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Giugno 2020

image_pdfimage_print

downloadAndrea Drigani nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo II lo ricorda come il grande legislatore della Chiesa, con la promulgazione del Codice latino del 1983 e del Codice orientale del 1990, nonché come il maestro del «Ius Sacrum». Giovanni Campanella rammenta la figura di Antonio Genovesi (1713-1769), oggetto di una recente biografia di Pasquale Giustiniani, un sacerdote che in pieno Settecento, anticipando il magistero della Chiesa, sostenne la stretta connessione tra etica, economia e politica. Dario Chiapetti con il volume del teologo francescano Domenico Paoletti richiama il tema della «minorità» che si radica sulla vita di Gesù che spogliò se stesso per scegliere la povertà, l’umiltà, la morte e per questo la Gloria. Carlo Parenti per contribuire al dibattito sull’eventuale vaccinazione anticovid-19, ripresenta la generosa esperienza del medico e virologo Albert Sabin, che negli anni Cinquanta del secolo scorso, trovò il vaccino che ha debellato la poliomielite. Giovanni Pallanti in margine ad un corso di storia del cattolicesimo toscano del Novecento, invita a meditare sulla presenza nella Chiesa, al di là di peccati e omissioni, di sacerdoti, forse non famosi, ma esemplari per virtù teologali. Mario Alexis Portella con l’aforisma: «historia concordatorum, historia dolorum» introduce al tema complesso degli accordi tra la Chiesa e gli Stati, in particolare quelli autoritari o totalitari, che spesso non realizzano appieno la tutela dei diritti umani e cristiani. Leonardo Salutati riflette sulle manovre speculative durante la pandemia, che sono estranee a quest’ultima, essendo invece espressione di un avventurismo finanziario già prefigurato dall’Enciclica «Quadragesimo anno». Stefano Tarocchi annota che certi potentati politici ed economici, ieri come oggi, hanno lucrato sul dolore e sulla morte, tuttavia il Libro dell’Apocalisse preannuncia comunque la loro fine perché la vittoria sarà sempre del «Re dei re» e del «Signore dei signori». Antonio Lovascio dinanzi alle difficoltà della attuale situazione economica e sociale italiana indica un triplice progetto: l’impegno per la coesione sociale, la cura del «capitale umano», la lotta contro la «povertà educativa». Francesco Vermigli prendendo spunto da San Giustino martire, prototipo del sapiente cristiano che rintraccia elementi di verità nelle culture e nelle filosofie non cristiane, rileva, che nel filosofare, deve essere presente la radicalità del riferimento cristologico. Alessandro Clemenzia riferisce sull’istituzione di una nuova commissione di studio sul diaconato femminile, decisa da Papa Francesco, per un approfondimento storico e anche per riflettere sul ruolo della donna nella Chiesa. Gianni Cioli da un episodio evangelico (Gv 6,1-15) medita sulla risorgente povertà causata dalla pandemia, che può essere contrastata solo con senso di donazione proprio dei semplici e dei bambini. Stefano Liccioli interviene sul dibattito in corso sulla storia della solidarietà che non si fonda soltanto sull’antica filantropia (Enea che porta Anchise), ma principalmente sulla carità cristiana (il buon Samaritano). Carlo Nardi fa memoria di un prete fiorentino Mario Naldini (1922-2000), docente universitario di patrologia e di papirologia, promotore della «Biblioteca Patristica» e delle «Letture Patristiche», che ha fatto interessare ed avvicinare ai Padri della Chiesa. Nella rubrica «Coscienza universitaria» si affronta la tematica della vigente organizzazione dell’università, non intesa come comunità accademica, perchè preoccupata più della concorrenza che della collaborazione.