadi Carlo Parenti • La nostra specie sta cambiando il pianeta alterando i complessi sistemi terrestri e se stessa in un gigantesco esperimento di cui è difficile prevedere l’esito. I detriti dell’umanità moderna sono così pervasivi che i nostri “tecnofossili” -ad esempio plastica e cemento- permeeranno le rocce che si stanno formando oggi. Tant’è che a causa di questa impronta devastatrice dell’uomo si inizia a parlare di una nuova epoca geologica: l’ Antropocene!1

La terra –a causa dell’uso dei combustibili fossili e dell’aumento conseguente dell’anidride carbonica- diventerà più calda e si prevedono centinaia di milioni di rifugiati climatici che cercheranno di entrare nei paesi più fortunati. I ghiacci si scioglieranno, i mari si innalzeranno e entro il 2100 scompariranno le nazioni insulari più basse, mentre intere regioni costiere saranno sommerse (come in Florida, in Italia e nel Bangladesh meridionale). Il cambiamento climatico intensificherà la siccità (specie in Europa mediterranea , Africa Meridionale, centro-sud del Nord America). L’impatto sulla possibilità di rifornirsi ed usare l’acqua sarà drammatico in tutto il pianeta. Di converso in altre zone del mondo come nel sud est asiatico aumenteranno le precipitazioni e le alluvioni e i raccolti saranno drasticamente ridotti .

I cristiani sono chiamati a riflettere dal punto di vista di Gesù di Nazareth, sull’importanza sacrale, simbolica ma soprattutto essenziale dell’acqua. Gli uomini sono costituiti per il 70% di acqua ed essa è il bene più prezioso che Dio ha donato, poiché laddove non c’è acqua, non c’è vita. Ci illumina Papa Francesco.

Il 22 marzo 2015, nella Giornata Mondiale dell’acqua (istituita dall’Onu nel 1993 e ripetuta annualmente), al termine dell’Angelus, il Pontefice ha detto: “ L’acqua è l’elemento più essenziale per la vita, e dalla nostra capacita di custodirla e di condividerla dipende il futuro dell’umanità. Incoraggio pertanto la comunità internazionale a vigilare affinché le acque del pianeta siano adeguatamente protette e nessuno sia escluso o discriminato nell’uso di questo bene, che è un bene comune per eccellenza. Con san Francesco d’Assisi diciamo: ‘Laudato si’, mi’ Signore, per sora aqua, / la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta’”.

Il Santo Padre l’11 giugno 2015, rivolgendosi ai partecipanti alla 39esima sessione della Conferenza della Fao, ha di nuovo affrontato il tema del diritto all’acqua (e alla terra) ha ricordato che i “cambiamenti climatici ci riportano ai forzati spostamenti di popolazione e ai tanti drammi umanitari per mancanza di risorse, a iniziare dall’acqua già oggetto di conflitti che in prospettiva aumenterannoNon basta affermare che esiste un diritto all’acqua senza agire per rendere sostenibile il consumo di questo bene-risorsa e per eliminare ogni spreco“. Bergoglio ha infine insistito anche sull’importanza di contrastare i meccanismi della speculazione finanziaria da parte delle multinazionali che non devono saccheggiare la nostra terra.

Da ultimo Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 22 febbraio 2107 ha detto: Il creato non è «una nostra proprietà, un possedimento che possiamo sfruttare a nostro piacimento e di cui non dobbiamo rendere conto a nessuno». Purtroppo però «quando si lascia prendere dall’egoismo, l’essere umano finisce per rovinare anche le cose più belle». In proposito ha invitato a pensare in particolare alla difesa delle risorse idriche. «L’acqua è una cosa bellissima e tanto importante: ci dà la vita, ci aiuta». Eppure «per sfruttare i minerali si contamina l’acqua, si sporca e si distrugge la creazione». E ciò, ha chiarito, è conseguenza dell’«esperienza tragica del peccato» a causa della quale «rotta la comunione con Dio, abbiamo finito per corrompere la creazione, rendendola schiava, sottomessa». Con le conseguenze che sono «drammaticamente sotto i nostri occhi, ogni giorno» in quell’ambiente devastato «dove tutto prima rimandava al Padre creatore e al suo amore infinito» e che «adesso porta il segno triste e desolato dell’orgoglio e della voracità umani».

Ma è nell’ enciclica Laudato si’, pubblicata il 18 giugno 2015, che Francesco ha compiutamente espresso la posizione cristiana per la custodia del Creato. “1.« Laudato si’, mi’ Signore », cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che « geme e soffre le doglie del parto » (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

A “La Questione dell’acqua” sono dedicati i punti da 27 a 31. Ne estraggo alcuni passaggi: 27. Altri indicatori della situazione attuale sono legati all’esaurimento delle risorse naturali…. Già si sono superati certi limiti massimi di sfruttamento del pianeta, senza che sia stato risolto il problema della povertà. 28. L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza … ora in molti luoghi la domanda supera l’offerta sostenibile… La povertà di acqua pubblica si ha specialmente in Africa…29. Un problema particolarmente serio è quello della qualità dell’acqua disponibile per i poveri, che provoca molte morti ogni giorno…. Le falde acquifere in molti luoghi sono minacciate dall’inquinamento…30. …in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile…31. Una maggiore scarsità di acqua provocherà l’aumento del costo degli alimenti e di vari prodotti che dipendono dal suo uso. …. Gli impatti ambientali potrebbero colpire miliardi di persone, e d’altra parte è prevedibile che il controllo dell’acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo”

Voglio infine sottolineare l’importate punto 235 sui segni sacramentali riportandone un passaggio: “I Sacramenti sono un modo privilegiato in cui la natura viene assunta da Dio e trasformata in mediazione della vita soprannaturale. Attraverso il culto siamo invitati ad abbracciare il mondo su un piano diverso. L’acqua, l’olio, il fuoco e i colori sono assunti con tutta la loro forza simbolica e si incorporano nella lode…L’acqua che si versa sul corpo del bambino che viene battezzato è segno di vita nuova. Non fuggiamo dal mondo né neghiamo la natura quando vogliamo incontrarci con Dio..”.

Concludo con un pensiero di Giorgio la Pira sulla natura e sull’acqua: “non c’è un solo mistero cristiano, un solo ‘fatto’ del cristianesimo che non si rapporti alla vita terrestre dell’uomo: la vita che di là fluisce e qua perviene è come l’acqua destinata ad irrigare la terra dell’uomo”…” Nessuno capisce che la cosa più importante è pregare; quando voi avete bisogno dell’acqua bisogna che andiate a prenderla. Che cos’è la preghiera? È l’acqua, e il campo non fiorisce se non c’è l’acqua”.

1 Si veda Le Scienze, novembre 2016, n.579.