Il discorso di Bartolomeo I a papa Leone XIV nella Divina Liturgia della festa dell’apostolo Andrea

252 200 Stefano Tarocchi
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di Stefano Tarocchi · Voglio riprendere in questo testo le parole che il patriarca ecumenico Bartolomeo I ha rivolto a Papa Leone al termine della divina liturgia nella festa dell’apostolo Andrea ad Istanbul. Esso fa seguito alla dichiarazione congiunta, firmata al Phanar il giorno precedente, e che segue la celebrazione tenutasi a Nicea.

«Come narra il vangelo di Giovanni – ha esordito Bartolomeo –, Andrea fu uno dei due discepoli di San Giovanni il Precursore che indicò loro Gesù Cristo, dicendo: “Ecco l’Agnello di Dio!” Andrea non solo lo seguì immediatamente, ma trovò anche suo fratello Simone, dicendogli: “Abbiamo trovato il Messia”, e lo condusse al Signore, che dichiarò: “Tu sei Simone? Sarai chiamato Cefa-Pietro” (Gv 1,35-42). Così, grazie a questa chiamata, i due fratelli lasciarono le reti sulle rive del Mare di Galilea per diventare pescatori di uomini, gettando le reti della Chiesa attraverso la predicazione della Buona Novella fino ai confini della terra».

Bartolomeo ha inoltre ricordato che «l’icona del bacio dei Santi Pietro e Andrea è, da più di mezzo secolo, il simbolo del nostro comune pellegrinaggio verso l’unità cristiana. Essa «rammenta costantemente al mondo al mondo che “abbiamo trovato il Messia”».

E ha così proseguito: «come successori dei due santi Apostoli, fondatori delle nostre rispettive Chiese, ci sentiamo legati da vincoli di fratellanza spirituale che ci obbligano a lavorare diligentemente per proclamare il messaggio di salvezza al mondo».

La visita del vescovo di Roma «non può essere ridotta a meri eventi di protocollo, ma al contrario, esprime concretamente e personalmente il nostro profondo impegno nella ricerca dell’unità cristiana e la nostra sincera aspirazione alla piena comunione ecclesiale».

E ha così proseguito che «ciò fu reso possibile 60 anni fa dalla revoca delle scomuniche del 1054 tra Roma e Costantinopoli il 7 dicembre 1965. Nella Dichiarazione Comune, Papa Paolo VI e il Patriarca Ecumenico Atenagora proclamarono la loro convinzione comune di “rispondere alla chiamata di quella grazia divina, che oggi conduce la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa, così come tutti i cristiani, a superare le differenze per essere di nuovo ‘uno’ come il Signore Gesù chiese al Padre per loro” (Dichiarazione Comune, 1)».

«Questo evento storico, dopo l’‘inverno’ delle divisioni, può giustamente essere chiamato una ‘primavera’ spirituale per le nostre Chiese, inaugurando un nuovo capitolo nelle nostre relazioni reciproche, cercando di superare le differenze del passato».

Agli eventi del Concilio si aggiunge «il significato della celebrazione di quest’anno del 1700º anniversario del I Concilio Ecumenico di Nicea».

E Bartolomeo ha ricordato il pellegrinaggio congiunto con il Patriarca Teodoro di Alessandria e i rappresentanti ufficiali dei Patriarchi Giovanni di Antiochia e Teofilo di Gerusalemme».
È purtroppo evidente come sia da rilevare l’assenza di Kirill, ossia Vladimir Patriarca ortodosso di Mosca, e di tutte le chiese autocefale che a lui fanno capo.

D’altronde, ancora di più, «il Simbolo della Fede promulgato dal Concilio di Nicea si dimostra una confessione che trascende spazio e tempo, riaffermando la fede della Chiesa ricevuta dagli Apostoli».

«Il I Concilio Ecumenico di Nicea rafforzò l’unità ecclesiastica», ha poi detto Bartolomeo, e ha ricordato Atanasio di Alessandria, che nella sua lettera ai vescovi d’Africa ebbe a dire che il Concilio fu convocato dall’Imperatore Costantino principalmente per risolvere la divisione causata dall’eresia ariana e decidere una data comune per la celebrazione annuale della Pasqua».

Bartolomeo ha proseguito affermando che il «I Concilio Ecumenico rimane il fondamento nella nostra ricerca dell’unità cristiana oggi. Il suo Simbolo della Fede, i suoi canoni e le sue decisioni, soprattutto quella relativa all’istituzione di criteri condivisi per il calcolo della data comune della Pasqua, costituiscono il patrimonio di tutta la cristianità, e solo approfondendo questa ricca eredità i cristiani divisi si avvicineranno e raggiungeranno l’unità tanto desiderata».

Il patriarca ecumenico ha poi fatto riferimento al Concilio della Chiesa Ortodossa, tenutosi a Creta nel giugno 2016), e ha così proseguito aggiungendo che «la responsabilità della Chiesa Ortodossa per l’unità e la sua missione ecumenica sono state articolate dai Concili Ecumenici. Questi hanno sottolineato soprattutto l’indissolubile legame tra la vera fede e la comunione sacramentale»

Pertanto, «la fede nel Dio Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e nell’unico Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore secondo le Scritture e il Credo niceno-costantinopolitano sono il criterio essenziale per l’impegno della Chiesa Ortodossa nel Movimento Ecumenico e la sua appartenenza al Consiglio Ecumenico delle Chiese e alla Conferenza delle Chiese Europee».

Così, «il lavoro svolto negli ultimi quarantacinque anni, iniziato esaminando ciò che abbiamo in comune, ha coltivato uno spirito di fraternità e sviluppato fiducia e comprensione reciproche, e consente alle nostre Chiese, in questo momento cruciale della storia, di affrontare le questioni spinose del passato per superarle e condurci verso la restaurazione della piena comunione».

«È perciò notevole che la riflessione su Sinodalità e Primato intrapresa negli ultimi anni all’interno della Commissione si sia rivelata fonte di ispirazione e rinnovamento non solo per le nostre Chiese sorelle, ma anche per il resto del mondo cristiano. Possiamo solo pregare che questioni come il “filioque” e l’infallibilità, che la Commissione sta attualmente esaminando, vengano risolte affinché la loro comprensione non sia più un ostacolo alla comunione tra le nostre Chiese».

Così le due chiese sorelle potranno «affrontare insieme le sfide condivise nel testimoniare la fede espressa a Nicea con rispetto reciproco e lavorare insieme per soluzioni concrete con autentica speranza» (Dichiarazione congiunta del 29 novembre 2025).

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Stefano Tarocchi

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