IOR: una storia che continua e si rinnova

300 187 Andrea Drigani
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Logo_IORdi Andrea Drigani • Pio XII il 27 giugno 1942 con un chirografo, cioè un documento autografo contenente un decreto, erigeva, nella Città del Vaticano, l’«Istituto per le Opere di Religione» (IOR), allo scopo di provvedere alla custodia di capitali e di immobili, trasferiti o affidati ad esso e destinati ad opere di religione e di cristiana pietà. Iniziava in tal modo una storia che, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, si intersecò pure in vicende assai complicate e inquietanti (il caso Sindona, il Banco Ambrosiano di Calvi, il ruolo di Marcinkus). Anche per tali circostanze San Giovanni Paolo II, con suo chirografo del 1 marzo 1990, dette dei nuovi statuti all’IOR, conservandone il nome e le finalità. Continuarono, tuttavia, delle criticità nell’azione dello IOR, probabilmente anche a motivo del mancato inserimento della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, nel sistema normativo europeo ed internazionale di regolazione delle transazioni finanziarie e di contrasto al riciclaggio, che veniva a costituirsi. Proprio in questa direzione si muove l’opera di Benedetto XVI che istituisce l’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) per interagire d’intesa con le omologhe Autorità degli Stati, attua la convenzione monetaria tra l’Unione Europea e lo Stato della Città del Vaticano del 1 gennaio 2010, emana le prime disposizioni legislative vaticane sulla trasparenza e per l’antiriciclaggio. In particolare Benedetto XVI stabilì che la Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano si sottoponessero alla valutazione del Consiglio d’Europa, attraverso l’apposito Comitato, circa la prevenzione del riciclaggio e la connessa trasparenza. Tale valutazione concerneva tutti i dicasteri della Curia Romana, nonché lo IOR. Sembra che Benedetto XVI per queste decisioni abbia incontrato delle notevoli resistenze, e vi è chi ipotizza che forse ciò ha contribuito, in qualche modo, alla sua rinuncia all’ufficio di Romano Pontefice. In effetti durante le congregazioni cardinalizie antecedenti al conclave del 2013, vennero affrontate le questioni inerenti lo IOR e vi fu anche chi ne propose la soppressione. Francesco ha proseguito le determinazioni di Benedetto XVI emanando ulteriori disposizioni legislative per lo Stato della Città del Vaticano in materia di trasparenza delle operazioni finanziarie e favorendo la promozione e nell’adesione agli accordi internazionali in tale ambito. Il 1 aprile 2015 è stata sottoscritta la Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede in materiapapa-pio-XII-ansa--258x258 fiscale che riguarda anche le attività dello IOR. Le decisioni prima di Benedetto XVI e poi di Francesco concernenti una più precisa regolarizzazione giuridica vaticana, e l’ottemperanza alla specifica normativa europea ed internazionale, hanno provocato la chiusura di molti conti correnti dell’IOR, sia per volontà dell’Istituto stesso, sia per l’abbandono spontaneo di diversi correntisti. Lo IOR ha subito pertanto un ridimensionamento, basti pensare che nel 2017 l’utile era stato di 31,9 milioni di euro, mentre nel 2018 è stato di 17, 5 milioni. Lo scorso 8 agosto Francesco con suo chirografo ha rinnovato gli Statuti dello IOR. Viene innanzitutto riaffermata la personalità giuridica canonica pubblica dello IOR e quindi la sottomissione al Codice di Diritto Canonico, vengono altresì confermate le finalità stabilite dagli Statuti del 1942 e ribadite in quelli del 1990. Le modifiche più rilevanti attengono al rafforzamento del ruolo della Commissione cardinalizia di vigilanza, già istituita con gli Statuti del 1990, composta da cinque cardinali nominati dal Romano Pontefice per cinque anni, con possibilità di una sola riconferma. Tra i compiti della Commissione cardinalizia vi sono quelli di nominare e revocare i membri del Consilio di Sovrintendenza, di deliberare sulla devoluzione degli utili, di approvare e revocare la nomina del Direttore e del Vicedirettore fatta dal Consiglio di Sovrintendenza. Circa il Prelato, un ufficio già presente negli Statuti del 1990, è confermato come Segretario della Commissione cardinalizia di vigilanza, inoltre assume la nuova VaticanBank-300x187funzione di assistere in loco amministratori e dipendenti a governare e operare secondo i principi fondanti dell’etica cattolica ed in coerenza con la missione dell’Istituto. La revisione legale dei conti, secondo gli Statuti rinnovati, sarà esercitata da un revisore esterno (persona fisica o società) nominato dalla Commissione cardinalizia, su proposta del Consiglio di Sovrintendenza, per un periodo di tre esercizi consecutivi, rinnovabile una sola volta. Lo IOR continuerà, poi, a rimanere soggetto all’attenta vigilanza dell’Autorità di Informazione Finanziaria dello Stato della Città del Vaticano. Con questi nuovi Statuti lo IOR potrà proseguire, dunque, la sua attività, iniziata nel 1942, nel rispetto delle normative canoniche, vaticane ed internazionali e nella fedeltà agli scopi originari ed ai principi dell’etica cattolica.

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