Andrea Drigani nella circostanza del conferimento del Dottorato della Chiesa a San John Henry Newman (1801-1890) richiama un articolo di Francesco Cossiga (1928-2010) a lui dedicato. Stefano Liccioli illustra il rapporto annuale dell’Istituto «Toniolo» sulla condizione giovanile in Italia, anche in riferimento, tra l’altro, alla partecipazione civile e politica. Giovanni Campanella commenta l’annuncio della nomina del nuovo vescovo della diocesi di Costantina, in Algeria, nel cui territorio vi è l’antica Ippona la sede episcopale di Sant’Agostino. Gianni Cioli dalle pagine della Bibbia propone una riflessione sulla virtù dell’umiltà, in particolare nella sua dimensione politica e sociale. Antonio Lovascio presenta un recente report Eurispes circa l’uso del «digitale», nonché le preoccupazioni di Leone XIV su tale argomento. Carlo Parenti svolge alcune considerazioni sulla tragedia dei bambini uccisi a Gaza, auspicando la ripresa del dialogo ebraico-cristiano, che ebbe i primi inizi a Firenze dopo il 1945. Leonardo Salutati nel 30° anniversario dell’Enciclica «Evangelium vitae» di San Giovanni Paolo II, ne sottolinea la grande importanza in riferimento all’esatta formulazione del concetto di democrazia. Filippo Meli ad un mese dal Giubileo dei Giovani, indica un cammino non chiuso per continuare a vivere, secondo le parole del Papa, nella gioia del Signore che ci spinge ad annunciarlo ovunque. Francesco Romano constata che le lettere e gli epistolari che hanno avuto un grande ruolo nella storia della letteratura e del diritto, rischiano di essere drasticamente ridimensionati. Giovanni Pallanti recensisce il libro di Cesare Catananti sui complessi rapporti tra il Vaticano e Alcide De Gasperi (1881-1954), del quale si è conclusa recentemente la fase diocesana della causa di beatificazione. Alessandro Clemenzia dal volume di Massimo Nardello espone alcune osservazioni sul concetto di «communio» che va ulteriormente studiato per meglio comprendere il mistero della Chiesa. Stefano Tarocchi medita, alla luce della Lettera agli Ebrei, su due alleanze: quella antica segnata dal terrore, quella nuova destinata alla salvezza. Francesco Vermigli dai primi interventi di Leone XIV sul prete indica una linea che può consistere in tre termini: amicizia, comunione, trasparenza. Nella rubrica «Coscienza universitaria» si invita a continuare, anche dopo il Giubileo, a coltivare la speranza cristiana.

