di Filippo Meli · A due anni dalla scomparsa di Frédéric Manns avvenuta a dicembre 2021, Libreria Editrice Vaticana decide di ripubblicare il libro “Raccontando la Bibbia”, che raccoglie i brevi articoli del biblista pubblicati su L’Osservatore Romano nella rubrica “Racconti della domenica”. Manns è stato senza dubbio uno dei più grandi esperti del rapporto tra giudaismo e cristianesimo dei primi secoli. Francescano e professore di Giudaismo e Nuovo Testamento presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.
Oltre alla grande competenza e conoscenza dell’ambiente giudaico, Manns era noto per un’altra grande passione: la Terra e i Luoghi Santi, definiti da lui stesso il «quinto Vangelo». Il legame tra la Parola e la terra è da sempre uno dei tempi centrali degli studi di Manns e in questo testo risulta ancora più evidente. Ci troviamo di fronte ad articoli brevi che forniscono una sorta di pennellata su personaggi biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento sempre fondate sul testo biblico e sulle tradizioni ebraiche.
Dato il suo carattere composito e avendo come fonte di partenza articoli pensati per la pubblicazione su L’Osservatore Romano, questo testo risulta accessibile a tutti e, nonostante la precisione di contenuto e di linguaggio che non scade mai nel semplicistico, anche il lettore meno avvezzo a studi biblici può muoversi con relativa facilità al suo interno. Il testo infatti raccoglie trentotto articoli divisi equamente in due sezioni: Antico e Nuovo Testamento. Ciascun articolo sceglie in poche pagine di dare uno sguardo e un breve approfondimento su un tema o un personaggio specifico. Quindi troviamo il “vestito di luce” di Adamo ed Eva, Giuseppe in Egitto, la profetessa Hulda, una riflessione sulla Sapienza, la città di Betlemme, l’Arcangelo Gabriele e persino luoghi santi come la dormizione di Maria a Gerusalemme e molti altri.
Ovviamente tutto ciò non è minimamente sufficiente ad approfondire tutto il panorama che il confronto tra la Parola e i luoghi santi ci può offrire e sicuramente i brevi articoli non bastano a conoscere ciascuno degli argomenti, ma non è questo lo scopo del testo. Spesso ci troviamo di fronte a riflessioni personali o intuizioni particolarissime dello stesso autore, ma sempre fondate da studi rigorosi e attenti che seppur in poche righe emergono nel linguaggio e nelle citazioni. Non mancano, e non potrebbe essere altrimenti, riferimenti alla tradizione giudaica e non si contano le citazioni a Midrash.
Che il lettore sia uno studioso in cerca di un approfondimento, un semplice curioso riguardo ad un tema specifico o banalmente un appassionato dei luoghi della Terra Santa che cerca di conoscerli meglio, in questo testo troverà molto materiale. D’altra parte, lo stesso Manns era tutte e tre queste cose: studioso, curioso ricercatore e innamorato della Terra Santa.
La prefazione l’introduzione del libro sono affidate rispettivamente a Pierbattista Pizzaballa, patriarca Latino di Gerusalemme, e Francesco Patton, allora Custode di Terra Santa. Si tratta di due brevi commenti che più che introdurre il libro in sé ci parlano di Manns stesso, facendo trasparire dalle loro parole, specie in quelle di Pizzaballa, il dolore per un amico scomparso, ma soprattutto l’ammirazione per il grande lavoro e la passione del frate francescano per questa Terra da sempre assetata di pace e che pur nelle sue contraddizioni non smette mai di parlarci di Dio.

