Pages Menu
Categories Menu

Posted on 1Mar, 2017

Le persecuzioni ai cristiani: non bastano le parole

image_pdfimage_print

978885665733HIG_3e4ad6e0e30409aac14d71b808c38014di Giovanni Pallanti •Ogni mese nel mondo vengono uccisi 322 cristiani: più di 10 al giorno. Le comunità cattoliche, ortodosse e protestanti, nel 2016 che sono state colpite sono oltre 2400. Più del doppio rispetto al periodo precedente. Per dare un idea del massacro in atto basta ricordare che tra il novembre del 2015 e l’ottobre 2016 sono stati assassinata 7100 cristiani. Sia in Asia,  Africa, Medio Oriente, Iraq e America del Sud tutte le tensioni sociali e tutti gli odi di classe si scaricano contro i cristiani. Nella Cambogia di oggi, per esempio,  un antica immigrazione vietnamita di religione cristiana  deve vivere nella semi clandestinità  sulle sponde del fiume Mekong facendo lavori umili in condizioni  di  oggettiva schiavitù e sottoposta ad ogni tipo di violenza.
In Iraq la caccia ai cristiani è l’attività preferita dei terroristi islamici dell’ISIS:  decapitazioni, crocifissioni, violenze sessuali,mercato delle schiave e degli schiavi di cui sono vittime i cristiani. Di queste persecuzioni parla in un documentatissimo libro Nello Scavo, reporter internazionale per il quotidiano “Avvenire”. Il libro “Perseguitati” è edito da Piemme (298 pagine 18,50 euro). Un altro libro che parla sostanzialmente delle solite cose l’ha pubblicato Filippo Grandi – Alto commissario dell’Onu  per i rifugiati. Il libro è  pubblicato da Mondadori “Rifugi e ritorni. Storia del mio viaggio tra rifugiati, filantropi e assassini” (pagine 324 euro 19,50). Questi due libri a cosa servono ? A nulla. Tutti sanno che i cristiani sono appartenenti alla religione più perseguitata del nostro tempo. Chi ferma questi massacri? Chi prende qualche iniziativa per salvarli ? Solo la Russia di Putin si è battuta per difendere i cristiani della Siria sopravvissuti ai massacri dell’ISIS.
Papa Francesco ha detto “ preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti.” Il Papa sottolinea il silenzio e quindi la non difesa dei cristiani dalla persecuzione a cui sono sottoposti da tutti i regimi politici e religiosi che non tollerano il seme di libertà che è insito nella confessione cristiana. Un dato interessante è che i perseguitati sono  quasi sempre laici, preti e suore.
Raramente si ha notizia di vescovi perseguitati . Come mai?  I vescovi vengono scelti, molto spesso, tra quelli provenienti dal tutto il mondo che hanno studiato a Roma. E della “romanità “ prendono soprattutto l’aspetto più deteriore: l’impassibilità.  Giulio Andreotti diceva:  “ i Romani nella loro storia ne hanno viste di tutti colori e quindi non si preoccupano e non si entusiasmo per nulla”. Anche per questa ragione, oltre ad altre apparenti motivazioni, i vescovi cattolici sono prevalentemente  in seconda linea  tra le vittime della persecuzione anti cristiana.
Gli unici episcopati che sono oggetto di rare ma violente persecuzioni, dopo la fine della caccia ai cristiani nell’Est  Europeo, dopo la caduta del  Comunismo, sono quelli latino –americani che hanno meno respirato l’aria di Roma  e che si schierano spesso con le popolazioni indigene contro i ladri di terra , i narcotrafficanti e ogni regime autoritario.
L’Onu e le grandi potenze cristiane in realtà stanno a guardare questi massacri che rimangono sostanzialmente impuniti in tutte le parti del mondo, salvo forse nell’area siriana irachena.
Fino a che non si userà lo stesso metro che San Giovanni Paolo II usò per i musulmani del Kossovo e della Bosnia perseguitati dai cristiani serbi (invocando l’ingerenza umanitaria ovvero un’azione militare contro i serbi )  i massacri contro i cristiani non termineranno.
Si dovrà dichiarare guerra a tutti i persecutori? No. Basteranno degli esempi significativi per fare diminuire una persecuzione anti umana e nemica della madre di tutte le libertà: quella religiosa.La tattica adottata dalle truppe di terra russe in Siria può essere un buon esempio per altri interventi del genere nelle nazioni dove si perseguitano massicciamente le popolazioni cristiane.